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Nel centro storico di Alba, in piazza Pietro Rossetti, a fianco del Duomo di San Lorenzo, un monumento ricorda la zona libera di Alba. L’opera, creata da Umberto Mastroianni e qui inaugurata nel 1994, è composta da un piedistallo a pianta quadrata sul quale si erge una scultura in materiale metallico. Proprio sul piedistallo si trova l’unica incisione che caratterizza la composizione:
… JOHNNY PENSÒ CHE UN PARTIGIANO
SAREBBE STATO COME LUI
RITTO SULL’ULTIMA COLLINA
GUARDANDO LA CITTÀ
LA SERA DELLA SUA MORTE.
ECCO L’IMPORTANTE:
CHE NE RIMANESSE SEMPRE UNO…
BEPPE FENOGLIO
Le parole sono tratte dal noto romanzo, Il partigiano Johnny; il Centro Studi Beppe Fenoglio si trova a pochi metri dal monumento.
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Durante l’estate del 1944, mentre in altre zone d’Italia si proclamavano le prime zone libere dalla presenza nazifascista, anche nelle Langhe i partigiani rafforzano la loro presenza, approfittando della momentanea debolezza tedesca e fascista; in molti sono convinti che la guerra sia prossima alla fine. Nelle langhe e dell’Oltrepò pavese, più in generale nella provincia di Cuneo, operano numerose formazioni, differenti tra loro ma egualmente combattive: le Brigate Garibaldi – di ispirazione comunista – e le Brigate autonome di orientamento monarchico-liberale, guidate da figure carismatiche come Enrico Martini “Mauri” e Pompeo Colajanni “Barbato”. Al pari di altre esperienze di “zona libera” sorte durante la Resistenza, anche la città di Alba viene sgomberata dalla presenza nazifascista senza combattimenti. Gli occupanti abbandonano infatti la città in seguito ad un accordo, lasciando il campo alle formazioni partigiane. Il 10 ottobre 1944 la città di Alba è libera. I protagonisti di questa prima liberazione sono i partigiani autonomi di Martini “Mauri” supportati nell’azione da un distaccamento garibaldino ed un gruppo di combattenti di Giustizia e Libertà. I partigiani si insediano in città. In quelli che passano alla storia come i “ventitré giorni”, viene istituito un Comitato di Liberazione Nazionale – CLN cittadino con funzioni simili a quelle di un’amministrazione comunale provvisoria, anche se la gestione rimane nelle mani del comando militare dei partigiani autonomi; il dialogo con la popolazione e con i rappresentanti dei diversi partiti antifascisti non manca. Diversi sono gli sforzi dedicati a garantire il ripristino e la continuazione dei servizi di base e a mantenere l’ordine pubblico: è necessario evitare che dilaghino saccheggi e vendette arbitrarie. Vengono dati alle stampe bollettini e giornali per informare i cittadini sulla causa partigiana, in un contesto segnato generalmente dalla scarsa partecipazione politica. Venti anni di dittatura sono riusciti nell’intento di disabituare gli italiani a ragionare politicamente.
I limiti dell’esperienza sono simili a quelli incontrati da altre zone libere nel corso della loro esistenza: scarsità di risorse, tensioni tra brigate garibaldine e autonome e condizione di isolamento generale in un’Italia settentrionale occupata stabilmente dalle truppe tedesche. Tuttavia, l’esperimento assume un notevole valore simbolico concorrendo a dimostrare che i partigiani non sono esclusivamente dei combattenti irregolari dediti alla guerriglia, ma portatori – con gradi di cognizione e coinvolgimento molto differenti – di un progetto politico e civile “altro”, capace di guardare all’Italia post-fascista. Alba diviene così uno dei tanti laboratori di autogoverno partigiano capaci di prefigurare la futura esperienza democratica dell’Italia liberata. Tra i partigiani protagonisti delle vicende di Alba “Repubblica partigiana” c’è Beppe Fenoglio, allora giovane combattente della Resistenza. Fenoglio, a partire dalle esperienze vissute, scriverà opere come I ventitré giorni della città di Alba, (una raccolta di 12 racconti pubblicata nel 1952) e Il partigiano Johnny (pubblicato postumo nel 1968).
In ogni caso l’autogoverno partigiano della zona libera di Alba è un esperimento tanto significativo, quanto necessariamente destinato ad avere vita breve. Il 2 novembre 1944, le truppe di Salò danno il via ad una massiccia operazione volta a riprendere il controllo della città e a stroncare l’attività delle formazioni partigiane. Il nemico è supportato nell’azione da artiglieria e mezzi corazzati. I partigiani, scarsamente dotati di armi adeguate ad una resistenza statica, di munizioni – ed anche di addestramento consono al compito – sono infine costretti a ritirarsi sulle colline. Alba torna così sotto il controllo fascista ma l’esperienza – ed il racconto che di essa verrà disegnato nel dopoguerra – entra a pieno titolo nella storia della Resistenza italiana e delle zone libere; il romanzo di Fenoglio contribuisce a trasformare una storia fatta di uomini e di guerra civile in un mito. Il 12 ottobre del 1949 la città viene insignita della Medaglia d’oro al Valor militare dall’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Nell’ottobre 1994, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’esperienza di autogoverno partigiano, viene inaugurato nel centro storico il monumento dedicato alla “Libera Repubblica”, opera dello scultore Mastroianni, anch’egli ex partigiano.
Luca Zanotta
Localizzazione
Indirizzo: piazza Pietro Rossetti
Comune: Alba
Provincia: Cuneo (CN)
Regione: Piemonte
Coordinate geografiche: Latitudine 44.70101 – Longitudine 8.03626
FONTI
Bibliografia
B. Fenoglio, I ventitré giorni della città di Alba, Einaudi, 1952.
Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia Alba libera. Atti del convegno di studi «la libera repubblica partigiana di Alba, 10 ottobre-2 novembre 1944», Tipografia L’artigiana, 1985.
Le repubbliche partigiane: esperienze di autogoverno democratico, a cura di C. Vallauri, Roma-Bari, Laterza, 2013.
Sitografia
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Langhe e Alto Monferrato, scheda pubblicata sul sito www.anpi.it consultato il 23/7/2025
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Pompeo Colajanni, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 23/7/2025
I ventitrè giorni della città di Alba, articolo pubblicato sul sito www.centrostudibeppefenoglio.it consultato il 23/7/2025
F. Barbano, I fatti militari di Alba in alcuni documenti partigiani e repubblicani, saggio pubblicato sul sito www.reteparri.it consultato il 23/7/2025
L. Cravero, 78702 – Monumento alla liberazione – Alba, scheda pubblicata sul sito www.pietredellamemoria.it consultato il 23/7/2025
Martini, Enrico, (Mauri), profilo biografico pubblicato sul sito archivi.polodel900.it consultato il 23/7/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data/e evento: 10/10/1944 – 2/11/1944
Cognome / Nome: non determinabile
Formazioni d’appartenenza: non determinabile
Data/e opera: non determinabile. Sappiamo solo che fu inaugurata il 30/10/1994
Autore/i: Mastroianni Umberto
Note: monumento visibile e liberamente accessibile
contatti
I VENTITRÉ GIORNI DELLA REPUBBLICA PARTIGIANA DI ALBA
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