GIOVANNI BOASSA

Giovanni Boassa è nato ad Uras il 25 Agosto 1938, dopo aver frequentato la scuola media statale ad Oristano ha conseguito il Diploma di Capitano di Lungo Corso all’istituto Tecnico Nautico "Buccari" di Cagliari: due anni all’Università in Economia e Commercio, alcune supplenze nelle medie e poi i mari di tutto il mondo lo hanno portato negli Usa, ad Hong Kong, in India, Pakistan, Brasile, Perù, Indonesia, Caraibi e Florida.
Forse lo star solo a guardare il mare, anche se spesso tempestoso, coi propri pensieri rivolti ai suoi cari ed alla sua terra, hanno acceso vieppiù in lui l’amore per la conoscenza, per il bello, per l’avventura e per l’affascinante passato. Da sempre interessato alla storia, alla ricerca negli archivi, all’archeologia, ai minerali ed ai fossili è riuscito sempre a dividere in modo abbastanza razionale tutto il suo tempo libero, riuscendo a coinvolgere nelle sue avventure sia familiari che amici. Forse non pago dei suoi risultati fa parte ormai da un ventennio dell’amministrazione del suo paese e dai banchi della maggioranza è riuscito a dare una spinta culturale al suo centro ed al circondario, promuovendo scavi e pubblicazioni che contribuiscono fortemente a far si che periodicamente ci si incontri e si trascorrano delle piacevoli serate. Ha fatto si che ogni nucleo familiare abbia la monografia di Uras nella propria casa, distribuendo tante altre copie, gratuitamente, anche in tante altre case sarde, della penisola e del mondo, facendo si che gran parte della storia della Sardegna e della sua Uras si diffonda. Ha dato al suo paese il gonfalone e lo stemma comunale, studiando li stessi di conserto con lo studio araldico della presidenza della Repubblica.
Oltre un ventennio di ricerche nei vari archivi ha fatto si che il suo archivio personale si sia arricchito di oltre 30.000 fotocopie di antichi documenti che gli hanno permesso di portare avanti le monografie di Uras, San Nicolò d’Arcidano, Bonorcili, Marrubiu - Zuradili e Terralba. Essendo un autodidatta, spinto dalla sua sola passione, lo scopo delle sue ricerche è principalmente di ricostruire le storie dei nostri centri e di far si che i documenti che ancora esistono nei vari archivi non vadano dal tutto perduti e che anzi, allegati alle varie opere, giungano nelle mani di tante altre persone fra le quali non mancheranno certo di trovare nuovi appassionati che continueranno appassionatamente ad indagare nel passato, facendo si che il sacrificio dei nostri avi non sia stato vano.
Ha cercato in tutti i modi di portare avanti le sue idee culturali e non solo per cercare di dare una svolta positiva all’interno della sua comunità, profondendo tutti i suoi sforzi per creare i musei, per cominciare la valorizzazione di tutti i nuraghi che ancora esistono nel territorio di Uras e per cercare di sfruttare tutte le sue conoscenze ed esperienze, scrivendo le storie di tanti paesi del suo circondario. Sarebbe certamente auspicabile che gran parte della sua semina non andasse perduta e che molti appassionati della ricerca continuassero a seguire le rotte da lui tracciate per far si che le nostre comunità abbiano da vivere con orgoglio nei territori scelti dai propri antenati.
Le occasioni d’incontro delle comunità sono quasi sempre limitate alle varie feste più o meno periodiche e spesso capita che durante le presentazioni di monografie come questa ci si scopre più vicini, più affiatati, più aperti ai contatti umani e spesso sensibili alle riscoperte od alle scoperte che non si pensava mai di fare, anche se alla base di tutto non resta poi che l’unica grande molla che ci spinge in quel futuro non sempre prevedibile ma consono a quelli che sono i sogni di tutti, nascosti in quella speranza che ci aiuta ad andare oltre le mille tempeste che, anche durante il corso della nostra esistenza, incontriamo.

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