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TARGA COMMEMORATIVA IN RICORDO DELLA ZONA LIBERA DI BOBBIO

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Nel centro storico di Bobbio, in piazzetta Santa Chiara, una targa affissa sulla facciata del palazzo comunale ricorda la liberazione della città nel luglio del 1944. La targa riporta:
LA CITTÀ DI BOBBIO
NATA DAL CANTO DI LIBERTÀ
DEL SUO PRECLARO FONDATORE
E SULLE VIE DEL CARROCCIO
VIGILE SCOLTA E VINDICE
DI LIBERO GOVERNO
RICORDA
LA SUA LIBERAZIONE
AVVENUTA IL 7 LUGLIO 1944
E GLI EROI DELLA RESISTENZA
10 LUGLIO 1966
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Nel periodo di maggior vigore delle forze della Resistenza, verificatosi durante la “Grande estate partigiana” del 1944, la pressione delle forze partigiane spinge tedeschi e fascisti ad abbandonare i presidi più lontani dai centri urbani. Anche nella zona della valle del Trebbia si sviluppa questa “situazione tipo”. La presa di Coli, comune adagiato sulle colline a poca distanza dalla città di Bobbio, convince i militi fascisti ad abbandonare in gran parte la città, a presidio della quale rimangono pochi militi della Repubblica Sociale. La mattina del 7 luglio, reparti delle formazioni Giustizia e Libertà, guidati da Virgilio Guerci e Italo Londei entrano in Bobbio e disarmano i fascisti rimasti, senza combattere. Può avere così inizio l’esperienza della zona libera di Bobbio, un territorio che, durante la sua esistenza, si estende per ben 90 km nella valle del Trebbia. La zona controllata dai partigiani va da Rivergaro – in provincia di Piacenza – a Torriglia – Genova – e include importanti vie di comunicazione, come la strada statale 45. Il valore strategico di Bobbio è notevole; la strada che passa attraverso la Val Trebbia collega infatti Genova a Piacenza, il mare alla pianura. Vi è poi la via che conduce a Voghera attraverso il passo del Penice. Si tratta di collegamenti importanti per la logistica dei nazifascisti che, per tale motivo, non hanno intenzione di lasciare il territorio in balia dei ribelli.

In ogni caso, in seguito alla liberazione del 7 luglio, ha modo di cominciare l’esperienza di autogoverno partigiano. L’area controllata dalle formazioni irregolari si divide in due zone tra loro contigue: una sul versante piacentino – la “Zona A” – ed una su quello genovese – la “Zona B”. Anche in Bobbio le necessità del momento riguardano le attività amministrative e pertanto il comando militare partigiano ed il Comitato di Liberazione Nazionale – CLN provinciale, a circa tre settimane dalla liberazione, si adoperano per individuare tra i cittadini degli elementi idonei a svolgere i delicati compiti di governo. Il primo giorno di agosto una Giunta comunale con compiti politico-amministrativi, composta da 12 membri, si insedia nel palazzo comunale ed elegge altri due componenti per le cariche di sindaco-commissario e di vice commissario, alle quali vengono destinati rispettivamente Bruno Pasquali e Mario Reposi.

Tra i problemi più urgenti sicuramente rientra quello relativo alla sfera degli approvvigionamenti alimentari. In tale senso tra i provvedimenti adottati rientrano: la redistribuzione del grano destinato all’ammasso, un calmieramento sul prezzo del pane e la creazione di un listino prezzi per beni di consumo come ad esempio carne o latte e la distribuzione di farine e frumento alle famiglie più bisognose. 

Per garantire le cure necessarie alla popolazione ed ai partigiani delle brigate locali, nel periodo della zona libera, funziona a Bobbio un ospedale ben organizzato. Non manca la diffusione della stampa a sostegno della causa partigiana ed in tale contesto un paio di tipografie locali si rivelano molto utili; vengono dati alle stampe i giornali partigiani “Il Grido del Popolo”, per la divisione Giustizia e Libertà o “Il partigiano”, foglio della IIIa Divisione Garibaldi “Cichero” e “Il Garibaldino” delle Brigate Garibaldi Oltrepò Pavese. Una figura importante nel contesto della stampa clandestina in quel frangente è quella del giornalista antifascista Giovanni Serbandini “Bini”. 

L’esperienza di autogoverno partigiano tuttavia non può durare e segue l’iter riservato ad altre realtà simili; la zona è troppo importante per sperare che tedeschi e fascisti non tentino la sua riconquista in tempi brevi. Il 22 agosto un imponente rastrellamento nazifascista – portato avanti dai 3 ai 5.000 militari tedeschi e di Salò – colpisce il territorio, coinvolgendo le province di Alessandria, Genova, Parma, Pavia e Piacenza. I partigiani liguri e piacentini – circa 2.000 – non sono adeguatamente armati e tanto meno addestrati per le difesa di linee statiche e dunque poco possono contro l’avanzata delle truppe nemiche, tra le quali figurano reparti della divisione alpina “Monterosa” della Repubblica Sociale Italiana – RSI. Bobbio viene rioccupata il giorno 29 agosto e, al fine di porre il territorio sotto un controllo stabile, i nazifascisti stabiliscono diversi presidi sparsi sul territorio. 

Le formazioni partigiane, pur provate dagli scontri, non sono domate e continuano a rappresentare una spina nel fianco di tedeschi e fascisti. A testimonianza del vigore partigiano, nella seconda metà di ottobre del 1944 Bobbio viene liberata un’altra volta; significativo è il fatto che tra i partigiani protagonisti dell’azione figurino molti disertori della divisione “Monterosa”, passati alla causa della Resistenza. 

Luca Zanotta

Localizzazione

Località: centro storico
Indirizzo: piazzetta Santa Chiara, 1
Comune: Bobbio
Provincia: Piacenza (PC) 
Regione: Emilia Romagna
Coordinate geografiche: Latitudine 44.76655 – Longitudine 9.38665

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FONTI

Bibliografia

M. Tosi, La Repubblica di Bobbio. Storia della Resistenza in Val Trebbia e Val d’Aveto, Bobbio, Archivi Storici Bobiensi, 1977

Sitografia

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Giovanni Serbandini “Bini”, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 24/7/2025

Bobbio partigiana, scheda pubblicata sul sito www.enciclopediaresistenzapc.it consultato il 24/7/2025

Bobbio, Val trebbia (PC), scheda pubblicata sul sito resistenzamappe.it consultato il 24/7/2025

I. Londei, La lotta partigiana nella val trebbia, saggio pubblicato sul sito www.reteparri.it consultato il 24/7/2025

I. Meloni, Le zone libere partigiane in provincia di Piacenza: un primo sguardo d’insieme, saggio pubblicato sul sito e-review.it consultato il 24/7/2025

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ALTRE INFORMAZIONI

Data/e evento: 7/7/1944 – 27/8/1944

Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte

Formazioni d’appartenenza: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte

Data/e opera: non determinabile. Sappiamo solo che fu inaugurata il 10/7/1966

Autore/i: non determinabile

Note: la targa è visibile e liberamente accessibile

contatti

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