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Nel corso degli anni, numerose persone di religione ebraica si stabilirono in varie zone dell’Alto Adige, in primis a Bolzano, radicandosi nel tessuto economico e sociale delle città. A seguito della promulgazione, nel 1938, delle leggi razziali fasciste, e soprattutto dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, con l’occupazione nazista della regione, tali cittadini vennero perseguitati ferocemente e deportati nei lager tedeschi, dai quali non fecero più ritorno.
Adolf Schwarz nacque il 4 luglio 1871 in Austria, a Stadtschlaining (in ungherese Városszalónak), al confine con l’Ungheria, figlio di Israele Schwarz e Giulia Stern. Di professione impiegato di banca, visse dapprima a Budapest, dopodiché si trasferì in Italia, dove soggiornò in Trentino e, in Alto Adige, a Merano e a Bolzano. A Merano risiedette presso casa Waldenburg in via Schaffer e, in un secondo momento e fino al 1935, nella dimora di Arnold Schwarz, presidente del sanatorio “Asilo per ebrei indigenti e malati”, aperto nel 1893 e rimodernato nel 1909, nato con lo scopo di assistere i cittadini di fede ebraica poveri e malati di tubercolosi. A Bolzano, Adolf Schwarz abitò presso l’albergo Posta Europa, ora non più esistente. Arrestato il 20 aprile 1944 dalla Sicherheitspolizei (la Polizia di sicurezza nazista) e incarcerato nelle prigioni di Trento, a inizio giugno 1944 venne trasferito al campo di concentramento e di transito di Fossoli (Modena), assieme ad altri tre ebrei trentini e altoatesini, l’agente di commercio Gino Tedeschi (1884-1944) di Arco e i coniugi Jacob Augapfel (1871-1944) e Rosa Wallach (1873-1944) di Merano.
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Il 1° agosto 1944 Adolf Schwarz fu spostato a Verona e da qui, il 2 agosto, con il convoglio numero 17 venne deportato in Polonia nel lager di Auschwitz, dove venne ucciso probabilmente il 6 agosto 1944. Secondo altre fonti, fu invece relegato e morì nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, nella bassa Sassonia. Quando fu assassinato dai tedeschi, Schwarz aveva settantatré anni.
Il 15 gennaio 2015, all’esterno dell’ex albergo Posta Europa di Bolzano (ora sostituito da un negozio), è stata posta una pietra d’inciampo commemorativa di Adolf Schwarz. Essa reca, sulla lastra in ottone visibile, l’iscrizione a lettere capitali “QUI ABITAVA/HIER WOHNTE / ADOLF SCHWARZ / NATO/JG. 1871 / ARRESTATO/VERHAFTET / 20.4.1944 / FOSSOLI / DEPORT. 1944 / LUOGO IGNOTO/ORT UNBEKANNT / ASSASSINATO/ERMORDET”.
Stefano Balbiani
Localizzazione
Indirizzo: via Leonardo da Vinci, 1, all’angolo con via Goethe
Comune: Bolzano
Provincia: Bolzano (BZ)
Regione: Trentino Alto Adige
Coordinate geografiche: Latitudine 46.49888 – Longitudine 11.35230
FONTI
Sitografia
A. Mattioli, Pietre in ricordo degli ebrei deportati, articolo pubblicato sul sito www.altoadige.it consultato il 24/3/2025
Percorso tra le pietre d’inciampo, scheda pubblicata sul sito opencity.comune.bolzano.it consultato il 24/3/2025
Schwarz, Adolf, scheda pubblicata sul sito digital-library.cdec.it consultato il 24/3/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data evento: deportazione 2/8/1944
Cognome / Nome: Schwarz Adolf
Formazioni d’appartenenza: non determinabile
Data pietra d’inciampo: 15/1/2015
Autore: Demnig Gunter
Note: pietra d’inciampo visibile e liberamente accessibile
contatti
PIETRA D’INCIAMPO IN RICORDO DI ADOLF SCHWARZ A BOLZANO
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