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Nata nell’estate del 1944 e operativa nella zona del Fiorentino tra il Valdarno, il Chianti e la periferia di Firenze, la brigata Garibaldi “Vittorio Sinigaglia”, intitolata alla memoria del partigiano Alessandro Sinigaglia detto “Vittorio (1902-1944), vide un ingrossarsi dei propri ranghi a metà giugno 1944; in essa militarono non solo giovani italiani, ma anche ex prigionieri di guerra russi, polacchi, jugoslavi e statunitensi. La brigata fu attiva in numerose azioni contro i nazifascisti: per esempio, il 14 giugno mise in libertà un centinaio di militari del Reggimento genio ferrovieri, incarcerati dai tedeschi nei pressi di Burchio, frazione di Figline e Incisa Valdarno. Il 19 giugno 1944, in località San Martino Altoreggi (Figline Valdarno) una pattuglia della brigata Garibaldi “Vittorio Sinigaglia” fermò un’auto con a bordo sei soldati nazisti: uno riuscì a fuggire e ad allertare il comando tedesco più vicino, mentre i partigiani sequestrarono la macchina e presero prigioniero uno dei militari, che poi venne giustiziato e la cui salma fu abbandonata in una buca per il carbone.
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Per le forti piogge e le condizioni meteorologiche avverse, i combattenti della Resistenza giunsero al casolare di Pian d’Albero, ubicato in una postazione isolata circondata dai boschi, dove viveva la famiglia Cavicchi, e qui un centinaio di loro dormì nella notte tra il 19 e il 20 giugno. Nel frattempo, i nazisti della Wehrmacht imprigionarono alcuni civili del luogo, ne ammazzarono uno e, con le minacce, riuscirono a farsi accompagnare al rifugio dei militi della Guerra di liberazione. Giunti a Pian d’Albero, i tedeschi ferirono e uccisero alcuni partigiani; ventuno di essi vennero catturati, ma tre riuscirono a fuggire. I diciotto superstiti vennero sommariamente processati e impiccati, il 20 giugno 1944, in località Sant’Andrea in Campiglia: i loro cadaveri rimasero appesi agli alberi di gelso come monito sino al giorno successivo. I civili segregati, obbligati a scavare una fossa comune per i corpi dei partigiani trucidati, vennero liberati solamente dopo una settimana di angherie. In totale, le vittime di questa strage, tra giustiziati e morti negli scontri a fuoco, furono trentanove.
Queste sono le identità di alcune delle persone ammazzate a Pian d’Albero, tra resistenti e semplici cittadini: Pietro Boncinelli (o Bonginelli), nato a Firenze nel 1926 e residente a Bagno a Ripoli (Firenze); Aronne Cavicchi, nato nel 1929 a Bruscoli, frazione di Firenzuola, figlio dei contadini che ospitarono i militi della Resistenza; Giuseppe Cavicchi (Bruscoli, 1865) e Norberto Cavicchi (Bruscoli, 1892), braccianti che diedero ospitalità ai partigiani a Pian d’Albero; Michele Caron (o Carone), nato nel 1924 e domiciliato in Puglia a Massafra (Taranto); Luigi Di Vita (Firenze, 1926); Evandro Fabbroni (Dicomano, 1926); Dino Falsettacci (Greve in Chianti, 1925); Roberto Mascagni (Bagno a Ripoli, 1925); Siro Mariani, nato nel 1926 in Veneto o in Alto Adige, residente a Firenze; Aldo Pierattini (Bagno a Ripoli, 1925); Romualdo Pizzi (Roma, 1925), domiciliato a Bagno a Ripoli; Siro Pratesi (Bagno a Ripoli, 1920); Spartaco Pratesi (Firenze, 1926), residente a Bologna; Giuseppe Romanelli (Bagno a Ripoli, 1920); Ennio Strada (Firenze, 1920); Bruno Volpi, nato nel 1926. Ezio Baccetti (Compiobbi, frazione di Fiesole, 1924), ex carabiniere, rimase ferito negli scontri con i nazisti a Pian d’Albero e morì il 21 giugno a seguito delle ferite riportate; il contadino Giuliano Caldelli (Figline Valdarno, 1922), venne invece ucciso mentre cercava di fuggire dal gruppo dei civili imprigionati.
Nel luogo della strage, il 20 giugno 1954, è stato inaugurato un memoriale per le vittime in occasione del decimo anniversario della loro morte, ristrutturato nel maggio del 1995 per il cinquantesimo della Liberazione d’Italia. Situato in uno spazio ad anfiteatro, il memoriale è costituito da lastre e cippi ubicati in vari punti, ed è circondato da una siepe e da cipressi.
Stefano Balbiani
Localizzazione
Indirizzo: SP 16 Chianti-Valdarno, 14, all’incrocio con via San Martino Altoreggi
Comune: Figline e Incisa Valdarno
Provincia: Firenze (FI)
Regione: Toscana
Coordinate geografiche: Latitudine 43.60708 – Longitudine 11.42821
FONTI
Bibliografia
M. Barucci, Sulla strada per Firenze. La Brigata Sinigaglia e la strage di Pian d’Albero, 20 giugno 1944, Ospitaletto, Pisa, Pacini editore, 2023
Sitografia
M. Barucci, G. Mori, PIAN D’ALBERO FIGLINE E INCISA VALDARNO 20-21.06.1944, scheda pubblicata sul sito www.straginazifasciste.it consultato il 14/4/2025
V. Tani, Pian d’Albero Giugno 1944, articolo pubblicato sul sito www.regione.toscana.it consultato il 14/4/2025
Area monumentale di Sant’Andrea, scheda pubblicata sul sito resistenzatoscana.org consultato il 14/4/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data evento: 20/6/1944
Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte
Formazioni d’appartenenza: brigata Garibaldi “Vittorio Sinigaglia”
Data monumento: 20/6/1954; 6/5/1995 (ristrutturazione)
Autore: non conosciuto
Note: monumento visibile e liberamente accessibile
contatti
MEMORIALE PER LE VITTIME DELLA STRAGE DI PIAN D’ALBERO A FIGLINE VALDARNO
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