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LO SCIOPERO DELL’ARRIGONI DI CESENA

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La lapide è posta ai piedi di una ciminiera in mattoni, ultima parte rimanente di quella che fu la fabbrica Arrigoni. Costruita negli anni Trenta, la fabbrica produceva conserve alimentari (marmellate, sciroppi, passata di pomodoro, sottaceti, tonno e acciughe in scatola e simili). Vi lavoravano più di 5000 persone, per la gran parte donne, il che la rendeva una delle fabbriche più grandi della zona. 

Durante la guerra, l’Arrigoni era fornitrice ufficiale dell’esercito tedesco, il che rendeva qualsiasi forma di sabotaggio della produzione estremamente pericolosa per le lavoratrici ed i lavoratori. 

Nonostante questo, la fabbrica iniziò molto presto ad essere un luogo di lotte: il 18 settembre 1941 l’Arrigoni fu la prima fabbrica a scioperare nella regione, e le operaie e gli operai tornarono a scioperare nuovamente qualche mese dopo, nell’aprile 1942.

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Già nel 1941 furono arrestati diversi lavoratori legati al PCI, soprattutto fra gli uomini, ma anche alcune lavoratrici. 

Dopo il 25 luglio, molti lavoratori che erano stati arrestati per le loro posizioni politiche furono liberati e rientrarono in fabbrica. Anche grazie alla loro influenza, durante il governo Badoglio l’Arrigoni fu una delle fabbriche dove i lavoratori ebbero modo di eleggere i propri rappresentanti e che cominciò ad essere gestita in modo più democratico. 

Tra i lavoratori e lavoratrici vi erano anche figure notoriamente antifasciste, come Rina Turci, che era stata licenziata per motivi politici nel 1937 ma era rientrata in fabbrica nel 1942 ed in questo periodo fu eletta tra i rappresentanti dei lavoratori nella Commissione Interna p Ilario Tabarri che aveva combattuto con le Brigate Internazionali in Spagna e sarebbe poi stato a capo della VIII Brigata Garibaldi, che operava nella zona, o Quinto Bucci, che era uno degli operai che erano stati arrestati nel 1942 e da poco rilasciati e che qualche mese dopo sarebbe stato il commissario politico di uno dei battaglioni della stessa Brigata. 

Con l’inizio dell’occupazione, le autorità fasciste tentarono di sostituire i rappresentanti eletti dai lavoratori con quelli da loro scelti, proclamando una nuova elezione in cui la sola lista ammessa era quella dei sindacati fascisti. i risultati furono clamorosi: su 3600 schede date alle lavoratrici e ai lavoratori, la lista fascista raccolse solo 31 voti; sulle altre schede erano stati scritti insulti, slogan comunisti o appelli alla pace e alla caduta del fascismo.

Le lavoratrici e i lavoratori della Arrigoni organizzarono anche per tutta la durata dell’occupazione, diverse raccolte fondi destinate alla VIII Brigata Garibaldi, a cui fornivano anche i prodotti che riuscivano a sottrarre in fabbrica.

Una fabbrica così vicina all’antifascismo come la Arrigoni non poteva che essere protagonista anche dello sciopero del 1944, quando in tutte le regioni del Centro-Nord i lavoratori si fermarono per chiedere condizioni migliori e protestare contro la guerra, la fame, il regime e l’occupazione. E infatti i lavoratori e le lavoratrici della Arrigoni vi parteciparono in massa, fermando per giorni le attività della fabbrica.

Proprio questo sciopero, che alla Arrigoni fu anche per chiedere la riassunzione degli operai licenziati dopo la protesta precedente, è ricordato dalla targa, che lo definisce “TRA LE PRIME MANIFESTAZIONI DI RIVOLTA POPOLARE CONTRO IL NAZI-FASCISMO” 

Alice Leone

Localizzazione

Località: Cesena
Indirizzo: piazza Aldo Moro, sulla ciminiera di fronte alla Biblioteca
Comune: Cesena
Provincia: Forlì – Cesena (FC)
Regione: Emilia Romagna
Coordinate geografiche: Latitudine 44.143924 – Longitudine 12.248823

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FONTI

Bibliografia

Antifascismo e resistenza scritti sulla pietra : lapidi e cippi a Cesena e nella Valle del Savio, Cesena, Il ponte vecchio, 2024 

G. Carbone, Gli scioperi del 1943-44. Il ruolo decisivo della classe operaia nella lotta al nazifascismo, Borghetto Lodigiano, Il Papiro Editrice “Altrastoria”, 1994

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ALTRE INFORMAZIONI

Data/e evento: 1-8/03/1944

Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte 

Formazioni d’appartenenza: brigate Garibaldi

Data/e opera: non determinabile. Sappiamo solo che la lapide venne affissa nel 1994

Autore/i: non determinabile

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

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