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CIPPO COMMEMORATIVO DELL’ECCIDIO DI MONTALTO A CESSAPALOMBO

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Nei mesi di marzo e aprile 1944 nelle zone meridionali delle Marche, nelle province di Ascoli Piceno e Macerata, i nazifascisti col pugno di ferro attuarono rastrellamenti e rappresaglie per stroncare la Resistenza locale: quella era, infatti, un’area strategica per i collegamenti con il fronte di Anzio. Tali azioni violente servirono anche per terrorizzare la popolazione civile e per costringere i giovani renitenti a entrare nei ranghi dell’esercito repubblichino di Salò. Tra le stragi perpetrate dai nazifascisti nell’alto Maceratese, si ricorda l’eccidio di Montalto, nel comune di Cessapalombo. Agli inizi di marzo, un gruppo di giovani ventenni, originari perlopiù di Tolentino, decise di unirsi ai resistenti in montagna; su consiglio del loro parroco, don Luciano Piergentili, e del Comitato di liberazione nazionale (Cln) di Tolentino, essi andarono a Montalto. In quelle settimane dovettero affrontare numerosi problemi, come il rifornimento di armi, munizioni e viveri.

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Dopo il veemente scontro tra partigiani e fascisti avvenuto nella notte del 19 marzo nella piazza di Caldarola (Macerata), si sparse la voce di un possibile rastrellamento da parte dei nazifascisti; ciononostante, non vennero prese precauzioni e la banda di Montalto non fu trasferita. All’alba del 22 marzo 1944, un’ottantina di militari del battaglione M “IX Settembre”, inquadrato nella divisione tedesca “Brandenburg”, giunse a Montalto e, con un sanguinario eccidio, massacrò gli uomini qui radunati: antifascisti, combattenti di lungo corso e ragazzi avversi al servizio militare da poco arrivati sui monti. Nicola Peramezza, Mario Ramundo, Guidobaldo Orizi e Lauro Cappellacci vennero uccisi mentre cercavano di scappare. Marcello Muscolini, Aroldo Ragaini, Alberto Pretese, Carlo Manente ed Elvio Verdinelli furono invece risparmiati, poiché la strada iniziava a essere ingombra di cadaveri; Nello Salvatori, nonostante rimase ferito gravemente, si finse morto e, così facendo, ebbe salva la vita. Il comandante partigiano Achille Barilatti venne giustiziato il 23 marzo all’esterno del cimitero di Muccia (Macerata). In totale, quel giorno a Montalto furono ammazzati trenta militanti della Liberazione.

Siamo a conoscenza dell’identità dei ventisei resistenti fucilati, quasi tutti marchigiani e della brigata “Spartaco”, 6° battaglione “Nicolò”: Manlio Ferrario (Salò, 1925); Ennio Proietti (Macerata, 1919); Audio Carassai (Tolentino, 1925); Luigi Cerquetti (Tolentino, 1925); Balilla Pascolini (Tolentino, 1925); Giuseppe Gurrieri (Ragusa, 1928); Umberto Lucentini (Tolentino, 1922); Giuseppe Cegna (Tolentino, 1923); Nicola Ciarapica (Tolentino, 1920); Arduino Germondani (Tolentino, 1924); Ugo Sposetti (Pioraco, 1925); Adino Baccarelli (Tolentino, 1925); Umberto Angelelli (Tolentino, 1927); Spartaco Perugini (Tolentino, 1923); Radamés Casadidio (Camerino, 1924); Giammario Fazzini (Camerino, 1925); Mariano Scipioni (Potenza Picena, 1925); Giacomo Saputo, nato a Terrasini (Palermo) nel 1924, partigiano del 2° battaglione “Buscalferri”; Bruno Principi (Treia, 1924), del 2° battaglione “Buscalferri”; Nazzareno Bartoli (Castelfidardo, 1924); Armando Mogetta (Pollenza, 1921); Armando Pettinari (Tolentino, 1924); Alberto Patrizi (Recanati, 1925), del 2° battaglione “Buscalferri”; Lorenzo Bernardoni (Montelupone, 1925), combattente del 2° battaglione “Buscalferri”; Primo Stacchietti (Montecassiano, 1925); Mariano Cutini (Potenza Picena, 1924). 

Il 22 settembre 1946, nel luogo dell’eccidio è stato inaugurato un cippo commemorativo dei martiri di Montalto, formato da un fusto di colonna diroccato con una croce, posto in cima a un basamento sul quale sono appese cinque lapidi in marmo chiaro. Esse recano incisi i nomi delle vittime della strage, mentre quella posta sul gradino del basamento recita “TRIBUTO D’AMORE DELLE STRAZIATE FAMIGLIE / QUI RESTINO PERENNEMENTE SCOLPITI I NOMI / DI COLORO CHE CADDERO PER LA LIBERTÀ / NELLA STRAGE FRATRICIDA 22-9-1946”.

Il comune di Cessapalombo è stato insignito dell’onorificenza della Croce al valor militare, con la seguente motivazione: “Durante l’occupazione tedesca il Comune di Cessapalombo dimostrava in difficili circostanze, ferma patriottica decisione. Particolarmente meritevole di elogio il contegno tenuto dalle popolazioni di Montalto e Monastero che rifornivano di viveri, armi e munizioni i partigiani e partecipavano anche, con i loro uomini, ai combattimenti del marzo e del maggio”.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Montalto
Indirizzo: contrada Valle, 4-6
Comune: Cessapalombo
Provincia: Macerata (MC)
Regione: Marche
Coordinate geografiche: Latitudine 43.10430 – Longitudine 13.22656

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FONTI

Sitografia

C. Donati, MONTALTO CESSAPALOMBO 22.03.1944, scheda pubblicata sul sito www.straginazifasciste.it consultato il 15/4/2025

Montalto di Cessapalombo, scheda pubblicata sul sito www.istitutostoriamarche.it consultato il 15/4/2025

La Storia, scheda pubblicata sul sito www.anpitolentino.it consultato il 15/4/2025

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 22/3/1944

Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte

Formazioni d’appartenenza: brigata “Spartaco”, 6° battaglione “Nicolò”; brigata “Spartaco”, 2° battaglione “Buscalferri”

Data opera: 22/9/1946

Autore: non conosciuto 

Note: cippo visibile e liberamente accessibile

contatti

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