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CASA DI ELENA MONCALVI E ARIALDO BANFI A MILANO

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Elena Moncalvi e Arialdo Banfi avevano casa a Milano, numero 36 di via Modena. Avvocato e operatrice sanitaria, si erano conosciuti poco più che ventenni, erano mossi entrambi da passione politica, lui futuro dirigente del Partito d’Azione, lei socialista, militava nel Movimento di unità proletaria (MUP). Arialdo era partito nel 1941 per la Sicilia, tenente nelle zone chiamate di “guerra non guerreggiata”, trasferito poi in Francia, nei territori occupati dagli italiani. Con il 25 luglio 1943, alla caduta del regime fascista, avrebbe abbandonato l’esercito e raggiunto Elena a Milano. Era un’estate di ritorni e incontri, tra i rimasti e chi tornava da anni di carcere e confino. Immaginato e scritto nel 1941 sull’isola di Ventotene, “Per un’Europa libera e unita. Progetto di un manifesto”, opera dei confinati Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, diede vigore a spunti di confronto alla clandestinità milanese. Il 27 e il 28 agosto 1943 Elena e Arialdo erano tra i convenuti in via Poerio, nella casa di Mario Rollier e Rita Isenburg, a condividere l’ atto fondativo del Movimento federalista europeo (Mfe), a disegnare un continente amputandone i contorni nazionali, segni antropici di guerra e dominio.
Iniziata la Resistenza Arialdo Banfi andò in Piemonte, a organizzare le formazioni partigiane di Giustizia e libertà in Val Pellice (Torino). Elena Moncalvi divenne staffetta, preparava documenti falsi, prendeva informazioni e trasmetteva messaggi.

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La casa di via Modena divenne base partigiana. Tra gli altri accolse Aldo Valcarenghi, reduce da San Vittore, con cui aveva condiviso la militanza nel MUP – ne era il fondatore – partecipando con lui alla costituzione dopo l’armistizio del Partito socialista di unità proletaria (PSIUP). Diede rifugio ai compagni impegnati nella lotta partigiana nelle brigate Matteotti, tra loro Andrea Beltramini e Sandro Pertini, futuro dirigente socialista del Comitato di liberazione nazionale dell’alta Italia (CLNAI). Il rischio di essere traditi era tangibile, i controlli non esaurivano i sospetti. Non passò molto tempo e un delatore fece il suo nome. Il 12 novembre 1943 Elena Moncalvi fu catturata e rinchiusa a San Vittore. Era sorte comune. In carcere trovò anche Maria Cazzulini, faceva la rammendatrice di tappeti persiani, complice dei primi mesi concitati nella Resistenza milanese. Nei cinque mesi di carcere la sua abitazione non smise di ospitare amici e compagni, nuova padrona di casa la portinaia dello stabile, Marina Rimoldi. Decise di aprire anche i suoi alloggi, improvvisati a sede socialista, Carla Voltolina a fianco del futuro consorte Pertini.
Di nuovo in libertà, nell’aprile del ’44 Elena si mise in contatto con Arialdo, evaso da San Vittore. Riprese il filo interrotto dalla prigionia, ma molto era accaduto. Alcuni compagni erano caduti, di altri catturati si poteva solo sperare, come l’amico Valcarenghi, arrestato dopo il grande sciopero operaio di marzo. Finì nel campo d’internamento di Fossoli, nel modenese, poi deportato a Mauthausen, infine a Gusen. Ne potè dare racconto.
Elena Moncalvi fu attiva nella Resistenza fino all’autunno del 1944. Rimase ferita durante un bombardamento aereo mentre tornava in treno da Caravaggio, dov’era la primogenita Silvia, ancora bambina. Intervenne subito il dottor Moncalvi, suo padre, che le salvò la gamba. Il 18 gennaio 1945 Elena diede alla luce Andrea, videro insieme la Liberazione.

Silvia Maresca

Localizzazione

Località: Milano
Indirizzo: Via Gustavo Modena 36
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.470754 – Longitudine 9.218621

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FONTI

Bibliografia

M. Alloisio, G. Beltrami, Volontarie della libertà, Milano, Mazzotta, 1981

S. Maresca, Elena Moncalvi Banfi, Cornate d’Adda (Italia) 1912 – Il Cairo (Egitto) 1974, voce biografica nel volume: L’Europa delle donne, a cura di R. Cairoli, Milano, Biblion, 2021

Sitografia
consultata il 5 giugno 2024

Arialdo Banfi 1913-1997, Fondo archivistico digitalizzato e pubblicato nel portale patrimonio.archivio.senato.it
di cui consultati i fascicoli: 2.5.1 processo-penale-contro-banda-koch; 2.9.1 documenti-personali-1

Arialdo Banfi ed Elena Moncalvi con la figlia (Monguelfo, 1943), fotografia pubblicata nel portale www.pertini.it

Banfi Arialdo, voce biografia e descrizione del fondo archivistico a cura della Fondazione di studi storici “Filippo Turati” pubblicate sul sito www.fondazionestudistoriciturati.it

L. Ricciardi, Valcarenghi, il patriota dimenticato, articolo pubblicati sul sito www.avantionline.it

 

 

 

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 1943-1945
Cognome Nome: Moncalvi Elena, Banfi Arialdo
Formazioni d’appartenenza: Partito d’Azione; Partito socialista di unità proletaria (PSIUP); Brigate Giustizia e Libertà; Brigate Matteotti
Data opera: non determinata
Autore: non conosciuto

contatti

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