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PALAZZO DELLA COMIT, BANCA COMMERCIALE ITALIANA A MILANO
Palazzo della COMIT, Banca commerciale italiana a Milano

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La Banca commerciale italiana, Comit, ebbe in piazza della Scala a Milano la sua Direzione centrale, nell’edificio progettato dall’architetto Luca Beltrami, ultimato nel 1906. Dalle origini mitteleuropee alla governance di Giuseppe Toeplitz negli anni’20, la Commerciale richiamò menti che brillavano di competenza e iniziativa, cresciute negli studi giuridici ma anche letterari, abili interpreti delle realtà industriali di cui la banca era creditrice. La sua importanza strategica e le attività complesse quanto cruciali per l’economia italiana ne dissuasero il controllo diretto del regime fascista.
Sergio Solmi fu assunto dalla Comit il 14 gennaio 1926. Nella lettera di assunzione compare la raccomandazione di Raffaele Mattioli, che conobbe poco tempo prima a Torino, in un incontro organizzato da Piero Gobetti. Nella casa torinese di via Fabro nacquero molte amicizie intessute di filosofia e poesie quanto di antifascismo, legami sopravvissuti alle aggressioni squadriste che immolarono il corpo del direttore della “Rivoluzione Liberale”. Solmi doveva trasferirsi con sua moglie, Dora Martinet, a Milano, dove inizialmente trovò lavoro in uno studio legale.

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Aveva intrapreso la strada del giurista per bisogni economici, e fu felice di ritrovare appena varcata la soglia e le mura imponenti della Banca commerciale proprio Mattioli, appena insediato alla Comit come segretario del direttore Toeplitz.
Solmi era poeta, scriveva su testate culturali, dai commenti su Leopardi alle critiche positive dell’amico Eugenio Montale, e intanto le sue preziose consulenze che gli valsero la proficua carriera andavano oltre i codici e i numeri, ci mise la sua intuizione e la sua sensibilità, come avrebbe ricordato il suo storico collaboratore Gianfranco Saglio. Mentre Solmi diventava procuratore, nel 1934 all’Ufficio Studi guidato dal filosofo Antonello Gerbi arrivò l’antifascista e futuro fondatore del Partito d’Azione Ugo La Malfa.
Mattioli li invitava tutti nel suo salotto di via Bigli, incrocio notturno di pittori e funzionari di banca, professori e scrittori ribelli, dove La Malfa e i colleghi della Comit incontrarono antifascisti della prima ora, come Adolfo Tino e Ferruccio Parri. Intanto al terzo piano della Comit, in particolare nell’Ufficio Studi, prendeva forma l’attività cospirativa azionista, dove circolavano idee democratiche, socialiste, liberali, in uno spirito solidale e volontà di cambiamento.
Nel 1942 Tino, La Malfa e Mario Vinciguerra misero nero su bianco i sette punti fondativi del Partito d’Azione nel primo numero del giornale di propaganda “Italia libera”, le cui bozze rimasero protette nella cassaforte della Comit per andare in stampa nel gennaio 1943.
Dopo la caduta del regime il 25 luglio Milano venne piegata dai bombardamenti alleati, e l’edificio della Banca Commerciale fu forse l’unico in piazza della Scala a non subire danni. Avrebbe retto nei 45 giorni badogliani, l’allontanamento a Roma di Mattioli e La Malfa dopo l’8 settembre e poi la tenaglia del potere nazifascista.
Tra i funzionari e uomini di riferimento del Partito d’Azione rimase innanzitutto Sergio Solmi, che operava da capo della Sezione consulenza del Servizio contenzioso, poi Ufficio legale.
Nel febbraio 1944, con le prime vittorie e le bande partigiane di Giustizia e libertà che ingrossavano le fila, l’azionista Leo Valiani, impegnato nell’organizzazione e nelle comunicazioni per il PdA, una volta a Milano trovò copertura negli uffici della Commerciale, mentre la città si preparava allo sciopero nazionale del 1 marzo. Avrebbe ricordato Valiani i numerosi appuntamenti di militanti e partigiani al terzo piano della banca, lo scambio di documenti falsi e delle numerose notizie tramite bigliettini di appuntamenti. E Sergio Solmi che presidiava: “tutti facevano capo a lui”.
La base cospirativa rimase nascosta, occultata dietro la solidità istituzionale del suo marmo bianco, superando la lontananza di Mattioli che dirigeva da Roma e agiva nella Resistenza capitolina.
Eppure il 2 gennaio 1945 l’inossidabile Solmi ebbe un primo arresto, che si risolse presto in una fuga da una cella aperta e un corridoio deserto. La seconda volta, tornato a Milano e riconosciuto mentre viaggiava sul tram, fu incarcerato a San Vittore il 6 aprile. Riuscì a non tradire i compagni, nonostante le vessazioni riservate agli oppositori politici. Per lui e per molti altri le porte del carcere si schiusero il 25 aprile, nella Milano liberata.

Silvia Maresca

Localizzazione

Località: Milano

Indirizzo: Piazza della Scala 6

Comune: Milano

Provincia: Milano (MI)


Regione: Lombardia

Coordinate geografiche: Latitudine 45.46755 – Longitudine 9.19138

 

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FONTI

Bibliografia
Bacchelli, Le notti di via Bigli: quarant’anni di confidenza con Raffaele Mattioli, (a cura di Marco Veglia), Bologna, Il Mulino, 2017

Cairoli, D. Migliucci, Comandante Franco : storia di Italo Busetto, partigiano, comunista, sindacalista (1915-1985), Sesto San Giovanni, Archivio del Lavoro; Milano, Fisac Cgil Milano e Lombardia, 2022

 

Sitografia
consultata il 25/5/2024

B. Croce, Ricordo di Leone Ginzburg, articolo pubblicato in «Italia libera», 27 ottobre 1944, fruibile nel portale
patrimonio.archivio.senato.it

G. Montanari, M. L. Cairo (Archivio Storico Intesa Sanpaolo), Carte di Sergio Solmi, capo della Consulenza legale della Comit durante il periodo bellico e nel dopoguerra (1942-1953), pubblicato sul sito www.istoreto.it

Sergio Solmi tra letteratura e banca, saggio pubblicato in «Archivio Storico Intesa Sanpaolo. Monografie», n. 9, 2016. Consultabile sul sito sapegno.it

 

 

 

 

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 1943-1945

Cognome Nome: La Malfa Ugo; Mattioli Raffaele; Sergio Solmi

Formazioni d’appartenenza: Partito d’Azione; Brigate Giustizia e Libertà

Data opera: 1911

Autore: Luca Beltrami (architetto)

contatti

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