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Nel comune di Scapoli, in provincia di Isernia, si trova il museo dedicato alla storia e alla memoria del Corpo Italiano di Liberazione – CIL. Non distante dal luogo si trova il palazzo dei marchesi Battiloro; l’edificio ospitò il comando militare del 1° raggruppamento motorizzato, a partire dal quale sarebbe nato il CIL; qui una targa, scoperta il 31 marzo 1984 dall’allora Ministro della Difesa Giovanni Spadolini, ricorda gli avvenimenti.
Con la dissoluzione dello Stato in seguito agli eventi del settembre 1943 per gli italiani si apre un periodo di patimenti ed incertezze. Del paese sceso baldanzosamente in guerra a fianco della Germania di Hitler rimane una realtà segnata dalla fame, dai bombardamenti e da campagne militari disastrose, dalle sabbie africane alle steppe Russe.
La penisola è divisa in due. Gli ormai ex alleati tedeschi occupano militarmente l’Italia settentrionale, mentre al sud gli eserciti alleati – sbarcati in sicilia nel luglio precedente nel contesto dell’operazione “Husky”- proseguono la faticosa risalita della penisola.
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Se da un lato le sofferenze in termini pratici sono evidenti e dureranno fino al 1945, anche quelle morali hanno i loro effetti. Gli italiani non hanno più una patria e dunque ognuno si trova a dover scegliere in autonomia – spesso indirizzato dal caso – come agire. In questo disastroso vuoto di potere diversi attori tentano di prendere in mano il destino del paese e di guadagnare o riguadagnare la fiducia della popolazione: al sud la Monarchia di Vittorio Emanuele III, collusa con il fascismo e reduce dalla fuga a Brindisi, al nord la Repubblica Sociale Italiana con a capo Benito Mussolini, un’entità creata dai tedeschi e priva di autonomia decisionale. Un nuovo protagonista fa la sua comparsa, il Comitato di Liberazione Nazionale, ossia l’insieme dei sei partiti antifascisti desiderosi di impegnarsi nella lotta contro l’occupazione nazista e contro il fascismo rinato in Salò. Del CLN fanno parte il Partito Comunista Italiano, il Partito d’Azione, il Partito della Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Democratico del Lavoro, ed il Partito Liberale Italiano. Sarà proprio il CLN a dirigere e coordinare la guerriglia nell’Italia occupata dalle forze armate tedesche, ruolo svolto poi “sul campo” dal CLN per l’Alta Italia e dal Corpo Volontari della Libertà – CVL. Se al nord si combatte dunque la Resistenza armata ai nazifascisti, ovvero una guerra di guerriglia condotta da formazioni irregolari contro tedeschi e fascisti, emerge ben presto un problema riguardante ciò che resta delle forze inquadrate nell’ormai ex esercito italiano, parte del quale si trova nella parte del paese controllata dagli alleati. Un conto è far combattere in territorio occupato uno studente, un operaio, un insegnante od un ex militare attraverso imboscate alle colonne tedesche, un altro è voler addestrare ed inquadrare nel corpo di spedizione alleato, impegnato a risalire la penisola, delle truppe italiane regolari. La volontà di creare queste unità da schierare contro gli ex alleati tedeschi ha motivazioni diverse: permette di risollevare il nome di un esercito che in questo modo ritrova il senso di esistere, ma soprattutto – aspetto ben più importante per l’Italia del futuro – far combattere unità italiane strutturate a fianco degli alleati fornirebbe una garanzia di partecipazione alle sorti del proprio paese nel dopoguerra. Per questi ed altri motivi l’Italia che ha firmato l’armistizio – con lo status di “cobelligerante” – si sforza affinché i suoi militari possano combattere a sostegno degli eserciti anglo-americani.
Delle truppe italiane avevano già sopportato la prova del fuoco a fianco degli alleati tra l’autunno e l’inverno del 1943, come nel caso dei celebri scontri di Montelungo. Tra le forze inserite nello schieramento alleato si trova 1° Raggruppamento Motorizzato che nella primavera del 1944 conta circa 9-10.000 uomini. Il comando dell’unità viene affidato al Generale Umberto Utili, giunto in sostituzione del Generale Vincenzo Dapino.
Proprio a Scapoli, nel palazzo Battiloro, ha sede il comando militare presieduto da Utili che pianifica la delicata operazione per la conquista di Monte Marrone. Il successo dell’azione, svolta nella notte tra il 30 ed il 31 marzo 1944, convince il Comando Supremo Alleato a formare il Corpo Italiano di Liberazione, nato ufficialmente il 18 aprile 1944. Nel settembre successivo il CIL lascia il posto alla creazione dei “gruppi di combattimento”, ovvero divisioni di fanteria effettive che arrivano successivamente a contare – inglobando anche reparti partigiani – oltre 50.000 uomini. Il grande contributo italiano alla lotta di liberazione va dunque ricercato anche negli sforzi delle ricostituite unità del Regio Esercito, le quali daranno ampia prova di combattività negli scontri sulla “linea Gotica”, durante il terribile autunno-inverno del 1944-45.
Luca Zanotta
Localizzazione
Indirizzo: piazza martiri di Scapoli, 6
Comune: Scapoli
Provincia: Isernia (IS)
Regione: Molise
Coordinate geografiche: Latitudine 41.61610 – Longitudine 14.05766
FONTI
Bibliografia
C. Vallauri, Soldati: le forze armate italiane dall’armistizio alla liberazione, UTET, 2003
I gruppi di combattimento. Studi, fonti, memorie (1944-1945), a cura di N. Labanca, Roma, Carocci, 2006
Sitografia
M. Coltrinari, 31 marzo 1944: Monte Marrone, articolo pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 23/6/2025
Corpo Italiano di Liberazione, scheda pubblicata sul sito www.esercito.difesa.it consultato il 23/6/2025
L. Fiore, Orientamenti bibliografici sul Corpo Italiano di Liberazione, articolo pubblicato sul sito www.ancfarglpresidenzanazionale.org consultato il 23/6/2025
La Resistenza dei militari in Italia: i Gruppi di Combattimento, scheda pubblicata sul sito www.anpi.it consultato il 24/6/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data/e evento: 18 aprile 1944
Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte
Formazioni d’appartenenza: Corpo Italiano di Liberazione
Data/e opera: non determinabile. Sappiamo solo che fu inaugurato nel 2018
Autore/i: non conosciuto
Note: l’ingresso al museo è contingentato in base agli orari di apertura della struttura
contatti
MUSEO DEL CORPO ITALIANO DI LIBERAZIONE “ALDO MORO”, A SCAPOLI
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