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Diversamente da altre zone libere attive tra l’estate ed il tardo autunno del 1944, la città di Varzi non presenta monumenti dedicati in particolare all’esperienza di autogoverno partigiano che qui prese il via nel settembre del 1944, protraendosi per circa una sessantina di giorni. I luoghi della memoria costellano tuttavia il territorio; alcuni sono dedicati alla memoria dei partigiani che qui combatterono e morirono durante la guerra di liberazione e la guerra civile (1943-1945), di altri invece vi sono riferimenti solo nelle fonti, come accade per il castello Malaspina. Tra i luoghi più significativi rientra la “Casa del partigiano” Primula Rossa (Angelo Ansaldi), situata nei pressi di Varzi e segnata da una lapide che reca scritto:
LA CROCETTA
DA QUESTO LUOGO CAPOSALDO
PARTIGIANO IL 18-9-1944
LA BRIGATA CAPETTINI
AL COMANDO DI
PRIMULA ROSSA “ANGELO ANSALDI”
MOSSE ALLA LIBERAZIONE DI
VARZI.
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Nel 2019 Varzi viene insignita della medaglia d’oro al Valore militare per l’attività svolta durante la Resistenza; la medaglia è stata attribuita alla bandiera storica del comune, conservata presso la sede del Municipio di Varzi.
Estate 1944. Anche nei territori dell’Oltrepò Pavese le azioni partigiane si moltiplicano. Tra le combattive unità partigiane attive nei pressi della valle Staffora figurano la 51ª Brigata Garibaldi “Capettini”, guidata da Domenico Mezzadra “l’Americano” e Angelo Ansaldi “Primula Rossa” e l’87ª Brigata Garibaldi “Crespi”, comandata da Mario Colombi “Mario”. Vi è poi la Brigata Garibaldi “Casotti”, comandata da Luchino Dal Verme “Maino”. Le tre brigate – “Capettini”, “Crespi” e “Casotti” – daranno poi vita, con l’aggiunta della Brigata autonoma “Staffora” e di una brigata Matteotti, alla celebre divisione Garibaldi “Aliotta”, posta sotto il comando di Mezzadra “l’Americano” ed il vicecomando di Carlo Barbieri “Ciro”.
Le crescenti offensive partigiane si traducono in una riconquista “a tappe” del fondovalle per arrivare poi a concentrare le proprie attenzioni sull’abitato di Varzi, posizionato in una conca della Valle Staffora. La cittadina, caposaldo della Repubblica Sociale Italiana – RSI dopo le operazioni di rastrellamento svolte in agosto, viene posta sotto assedio dalla “Capettini” per tre giorni, a partire dal 16 settembre: da un lato i partigiani, dall’altro gli alpini della divisione “Monterosa”, facenti parte delle truppe di Salò. Il giorno 18 settembre 1944 un’azione tedesca punta nel corpo dello schieramento partigiano portando l’attacco sulle direttrici Torre degli Alberi, Valverde e Varzi; la reazione partigiana è risoluta. Il 19 settembre intensi scontri si svolgono tra le case del centro abitato. La sera dello stesso giorno si arrende ai partigiani il presidio fascista asserragliato nei locali delle scuole. Gli alpini della “Monterosa” che si arrendono sono circa 170 e sono comandati dal capitano Terrabrami: quando viene offerto loro di scegliere se abbandonare Varzi con le proprie armi individuali o di rimanere a combattere tra le file della Resistenza, in 150 decidono di aderire alla causa partigiana. I combattimenti tuttavia non cessano con la resa degli uomini della Monterosa ed anzi piccole unità continuano a scontrarsi tra le vie e le case, dove i franchi tiratori fascisti, nascosti negli edifici, rappresentano una mortale minaccia per le forze della Resistenza. Un supporto fondamentale per risolvere il fastidioso problema dei cecchini viene da un reparto di cecoslovacchi, disertori dell’esercito tedesco, che milita ora tra le file dei partigiani. Sono questi “partigiani della Wehrmacht”, circa una trentina, ad utilizzare negli scontri una mitragliatrice pesante. Proprio la potente arma – una 20 millimetri – con la sua potenza di fuoco contribuisce a spegnere gli ultimi focolai di resistenza dei militi fascisti: il 24 settembre Varzi è libera. Il prezzo pagato dai partigiani è di tre caduti in combattimento, oltre naturalmente ai diversi feriti. Tra i partigiani gli uccisi, oltre ad Angelo Salvaneschi e Arturo Albertazzi, vi è Lorenzo Togni “Enzo”, giovane comandante di distaccamento.
La liberazione di Varzi merita una menzione speciale poiché si tratta di uno dei rari casi, nella guerra di Liberazione, in cui una cittadina di fondovalle viene conquistata a seguito di uno scontro aperto con i nazifascisti e non per via di un abbandono dei presidi nemici.
La nuova condizione della cittadina consente ben presto la nascita e lo sviluppo di un’intensa attività amministrativa che, tra fine settembre e novembre, si trova a coinvolgere una buona varietà di campi. Come primo passo il Comitato di Liberazione Nazionale – CLN locale, guidato da Guido Versari, organizza un’assemblea pubblica nel Teatro di Varzi, nel contesto della quale viene nominata una Giunta comunale popolare. L’organo ha il compito di affiancare l’avvocato Fortunato Repetti, nell’attività amministrativa. Un aspetto singolare risiede proprio nella figura del primo cittadino: Repetti gestiva l’amministrazione pubblica prima dell’arrivo dei partigiani, i quali tuttavia, reputandolo una persona valida nello svolgimento del proprio compito, continuano ad avvalersi delle sue competenze. I provvedimenti adottati durante l’esistenza della zona libera sono diversi ed interessano vari ambiti: ciò che emerge leggendoli è tanto la volontà di immaginare l’Italia democratica del futuro, quanto la necessità di risolvere problemi immediati, dettati cioè dalla situazione di guerra e dalla scarsità di risorse che essa comportava.
Tra le misure adottate si segnalano: l’istituzione di una Guardia civica per garantire l’ordine nella zona libera, l’intervento volto alla regolamentazione dei prezzi (borsa nera e speculazioni in generale sono fenomeni diffusi nell’Italia del contesto bellico e resistenziale) e la distribuzione dei generi alimentari. La gestione della giustizia avviene per via autonoma, per quanto riguarda i crimini minori: in questo contesto le commissioni popolari agiscono in sostituzione dei tribunali fascisti. Non mancano le inizitiave di solidarietà in favore delle famiglie più bisognose e tramite l’azione collettiva vengono riparati edifici e strade danneggiate dai bombardamenti. Sono rimesse in funzione le scuole e l’ospedale; per i pagamenti di stipendi e forniture si fa ricorso all’emissione di appositi buoni. Vi è poi un esempio di “collaborazione partigiana”; la Zona libera di Varzi e la vicina Zona libera di Bobbio si trovano infatti a cooperare in ambiti che spaziano dal trasferimento dei feriti alla diffusione della varia stampa in sostegno della causa partigiana.
La Zona libera di Varzi segue il destino delle altre realtà analoghe che si trovano ad esistere nell’Italia occupata tra l’estate e l’inverno del 1944. Tra il 27 novembre ed i primi giorni di dicembre un grande rastrellamento coinvolge la cittadina adagiata nel fondovalle. I partigiani non possono resistere all’urto delle truppe regolari tedesche e ben presto i nazifascisti rientrano rientrano a Varzi, ponendo di fatto fine agli intensi “sessanta giorni di libertà”.
Luca Zanotta
Localizzazione
Indirizzo: piazza Umberto I, 9
Comune: Varzi
Provincia: Pavia (PV)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 44.82339 – Longitudine 9.19717
FONTI
Bibliografia
C. Demuru, La libertà non è un dono. Varzi, zona libera 1944-1945, Guardamagna, 2012
Sitografia
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Zone libere e repubbliche partigiane, scheda pubblicata sul sito www.anpi.it consultato il 23/7/ 2025
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione Voghera, Angelo Ansaldi (“Primula rossa”), profilo biografico pubblicato sul sito lombardia.anpi.it consultato il 23/7/2025
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione Voghera, Domenico Mezzadra (“Americano”), profilo biografico pubblicato sul sito
lombardia.anpi.it consultato il 23/7/2025
Divisione Garibaldi Aliotta, scheda pubblicata sul sito www.deportatibrescia.it consultato il 23/7/2025
F. Costa, Appunti per una «storia della resistenza nell’Oltrepo Pavese», saggio pubblicato sul sito www.reteparri.it consultato il 23/7/2025
G. Guderzo, L’altra repubblica: Varzi e la zona libera 1944, articolo pubblicato sul sito www.gracpiacenza.com consultato il 23/7/2025
La bella medaglia alla bella Varzi, articolo pubblicato sul sito www.patriaindipendente.it consultato il 23/7/2025
Lorenzo Togni, profilo biografico pubblicato sul sito www.memorieincammino.it consultato il 23/7/2025
Medaglia d’oro al Valor militare alla città di Varzi, comunicato stampa pubblicato sul sito lombardia.anpi.it consultato il 23/7/2025
Zona libera di Varzi, scheda pubblicata sul sito lombardia.anpi.it consultato il 23/7/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data/e evento: 16-24/9/1944 – 27/11/1944
Cognome / Nome: non determinabile
Formazioni d’appartenenza: non determinabile
Data/e opera: non determinabile. Sappiamo che la medaglia d’oro al Valor militare venne attribuita alla città di Varzi nell’aprile del 2019
Autore/i: non determinabile
Note: nessun riferimento agli eventi (non vi sono lapidi o iscrizioni di riferimento)
contatti
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