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MONUMENTO IN RICORDO DEI CADUTI NELLA BATTAGLIA DI PERTUSO

© Michele Soffiantini – Questa immagine è protetta da copyright

Ad un lato della strada provinciale 140, nei pressi delle “strette di Pertuso”, nel territorio del comune di Cantalupo Ligure, un monumento ricorda gli eventi di quella che è passata alla storia come “battaglia di Pertuso”. L’opera, costituita da una lastra in marmo contornata da pietra locale, è dedicata alla memoria dei partigiani della divisione Garibaldi “Pinan Cichero”.

Nel contesto della Grande estate partigiana, ovvero il periodo di maggior vigore della Resistenza italiana, anche nella zona dell’Appennino ligure, piemontese ed emiliano le formazioni irregolari si scontrano senza sosta con le forze nazifasciste. Le azioni partigiane rappresentano una spina nel fianco per l’esercito tedesco: le vie di comunicazione diventano luogo di imboscate ai mezzi dei soldati di Salò e del Terzo Reich, le caserme presidiate dai nazifascisti – in particolare le più isolate – sono oggetto di ripetuti e continui attacchi. Questa situazione di insicurezza diffusa spinge i vertici militari dell’esercito tedesco ad avviare numerose operazioni di rastrellamento, aventi come obiettivo la distruzione dei “banditi” ed il ristabilimento dell’ordine nelle retrovie. In tal senso anche le zone dell’appennino piemontese, ligure ed emiliano sono oggetto degli sforzi tedeschi: nell’ultima parte di agosto del 1944 truppe regolari della Wehrmacht, con il supporto di reparti di camicie nere della scuola Allievi Ufficiali di Novi Ligure sferrano un violento rastrellamento per colpire le forze partigiane stanziate nell’alta Val Borbera ed inquadrate nella “VI zona ligure”.

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Le manovre tedesco-fasciste iniziano il 22 agosto e sono condotte da Siegfried Engel “il boia di Genova”, già tristemente noto per diversi eccidi, tra i quali quello della Benedicta (6-11 aprile 1944).

Le forze partigiane che si contrappongono agli attaccanti sono comandate da Franco Anselmi “Marco”, comandante di un battaglione garibaldino. Per la conformazione del territorio gli scontri più aspri si svolgono nella località delle “strette di Pertuso”; qui, dove la valle si restringe, i partigiani oppongono una Resistenza statica, evitando cioè di ritirarsi sotto la pressione nemica. I nazifascisti, dopo aver saggiato la consistenza dello schieramento partigiano, si gettano all’assalto supportati da cannoni di vario calibro, mortai e mitragliatrici. La popolazione locale si prodiga nell’aiutare i partigiani in ogni modo possibile; per quanto ciò non rappresenti un caso unico nel contesto della Resistenza, la partecipazione popolare alla battaglia di Pertuso finisce per rappresentare un caso particolare. La gente “resiste” attivamente accanto ai partigiani, si impegna nel recupero delle armi, agisce in qualità di staffetta, ma soprattutto si adopera per la cura dei feriti, di entrambi gli schieramenti. L’ospedale partigiano di Rocchetta Ligure diventa il luogo d’assistenza simbolo degli scontri di Pertuso e per i suoi locali passano decine di feriti. 

Un significativo supporto agli uomini di Franco Anselmi arriva inoltre dai partigiani comandati da Aurelio Ferrando “Scrivia”, i quali, venendo informati dell’assalto tedesco, discendono la valle e raggiungono il fronte dei combattimenti per ingaggiare lo scontro. Le forze irregolari partigiane resistono ai ripetuti attacchi tedeschi e fascisti in quella che si rivela essere una vera e propria battaglia; manovre di aggiramento, cannoneggiamenti ed imboscate scuotono le montagne e le vallate attorno alla zona.

Dopo due giorni di violenti combattimenti i vertici delle formazioni partigiane optano per lo sganciamento: il sopraggiungere di rinforzi nemici unito alla scarsità di munizionamenti suggerisce l’idea di abbandonare lo scontro per rifugiarsi più in alto, sulle montagne. 

Il rallentamento dell’avanzata nazifascista si traduce di fatto nell’insuccesso del rastrellamento e conferma l’elevata combattività delle formazioni irregolari orbitanti nella zona. Negli stessi territori, nel settembre del 1944, i partigiani si sarebbero resi protagonisti delle vicende della “Zona libera del Tortonese”.

Luca Zanotta

Localizzazione

Località: Strette di Pertuso
Indirizzo: strada provinciale, 140
Comune: Cantalupo Ligure
Provincia: Alessandria (AL)
Regione: Piemonte
Coordinate geografiche: Latitudine 44.72555 – Longitudine 09.028483

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FONTI

Bibliografia

A. Ferrando detto “Scrivia”, La battaglia di Pertuso. 24 agosto 1944, a cura dell’amministrazione provinciale, 1975

G. Gimelli, La Resistenza in Liguria. Cronache militari e documenti, a cura di Franco Gimelli, 2 voll., Roma, Carocci, 2005

Sitografia

I luoghi del ricordo della Provincia di Pavia, Cantalupo Ligure (Alessandria) – s.p. 140, scheda pubblicata sul sito www.luoghidelricordo.it consultato il 9/7/2025

Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”, La battaglia di Pertuso e la Resistenza in Val Borbera, scheda pubblicata sul sito www.isral.it consultato il 7/7/2025 

Museo della Resistenza e vita sociale in Val Borbera “G.B. Lazagna”, La battaglia di Pertuso, articolo pubblicato sul sito www.museorocchettaligure.org consultato il 7/7/2025 

Restaurata la lapide della divisione “Pinan Cichero” a Cantalupo Ligure, articolo pubblicato sul sito www.fondazionecralessandria.it consultato il 9/7/2025

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ALTRE INFORMAZIONI

Data/e evento: 24-27/8/1944

Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte 

Formazioni d’appartenenza: Divisione Cichero

Data/e opera: non determinabile. Sappiamo solo che la lapide venne affissa il 24/8/1947 e che è stata soggetta a restauro tra il 2020 ed il 2021

Autore/i: non determinabile

Note: monumento visibile e liberamente accessibile

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