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LAPIDE IN RICORDO DI MARIANO BURATTI A VITERBO

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Mariano Buratti, primogenito di una famiglia di possidenti terrieri, figlio di Benedetto Buratti e Maddalena Fuchi (in altri documenti registrata come “Maddalena Zucchi”), nacque a Bassano Romano (Viterbo) il 15 gennaio 1902. Formatosi presso il seminario di Sutri (studi ginnasiali) e, successivamente, al liceo di Alatri, nel gennaio 1922 venne chiamato alla leva militare, destinato inizialmente al battaglione radiotelegrafisti di stanza a Roma e, dopo vari trasferimenti, assegnato al XXVI reggimento fanteria “Bergamo” di Piacenza. Partecipò anche al presidio della città di Fiume (Croazia), dove incontrò Cristina Pollak, sua futura sposa nel 1929. 

Posto in stato di congedo illimitato nell’autunno 1923, in un primo momento si iscrisse all’Università di Roma alla facoltà di Lettere e filosofia; nel giugno 1924 entrò nella Regia Guardia di Finanza e fu assegnato al 2° plotone della II Compagnia.

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Nominato sottufficiale e istruttore delle reclute, venne spostato continuamente in varie località del nord-est (Trieste, Postumia, Fontana del Conte, Sezza, Struggano), per poi finire qualche mese a Maddaloni (Caserta), salvo ritornare quasi subito a Trieste. Posto in congedo illimitato, Mariano Buratti venne assegnato al centro di mobilitazione della Legione Regia Guardia di Finanza di Roma; dopo una sosta a Lecco e una a Trieste, fece ritorno nelle sue terre d’origine, stanziandosi a Marino (Roma) e, in seguito, a Grottaferrata (Roma). Dopo la morte, nel giro di pochi anni, della primogenita Maddalena, della moglie Cristina e della bimba che portava in grembo, Buratti si trasferì a Roma, nella casa dei genitori, e divenne maestro elementare alla scuola “Ferrante Aporti”.

Allo scoppio della guerra d’Etiopia, rifiutata la sua richiesta di arruolarsi nuovamente nel Regio Esercito, Mariano Buratti entrò nelle fila della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, e nel 1935 andò in Africa Orientale, in Eritrea; divenuto comandante del CXV battaglione della Milizia, nel 1937 fu rimpatriato per aver contratto una grave malattia tropicale. Tornato a Viterbo, si sposò con Maria Luisa Bianchini (dalla loro unione nacque, nel 1942, Enzo Maria Buratti), si stabilì a Roma e riprese a insegnare. Laureatosi nel 1941 in Pedagogia, vinse il concorso da professore nelle scuole superiori e ottenne la cattedra di storia e filosofia presso il Liceo “Umberto I” di Viterbo. In questi ultimi anni Mariano venne richiamato spesso alle armi dalla Regia Guardia di Finanza, col grado di brigadiere. 

Avvicinatosi agli ambienti del Partito d’azione, alla caduta del regime fascista e dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943, Buratti aderì con convinzione alla Liberazione, organizzando una banda partigiana (la cosiddetta “banda del Cimino”) e spostandosi a San Martino al Cimino (Viterbo); qui la formazione crebbe, grazie all’ingresso di militari sbandati, renitenti alla leva e lavoratori ostili ai tedeschi. Numerose furono le operazioni contro i nazifascisti, finché i resistenti furono costretti a trasferirsi nella zona del monte Fogliano e poi nei pressi del lago di Vico: qui la formazione entrò nel raggruppamento “Monte Soratte”. Mariano e i suoi intrapresero con coraggio svariate azioni di guerriglia contro gli occupanti tedeschi. Il 12 dicembre 1943 fu arrestato a Ponte Milvio da una pattuglia nazista, probabilmente tradito da un delatore, e venne incarcerato a Regina Coeli. Rinchiuso, successivamente, nella caserma di via Tasso, Mariano Buratti venne ripetutamente torturato, senza mai fare il nome dei compagni, anzi assumendosi tutte le colpe. Il 31 gennaio 1944 venne portato, assieme ad altri otto prigionieri, a Forte Bravetta, e venne fucilato con l’accusa di essere un sabotatore e attentatore all’ordine pubblico: Buratti aveva quarantadue anni. 

Mariano Buratti è stato insignito dell’onorificenza della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Nobilissima tempra di patriota, valente ed appassionato educatore di spiriti e di intelletti. Raccoglieva intorno a sé, tra i monti del Viterbese, un primo nucleo di combattenti dal quale dovevano sorgere poi valorose formazioni partigiane. Primo fra i primi nelle imprese più rischiose, animando con l’esempio e la parola i suoi compagni di lotta, infliggeva perdite al nemico e riusciva ad abbattere un aereo avversario. Arrestato in seguito a vile delazione, dopo aver sopportato, con la fierezza dei forti e col silenzio dei martiri, indicibili torture, veniva barbaramente trucidato dai suoi aguzzini. Esempio purissimo di sublime amor di Patria”.

A Mariano Buratti sono stati intitolati una via a Bassano Romano, suo paese natale, una piazza a San Martino al Cimino e il liceo di Viterbo nel quale ha insegnato. Nel colonnato d’ingresso dell’istituto scolastico è stata affissa, nel 1964, una lapide commemorativa in marmo, recante incisa l’iscrizione a lettere capitali “SOLCATI ANCORA DAL FULMINE PUR L’AVVENIR SIAM NOI… / CARDUCCI / QUI LIBERO NELLO SPIRITO / OPPRESSO NELL’AZIONE / MARIANO BURATTI / PROFESSORE DI STORIA E FILOSOFIA / PROFUSE IL SUO SAPERE / IN ISPREGIO ALLE PAURE / CONTRO LE TIRANNIE / TORTURATO E UCCISO DAI NAZIFASCISTI / VIVE PER SEMPRE E FULGIDO / IL SUO PENSIERO”. 

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Viterbo
Indirizzo: liceo ginnasio statale classico e linguistico “Mariano Buratti”, via Tommaso Carletti, 8
Comune: Viterbo
Provincia: Viterbo (VT)
Regione: Lazio
Coordinate geografiche: Latitudine 42.414290 – Longitudine 12.108264

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FONTI

Bibliografia

G. Severino, E. Fuselli, Mariano Buratti. Educatore, partigiano, medaglia d’oro al valor militare, Grotte di Castro, Annulli editori, 2022

Sitografia

A. Pepe, Buratti Mariano, profilo biografico pubblicato sul sito biografieresistenti.isacem.it consultato il 25/7/2026

Buratti, Mariano, scheda pubblicata sul sito partigianiditalia.cultura.gov.it consultato il 25/7/2026

Buratti Mariano, scheda pubblicata sul sito www.quirinale.it consultato il 25/7/2026

Mariano Buratti, profilo pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 25/7/2026

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 15/1/1902 – 31/1/1944

Cognome / Nome: Buratti Mariano 

Formazioni d’appartenenza: Regio Esercito, battaglione radiotelegrafisti, XXVI reggimento fanteria “Bergamo”; Regia Guardia di Finanza, 2° plotone della II Compagnia; Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, CXV battaglione; “banda del Cimino”; raggruppamento “Monte Soratte” 

Data lapide: 31/1/1964

Autore: non determinabile. Sappiamo solo che la lapide è stata posta per volere del Comune di Viterbo e del Consiglio della Resistenza

Note: lapide non visibile e non liberamente accessibile, essendo affissa nel colonnato d’ingresso del liceo “Mariano Buratti”

contatti

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