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Il primo rastrellamento avvenne il 25 novembre 1944 nell’abitato di Cornalba – sede del Comando della Brigata XXIV maggio – ad opera della 612a compagnia OP (Ordine Pubblico) comandata dal capitano Aldo Resmini e provocò la morte di dieci partigiani:
Biava Giuseppe “Bigino” nato a Seriate (Bergamo), studente universitario di 21 anni; Chiesa Barnaba nato a Zogno (Bergamo), manovale di 24 anni e, Ferrari Antonio, nato a Zogno (Bergamo), studente e manovale di 23 anni; vennero uccisi mentre scendevano a valle, dal Monte Alben, per una missione di collegamento con il Comando provinciale.
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Lo stesso giorno, Tiragallo Giacomo “Ratti”, nato a Treviglio (Bergamo), laureando in legge di 28 anni, già tenente degli alpini e comandante della Brigata; i fratelli Cornetti – Gino e Piero –, nati a Cornalba (Bergamo), boscaioli di 17 e 18 anni; Mancuso Giovanni Battista “Gianni”, nato a Palmi (Reggio Calabria), studente in medicina di 22 anni e, Maffi Giuseppe, nato a Romano di Lombardia (Bergamo), operaio di 21 anni; furono uccisi mentre cercano vie di fuga attraverso dei sentieri che dall’abitato di Cornalba portavano sul Monte Alben.
Mentre Cortinovis Franco, il “Tenente Franchi”, nato a Costa Serina (Bergamo), maestro elementare di 25 anni e tenente della Brigata, catturato non lontano dal centro abitato, fu portato nella piazza centrale di Cornalba, sommariamente interrogato, selvaggiamente picchiato e ucciso sul posto. Sguazzi Callisto “Peter”, invece, nato a Robecco d’Oglio (Cremona), di 27 anni, anch’egli maestro elementare e tenente della Brigata, fu giustiziato da un tenente della OP con due colpi di pistola alla nuca.
Gli assalitori non risparmiarono neppure gli abitanti del luogo, che subirono violenze, soprusi, minacce e distruzioni: furono perquisite diverse case, fu incendiata una stalla, venne fatta saltare la cabina elettrica e nella piazza centrale del paese fu ucciso “l’asino dei partigiani” (l’animale veniva utilizzato per il trasporto di viveri e rifornimenti alle baite sul Monte Alben). Un abitante del paese, Francesco Vistalli, fu accusato di simpatizzare per i partigiani e venne ferito ad una gamba; mentre l’anziano parroco, don Michele Paganelli, che cercò di bloccare l’accesso al campanile ai militi fascisti, fu malmenato.
Al termine del rastrellamento, i cadaveri dei dieci partigiani furono portati nella camera mortuaria del Cimitero di Cornalba. Anche se fu vietata ogni cerimonia e imposta la fossa comune, vennero comunque realizzate delle bare e la popolazione, pur con la paura di nuove ritorsioni, partecipò alla cerimonia funebre (28 novembre 1944).
La Brigata XXIV maggio, privata dei suoi ufficiali, si era disunita e, per questo motivo, i superstiti del rastrellamento furono invitati a raggiungere la frazione di Zorzone, nel comune di Oltre il Colle, in val Brembana (Bergamo).
Il 1° dicembre 1944, presso “il cascinetto” sul Monte Alben (una delle baite che veniva utilizzata dalla Brigata come magazzino), sei partigiani intenti a raccogliere le loro ultime cose per spostarsi, vennero circondati da militi della Guardia forestale, provenienti da San Pellegrino Terme: Gervasoni Luigi Celeste detto Celestino o Tino, nato a Sedrina (Bergamo), ex carabiniere di 23 anni, per salvare i suoi compagni iniziò un conflitto a fuoco, ma venne ferito mortalmente. Furono subito uccisi anche Ghirlandetti Mario “Marsinet”, di 17 anni, di Calvenzano (Bergamo) e tre partigiani russi, dei quali conosciamo solo i nomi di battaglia: “Angelo”, “Carlo” e “Michele”; mentre un quarto partigiano russo, detto “Scialico”, venne fatto prigioniero e portato a Serina. Qui però, grazie all’aiuto di alcune persone del luogo, venne sottratto ai suoi carcerieri e fu tenuto nascosto sino alla Liberazione.
Durante la prima commemorazione in memoria dei caduti partigiani della Brigata XXIV maggio, alla presenza del comandante Fortunato Fasana “Renato” (che fu uno degli ufficiali della formazione), sul sagrato della Chiesa parrocchiale di Cornalba venne svelata una stele composta da:
- un bassorilievo che raffigurava Cristo che sorregge un partigiano con la mano destra e, con la sinistra, una fiamma simbolo della luce eterna e del movimento Giustizia e Libertà;
- una lastra con la seguente iscrizione:
QUINDICI FIORENTI GIOVINEZZE
PROMESSA E SPERANZA DELLE LORO FAMIGLIE
QUI TRA LA PACE DEI NOSTRI MONTI
FALCIATE DALL’ODIO
DEI TRADITORI DELLA PATRIA
DICANO A TUTTI
LE LACRIME E IL SANGUE DI CUI ESSA GRONDA.
- una lapide con i nomi dei quindici partigiani, con il luogo, l’anno di nascita e la data di morte.
Da questo primo anniversario in poi, ogni ultima domenica di novembre, furono molti coloro che si recarono a Cornalba per onorarli e, fra questi, ricordiamo: Ferruccio Parri (partigiano, tra i fondatori del Partito d’Azione), Riccardo Bauer (tra i fondatori del movimento “Giustizia e libertà”), Piero Caleffi (antifascista e partigiano), Arialdo Banfi (partigiano), Enzo Enriquez Agnoletti (partigiano, vice presidente dell’ANPI e presidente della FIR), Giulio Alonzi (antifascista e partigiano), Gianbattista Cortinovis (uno dei componenti del 1° comitato di liberazione bergamasco) e Mario Invernicci, che fu partigiano proprio in quei luoghi, Presidente dell’Associazione partigiani “Giustizia e Libertà” e colui che volle fortemente la costruzione del monumento.
Nel 1959, alla presenza del sottosegretario alla giustizia Lorenzo Spallino e del senatore Piero Caleffi, venne inaugurato il Monumento in memoria dei caduti partigiani della Brigata XXIV maggio. Per l’occasione, l’Associazione partigiani “Giustizia e Libertà” fece stampare un pieghevole che distribuì in tutta la provincia di Bergamo e Ferruccio Parri, Cesare Merzagora, Ugo La Malfa, Leo Valiani, Raffaele Cadorna ed Enrico Mattei, inviarono dei messaggi di vicinanza, scusandosi per non aver potuto presenziare all’inaugurazione.
Il monumento, eretto sul sagrato della Chiesa parrocchiale di Cornalba, non a caso ha come sfondo il Monte Alben, altro luogo di memoria fortemente legato alla Brigata.
All’interno della cappella-monumento si trova un piccolo altare in pietra sul quale sono scolpiti i nomi dei caduti.
In occasione del settantaseiesimo anniversario dell’eccidio, grazie al contributo di cittadini privati, enti ed associazioni, sul monumento è stato attuato un importante intervento conservativo, che permetterà, per lungo tempo, che questo luogo della memoria, nato proprio allo scopo di tramandare i nomi dei quindici giovani uccisi dai fascisti, continui a testimoniare alle nuove generazioni quanto accaduto a dei loro coetanei.
Annalisa Bertani
Localizzazione
Località: Cornalba
Indirizzo: piazza della Parrocchia San Pietro Apostolo (affaccio su via Don Paganelli)
Comune: Cornalba
Provincia: Bergamo (BG)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.85249 – Longitudine 9.74269
FONTI
Bibliografia
B. Bianchi, Cinquant’anni di memoria. Cornalba 1944-1994, Bergamo, Il Filo di Arianna, 1994
B. Bianchi, La mitraglia sul campanile. Storia e memoria: Cornalba 1944, Vilminore di Scalve, Il Filo di Arianna, 2019
A. Bendotti, Banditen : uomini e donne nella Resistenza bergamasca, Bergamo, Il Filo di Arianna, 2015
Sitografia
B. Bianchi, L’eccidio fascista di Cornalba, articolo pubblicato sul sito www.patriaindipendente.it consultato il 14/4/2025
Cornalba, 25.11.1944 (Bergamo – Lombardia), scheda pubblicata sul portale www.straginazifasciste.it consultato il 14/4/2025
O. Gimondi, L’omaggio di Sedrina a Celeste Luigi Gervasoni, articolo pubblicato sul sito www.socialbg.it consultato il 18/4/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data/e evento: 25/11/1944 e 1/12/1944
Cognome / Nome: Biava Giuseppe; Chiesa Barnaba; Cornetti Gino; Cornetti Piero; Cortinovis Franco; Ferrari Antonio; Gervasoni Celestino; Ghirlandetti Mario; Maffi Giuseppe; Mancuso G. Battista; Sguazzi Callisto; Tiragallo Giacomo
Formazioni d’appartenenza: Brigata Giustizia e Libertà XXIV Maggio
Data/e opera: il monumento fu inaugurato nel 1959 durante la commemorazione per l’anniversario dell’eccidio
Autore/i: geom. Giulio Tiraboschi (progettista)
Note: nei nomi sono elencati solo dodici giovani; in quanto non si conoscono i nomi dei tre partigiani russi, ma solo i nomi di battaglia: “Angelo”, “Carlo” e “Michele”
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MONUMENTO IN MEMORIA DEI CADUTI DELLA BRIGATA XXIV MAGGIO, A CORNALBA
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