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Angelo Bettini nacque il 6 settembre 1893 a Rovereto (Trento) in una famiglia di umili origini (il padre Francesco Bettini era un falegname; la madre, morta in giovane età nel 1899, era originaria di Pescantina, paese sopra Verona), sesto di sette fratelli. Con grande impegno e sacrifici da parte dei suoi genitori, studiò brillantemente al ginnasio e al liceo della sua città natale; non poté lavorare nella bottega paterna poiché di salute cagionevole. Per le sue posizioni irredentiste e poiché simpatizzante di Cesare Battisti (1875-1916), tra i padri dell’irredentismo italiano, durante la Prima guerra mondiale abbandonò Rovereto, all’epoca facente parte dell’Impero asburgico, ed espatriò in Svizzera, dove lavorò come spalatore di carbone e si attivò per far arruolare nelle truppe italiane alcuni compagni autonomisti, ostili alla dominazione austriaca. Terminata la guerra fece ritorno in patria e, nel 1918, riprese gli studi, laureandosi in legge all’università di Padova. A Rovereto, iniziò a lavorare come avvocato presso lo studio di Antonio Piscel (1871-1947), tra i fondatori del Partito socialista trentino, e del figlio Giuliano Piscel: spesso difese i più deboli e indigenti, non facendosi pagare per il suo operato. Di fede socialista, Angelo Bettini nel 1922 venne eletto consigliere comunale; di ideali antifascisti, fu spesso attaccato e malmenato dai fascisti, sottoposto a continue restrizioni della libertà personale ma, nonostante ciò, durante il ventennio soccorse e fece fuggire molti ricercati dal regime mussoliniano. Divenuto, nell’estate del 1943, il responsabile del Comitato di liberazione nazionale di Rovereto, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 continuò a svolgere attività clandestina contro i nazifascisti. Il 28 giugno 1944 le SS lo arrestarono nel suo studio di avvocato e Willi Völker lo uccise con un colpo di arma da fuoco alla nuca: i nazisti giustificarono questo brutale omicidio come risposta a un tentativo di fuga da parte del prigioniero.
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L’assassinio di Bettini rientrò in un’azione di smantellamento dell’organizzazione resistenziale nelle zone di Rovereto e del Basso Sarca, quest’ultimo territorio strategico poiché situato a cavallo tra la Repubblica sociale italiana e l’Alpenvorland, che dal settembre 1943 univa sotto l’egemonia tedesca le province di Trento, Bolzano e Belluno.
Il 2 maggio 1945, all’esterno del palazzo roveretano dove Angelo Bettini venne ammazzato, è stata posta una targa commemorativa in marmo chiaro, recante incisa l’iscrizione a lettere capitali “ANGELO BETTINI / SOCIALISTA MARTIRE / QUI DOVE PIÙ FULGIDA FIAMMEGGIÒ L’IDEA / QUI DOVE IL BARBARO LO SPENSE / NEL GIORNO AUSPICATO DELLA LIBERAZIONE / DALLA TIRANNIDE DOMESTICA E STRANIERA / I COMPAGNI RICORDANO / II MAGGIO MCMXLV”. Alla sua memoria è stata intitolata anche una delle vie centrali e principali di Rovereto.
Stefano Balbiani
Localizzazione
Indirizzo: corso Bettini, 7
Comune: Rovereto
Provincia: Trento (TN)
Regione: Trentino Alto Adige
Coordinate geografiche: Latitudine 45.89133 – Longitudine 11.04383
FONTI
Bibliografia
F. Rasera, Angelo Bettini: documenti sulla vita e sulla morte, Edizioni Osiride, Rovereto, 2004
Sitografia
L. Gardumi, Rovereto 28-6-1944, scheda pubblicata sul sito www.straginazifasciste.it consultato il 12/2/2025
Angelo Bettini (6 settembre 1893 – 28 giugno 1944) Avvocato, socialista e antifascista roveretano, profilo biografico pubblicato sul sito www.bibliotecacivica.rovereto.tn.it consultato il 12/2/2025
Angelo Bettini, scheda pubblicata sul sito www.chieracostui.com consultato il 12/2/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data evento: 28/6/1944
Cognome / Nome: Bettini Angelo
Formazioni d’appartenenza: Partito socialista trentino; Comitato di liberazione nazionale di Rovereto
Data lapide: 2/5/1945
Autore: non conosciuto. Sappiamo solo che la lapide è stata commissionata dai compagni socialisti di Angelo Bettini
Note: lapide visibile e liberamente accessibile
contatti
LAPIDE IN MEMORIA DI ANGELO BETTINI A ROVERETO
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