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A Roma, nel quartiere del Quadraro, all’interno del parco “XVII aprile 1944”, un monumento ricorda gli individui della borgata romana deportati dai nazifascisti. Il monumento è composto da un basamento in muratura sul quale sono poste delle sculture. Tra queste emerge quella di un soldato tedesco raffigurato nell’atto di trascinare via un uomo; quest’ultimo risulta trattenuto dalle figure di una donna e di una bambina. La targa apposta sul lato sinistro del basamento riporta semplicemente:
ALLE VITTIME
DEL RASTRELLAMENTO DEL QUADRARO
17 APRILE 1944 17 APRILE 2015
Durante la Resistenza la borgata del Quadraro, posizionata a sud-est di Roma, è considerata fortemente ostile al nazifascismo.
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Si tratta di un quartiere povero, connotato dalla presenza di proletari ed immigrati dal sud della penisola a scopi lavorativi. Può dunque quasi apparire normale che quell’agglomerato di case sul limitare della campagna romana diventi luogo frequentato da forze avverse all’occupante tedesco e al fascismo di Salò. Il luogo in cui i partigiani hanno una delle loro sedi locali è l’ospedale Ramazzini, posto sul perimetro del quartiere; qui gli antifascisti hanno il loro rifugio e qui nascondono le proprie armi ed i munizionamenti.
Per i tedeschi la zona in generale ricopre una notevole importanza strategica: la presenza della strada consolare della Tuscolana, la linea ferroviaria e la vicinanza con l’aeroporto militare di Centocelle rendono il luogo fondamentale per la logistica dell’esercito occupante. Così, con le azioni partigiane che si moltiplicano (agguati a militari germanici, distruzione di materiale utile allo sforzo bellico, furti di armi), ben presto il luogo assume per i nazifascisti la nomea di “nido di vespe”.
La volontà dei comandi tedeschi di eliminare radicalmente il problema dei ribelli è chiara, eppure coesiste con un altra necessità; alla Germania servono lavoratori da destinare ai settori chiave dello sforzo bellico in centro Europa, i cosiddetti lavoratori coatti.
In questo contesto avviene un episodio che consente ai tedeschi di attuare il rastrellamento e la deportazione di innocenti come “risposta” ad un’azione partigiana ostile nei loro confronti. Il giorno 10 aprile del 1944, tre militari tedeschi si trovano in un’osteria sulla Tuscolana. Nel medesimo locale vi sono degli antifascisti: non sono lì per combattere ma anch’essi per motivi di svago. Al tavolo dei ribelli siedono Giovanni Ricci, Franco Basilota e Giuseppe Albano. Quest’ultimo è noto alle forze di repressione nazifasciste e, per sua sfortuna, possiede un elemento fisico estremamente caratterizzante, ovvero una gobba dovuta alla cifosi. Tutto accade molto in fretta. I soldati tedeschi osservano lo strano personaggio e, avendo individuato in esso l’antifascista noto come “il gobbo del Quarticciolo”, cercano di impugnare le armi. Segue uno scontro a fuoco in cui Albano riesce a colpire con la propria pistola tutti e tre i militari tedeschi per poi darsi alla fuga; Ricci e Basilota riparano in fretta al Quadraro.
Per il comando tedesco è il pretesto perfetto per avviare una rappresaglia. L’obiettivo è duplice: sradicare i ribelli dal Quadraro e catturare un grande numero di individui da inviare al lavoro in Germania.
L’operazione – nome in codice “Balena” – è coordinata dal comando delle Schutzstaffel – SS sotto la guida di Herbert Kappler ed il suo avvio è fissato per lunedì 17 aprile 1944. Quel giorno, alle ore 04:30 del mattino, il quartiere del Quadraro è circondato. Alle 05:00 i soldati tedeschi, coadiuvati da militi italiani della “Banda Koch”, cominciano a stringere la morsa sulla borgata; entrano nelle abitazioni a piccoli gruppi con l’obiettivo di fermare tutti gli individui maschi che abbiano tra i 16 ed i 55 anni di età. Quando la popolazione si rende conto di ciò che sta accadendo è ormai troppo tardi per sperare di darsi alla fuga. Con fare metodico tutte le case vengono ispezionate dai nazifascisti: circa mille individui di sesso maschile sono radunati al n°796 di via Tuscolana, presso il cinema Quadraro, per poi essere condotti nella vicina Cinecittà.
Il rastrellamento del Quadraro avviene a meno di un mese di distanza dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, il 24 marzo precedente, ed i civili – tanto i fermati quanto i loro parenti – temono il tragico ripetersi della strage. Quando i tedeschi trasferiscono i prigionieri in una grotta di pozzolana sono in molti a pensare che la loro ora sia giunta. Eppure le forze d’occupazione hanno altri progetti per gli abitanti della borgata. Il gruppo viene trasferito prima a Terni, poi a Firenze e, ai primi di maggio, a Fossoli; si tratta del luogo dal quale partono i carichi diretti verso il sistema concentrazionario nazista in centro Europa. Non tutti i prigionieri accettano la sorte senza l’idea di provare ad opporvisi: sono alcune decine coloro che si gettano dai treni merci in corsa verso l’ignoto. Complessivamente i deportati oscillano, secondo le fonti, tra i 740 e gli 800. Gli abitanti del Quadraro hanno generalmente la “fortuna” di non essere destinati direttamente alla morte ma di rappresentare per i tedeschi utile manodopera. Essi vengono quindi distribuiti tra le attività legate all’agricoltura o all’industria ad esempio, a seconda delle necessità naziste e delle mansioni svolte in patria.
Al termine della guerra, quanti tra loro sono sopravvissuti alle vicende di deportazione, tornano finalmente a casa. Alcuni arrivano a Roma su treni merci simili a quelli che li avevano condotti fuori dall’Italia, altri con le proprie gambe, al termine di viaggi lunghi e faticosi.
In occasione del 60° anniversario del rastrellamento, il 17 aprile 2004, il quartiere Quadraro è stato insignito della Medaglia d’oro al valor civile per gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato durante la Resistenza.
Luca Zanotta
Localizzazione
Indirizzo: piazza dei Tribuni, 31
Comune: Roma
Provincia: Roma (RM)
Regione: Lazio
Coordinate geografiche: Latitudine 41.86588 – Longitudine 12.54983
FONTI
Bibliografia
A. Balzarro, Il rastrellamento del quartiere Quadraro in Roma in N. Gallerano la Resistenza tra storia e memoria, Milano, Mursia, 2009
A. Majanlahti, A. Osti Guerrazzi, Roma occupata, 1943-1944. Itinerari, storie, immagini, Il Saggiatore, 2009
G. D’alonzo, Il rastrellamento del Quadraro del 17 aprile 1944, Evoè, 2009
Sitografia
C. Bonini, D. Castellani Perelli, La borgata ribelle, articolo pubblicato sul sito www.repubblica.it consultato il 17/6/2025
Giuseppe Albano, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 17/6/2025
Il rastrellamento del Quadraro – La storia siamo noi, documentario pubblicato sul sito www.raiplay.it consultato il 17/6/2025
17 aprile 1944. Il rastrellamento del Quadraro, scheda pubblicata sul sito www.ecomuseocasilino.it consultato il 17/6/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data/e evento: 17/4/1944
Cognome / Nome: non determinabile
Formazioni d’appartenenza: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte
Data/e opera: non determinabile. Sappiamo solo che fu inaugurata il 17/4/2015
Autore/i: non determinabile
Note: monumento visibile e liberamente accessibile
contatti
MONUMENTO ALLE VITTIME DEL RASTRELLAMENTO DEL QUADRARO, A ROMA
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