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Il 28 gennaio 1944, a San Martino di Correggio (Reggio Emilia), venne ucciso Angelo Ferretti, caposquadra della locale Guardia nazionale repubblicana. I fascisti, per vendicare la morte del militare repubblichino, attuarono dunque un’azione di rappresaglia e, a seguito di un processo sommario di un Tribunale straordinario, all’alba del 30 gennaio 1944 fucilarono nove antifascisti al Poligono di tiro di Reggio Emilia, alcuni dei quali catturati nei giorni immediatamente precedenti all’esecuzione. Nello stesso luogo, il 28 dicembre 1943, erano già stati giustiziati i sette fratelli Cervi.
Siamo a conoscenza delle identità delle nove vittime dell’eccidio del 30 gennaio 1944:
Ferruccio Battini, nato a Rio Saliceto (Reggio Emilia) nel 1912, figlio di Prospero Battini, militò nella 77a brigata Sap con il nome di battaglia “Dario”
Romeo Benassi (Correggio, 1904) fu partigiano, con il soprannome “Rosso”, della 77a brigata Sap
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Umberto Dodi (Correggio, 1895), figlio di Fedele Dodi, combatté nella 76a brigata Sap
Dario Gaiti (Correggio, 1897), figlio di Oreste Gaiti, lottò nella 77a brigata Sap
Enrico Menozzi (Rio Saliceto, 1892), figlio di Luigi Menozzi, con il nome di battaglia “Ercole” fu militante della 77a brigata Sap
Contardo Trentini detto “Franco”, figlio di Francesco Trentini, nacque nel 1902 a Rio Saliceto e combatté nella 77a brigata Sap
Destino Giovanetti (Correggio, 1891) fu operaio presso le Officine meccaniche reggiane; subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, aderì convintamente alla Resistenza come partigiano della 77a brigata Sap. Per le sue note posizioni antifasciste, venne prelevato da casa propria nella notte a cavallo tra il 28 e il 29 gennaio 1944, e imprigionato per poche ore nel Carcere dei servi a Reggio Emilia.
Enrico Zambonini nacque a Villa Minozzo (Reggio Emilia) nel 1893; meccanico di ideali anarchici, nel 1922 espatriò in Francia per sfuggire all’arresto da parte della polizia fascista. Trasferitosi in Belgio, dove lavorò nelle miniere, prese poi parte alla Guerra civile spagnola; tornato in Francia nel 1939, venne incarcerato assieme ad altri italiani antifascisti per poi essere consegnato alla polizia del regime mussoliniano, che lo confinò nell’isola di Ventotene. Dopo la caduta del fascismo e l’armistizio dell’8 settembre 1943, Zambonini diede vita a una banda partigiana a Secchio di Villa Minozzo. Quando venne fucilato il 30 gennaio 1944, davanti ai soldati fascisti gridò: “Viva l’anarchia!”
Don Pasquino Borghi nacque nel 1903 a Bibbiano (Reggio Emilia), in località Malamasato, in un’umile famiglia di mezzadri; entrato in seminario nel 1916, venne ordinato sacerdote nel 1930. Dal 1930 al 1937 fu missionario comboniano nel Sud-Sudan; nel 1938 entrò nella Certosa di Farneta (Lucca), fino alla nomina nel 1940 a cappellano di Canolo di Correggio e, nell’agosto del 1943, a parroco di Coriano-Tapignola. Di ideali antifascisti, nelle sue omelie si schierò spesso contro la guerra, criticando apertamente il regime fascista e l’operato di Benito Mussolini e Adolf Hitler. Durante la Resistenza, con il soprannome “Albertario” collaborò attivamente con il Comitato di liberazione nazionale (Cln), fornendo aiuto e ospitalità a partigiani, ex prigionieri angloamericani e russi, disertori, dedicandosi ad attività clandestine di assistenza e carità cristiana. Nella sera del 21 gennaio 1944 don Pasquino venne fermato dai repubblichini a Villa Minozzo, dove si era appena conclusa una tre giorni di Azione cattolica, malmenato, arrestato e imprigionato prima a Villa Minozzo, poi a Scandiano e, infine, a Reggio Emilia. Sino al 30 gennaio, quando venne fucilato nella caserma “Ettore Muti”, il sacerdote fu ripetutamente interrogato e sottoposto ad atroci torture. Il 7 gennaio 1947 è stato insignito dell’onorificenza della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Animatore ardente dei primi nuclei partigiani, trasfuse in essi il sano entusiasmo che li sostenne nell’azione. La sua casa fu asilo ad evasi da prigionia tedesca e scuola di nuovi combattenti della libertà. Imprigionato dal nemico, sopportò patimenti e sevizie, ma la fede e la pietà tennero chiuse le labbra in un sublime silenzio che risparmiò ai compagni di lotta la sofferenza del carcere e lo strazio della tortura. Affrontò il piombo nemico con la purezza dei martiri e con la fierezza dei forti e sulla soglia della morte la sua parola di fede e di conforto fu di estremo viatico ai compagni nel sacrificio per assurgere nel cielo degli eroi”
Nel 1965, all’ingresso del Poligono di tiro di Reggio Emilia, è stata inaugurata una targa in marmo chiaro e di formato rettangolare, commemorativa delle vittime delle esecuzioni del 28 dicembre 1943 (i fratelli Cervi) e del 30 gennaio 1944. Essa reca incisa, a lettere capitali, l’iscrizione “QUI SACRIFICARONO LA PROPRIA VITA PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA / CADUTI SOTTO IL PIOMBO FASCISTA / FUCILATI IL 28 DICEMBRE 1943 / CERVI ETTORE / CERVI OVIDIO / CERVI AGOSTINO / CERVI FERDINANDO / CERVI ALDO / CERVI ANTENORE / CERVI GELINDO / CAMURRI QUARTO / FUCILATI IL 30 GENNAIO 1944 / BORGHI DON PASQUINO / BATTINI FERRUCCIO / TRENTINI CONTARDO / GIOVANETTI DESTINO / ZAMBONINI ENRICO / MENOZZI ENRICO / DODI UMBERTO / BENASSI ROMEO / GAITI DARIO / QUI IL COMITATO PER LE CELEBRAZIONI / DEL XX° ANNUALE DELLA RESISTENZA”. La lastra è circondata da un ramo fiorito rampicante in bronzo.
Stefano Balbiani
Localizzazione
Indirizzo: Poligono di tiro, via Avvenire Paterlini, 17
Comune: Reggio Emilia
Provincia: Reggio Emilia (RE)
Regione: Emilia Romagna
Coordinate geografiche: Latitudine 44.70750 – Longitudine 10.63314
FONTI
Bibliografia
M. Storchi, Reggio Emilia, in La politica del terrore. Stragi e violenze naziste e fasciste in Emilia Romagna, a cura di L. Casali e D. Gagliani, l’ancora, Napoli-Roma, 2008, pp. 97-98
Sitografia
M. Storchi, POLIGONO DI TIRO, REGGIO EMILIA, 30.01.1944, scheda pubblicata sul sito www.straginazifasciste.it consultato il 13/4/2025
Destino Giovanetti, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 13/4/2025
Don Pasquino Borghi, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 13/4/2025
Enrico Zambonini, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 13/4/2025
I Martiri del 30 Gennaio 1944, articolo pubblicato sul sito www.anpireggioemilia.it consultato il 13/4/2025
1944 – Gennaio 30. Fucilazione Don Pasquino Borghi “Albertario” (1903-1944), articolo pubblicato sul sito www.anpireggioemilia.it consultato il 13/4/2025
Monumento ai Fucilati nel Poligono di Reggio Emilia, scheda pubblicata sul sito memo.anpi.it consultato il 13/4/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data evento: 30/1/1944
Cognome / Nome: Battini Ferruccio; Benassi Romeo; Borghi don Pasquino; Dodi Umberto; Gaiti Dario; Giovanetti Destino; Menozzi Enrico; Trentini Contardo; Zambonini Enrico
Formazioni d’appartenenza: 76a brigata Sap; 77a brigata Sap
Data lapide: 1965
Autore: non conosciuto
Note: lapide non visibile e non liberamente accessibile, appesa all’ingresso del Poligono di tiro. Orari contingentati in base alle aperture della struttura
contatti
TARGA COMMEMORATIVA IN MEMORIA DELLE VITTIME DELL’ECCIDIO AL POLIGONO DI TIRO DI REGGIO EMILIA
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