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Venanzio Gabriotti nacque a Città di Castello (Perugia) il 26 aprile 1883. Fervente cattolico impegnato nell’associazionismo, figlio del sarto Augusto Gabriotti, ex garibaldino, e della cucitrice Anna Martinelli, durante la Grande guerra si arruolò volontario e, presto distintosi per valore e coraggio, divenne tenente e fu insignito di due medaglie d’argento, due di bronzo e una croce di guerra al valor militare, oltre che della cittadinanza onoraria dei comuni Arsiè (Belluno) e Giustino (Trento). Nella battaglia del Monte Santo (Slovenia) riportò una grave ferita; a conflitto concluso, ritornato nella città d’origine, venne designato presidente dell’Associazione mutilati e invalidi di guerra. In quegli anni ricoprì anche la carica di segretario provinciale del Partito popolare italiano (PPI) di don Luigi Sturzo. Convinto antifascista, nel 1943 fu tra i promotori e i fondatori della Democrazia cristiana a livello provinciale, nonché indiscusso punto di riferimento dei partigiani dell’Alta Valle del Tevere umbra e toscana.
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Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 partecipò attivamente alla Resistenza, entrando nel Comitato di liberazione nazionale (CLN) di Città di Castello e organizzando formazioni di resistenti; agli inizi del 1944 divenne presidente del Comitato clandestino di soccorso e liberazione. Arrestato dai fascisti il 5 maggio 1944, venne imprigionato nella caserma dei Carabinieri di Città di Castello; consegnato poi ai nazisti, fu sottoposto per quattro giorni a estenuanti interrogatori e a violente sevizie. Venanzio Gabriotti venne fucilato senza processo dai nazifascisti il 9 maggio 1944 nei pressi del proprio paese natale, sul greto del torrente Scatorbia: aveva sessantuno anni.
Nel 1944 Gabriotti venne insignito dell’onorificenza della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Volontario di guerra, valoroso combattente della campagna 1915-1918, decorato di due medaglie d’argento, due medaglie di bronzo e di una croce al V.M., gravemente ferito e promosso per merito di guerra. Cittadino ottimo, costantemente sollecito verso gli ideali di libertà e di Patria, subito dopo l’armistizio partecipava al movimento di liberazione attivamente adoperandosi come organizzatore e come animatore. Tratto in arresto e ripetutamente interrogato manteneva esemplare contegno nulla rivelando ed affrontava, da soldato valoroso, la morte nel nome della Patria che aveva sempre fedelmente servita”.
A Città di Castello la memoria di Venanzio Gabriotti è ben viva. A dieci anni dalla sua esecuzione, il 9 maggio 1954, in un’area verde a lato di via Vittorio Veneto venne inaugurato un suo busto in bronzo, posto in cima a una colonna in marmo con la scritta “VENANZIO GABRIOTTI / MEDAGLIA D’ORO AL V.M. / FUCILATO DAI NAZIFASCISTI / IL 9 MAGGIO 1944”; l’uomo è raffigurato con indosso la divisa militare, sulla quale spicca la medaglia al valore. Il 13 agosto del 1944 nella centralissima piazza della città, a lui intitolata, venne appesa una lapide rettangolare in marmo, con incisa l’iscrizione “SUPERINVALIDITÀ E PROMOZIONE / PER MERITO DI GUERRA / SETTE DECORAZIONI AL VALOR MILITARE / NEL CONFLITTO 1915-18 / VENTICINQUE ANNI DI ATTIVITÀ GENEROSA / NELL’ASSISTENZA CRISTIANAMENTE FRATERNA / A MUTILATI A COMBATTENTI A BISOGNOSI / NON VALSERO AD EVITARE LA FUCILAZIONE / DEL T. COL. GABRIOTTI CAV. VENANZIO / ANIMATORE DEI PATRIOTI E MARTIRE DELLA LIBERTÀ / SERENAMENTE EROICO NELL’INIQUO PROCESSO / E DINANZI AL PLOTONE DI ESECUZIONE / CHE IL 9 MAGGIO 1944 COMPÌ / IL DELITTO ESECRANDO”. Nel 1984, in via San Florido 29, all’esterno dell’abitazione di Gabriotti, fu scoperta una targa commemorativa (“IN QUESTA CASA HA DIMORATO / FINO AL TRISTE GIORNO / DELL’ARRESTO DA PARTE / DELLE MILIZIE NAZI-FASCISTE / LA MEDAGLIA D’ORO / TEN. COL. VENANZIO GABRIOTTI / LA VI CIRCOSCRIZIONE / IL RIONE PRATO, / MEMORI, NE RICORDANO / L’ESEMPIO E L’INSEGNAMENTO / NEL XL ANNO DELLA FUCILAZIONE”). Infine, nella frazione Fontecchio, in un’area verde che costeggia via delle Terme, è stato posto un cippo nei pressi del luogo dove il militare venne ucciso.
Una lastra alla sua memoria è presente anche ad Arsiè.
Stefano Balbiani
Localizzazione
Indirizzo: via Vittorio Veneto, 12, in un’area verde al lato della strada
Comune: Città di Castello
Provincia: Perugia (PG)
Regione: Umbria
Coordinate geografiche: Latitudine 43.45561 – Longitudine 12.24332
FONTI
Sitografia
I. Pizzirusso, Venanzio Gabriotti, profilo biografico pubblicato sul sito www.ultimelettere.it consultato il 19/3/2025
T. Rossi, CITTÀ DI CASTELLO 09.05.1944, scheda pubblicata sul sito www.straginazifasciste.it consultato il 19/3/2025
Chi era Gabriotti, profilo biografico pubblicato sul sito www.istitutogabriotti.it consultato il 19/3/2025
Gabriotti Venanzio, scheda pubblicata sul sito www.quirinale.it consultato il 19/3/2025
Venanzio Gabriotti, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 19/3/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data evento: 9/5/1944
Cognome / Nome: Gabriotti Venanzio
Formazioni d’appartenenza: Comitato di liberazione nazionale di Città di Castello; formazioni partigiane locali; Comitato clandestino di soccorso e liberazione
Data opera: 9/5/1954
Autore: non conosciuto
Note: busto visibile e liberamente accessibile
contatti
BUSTO COMMEMORATIVO DI VENANZIO GABRIOTTI A CITTÀ DI CASTELLO
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