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Mario Celio nacque ad Avezzano (L’Aquila) il 21 gennaio 1921. Durante la Seconda guerra mondiale combatté in Nordafrica come caporale carrista. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 Mario si trovava nel paese d’origine, presso la propria famiglia, in licenza di convalescenza; senza esitazione, partecipò attivamente alla Resistenza, mettendosi in luce per valore e determinazione. Nel 1944 Avezzano era diventato un punto strategico per i tedeschi per il rifornimento di viveri, armi e munizioni; il partigiano abruzzese, nel tentativo di depredare un camion diretto al fronte, sparò a un soldato nazista lì di guardia; messosi prontamente in fuga, rimase ferito da una granata lanciata dai compagni resistenti che non lo riconobbero. Venne arrestato dai miliari tedeschi assieme alla fidanzata, Luigia Lanciotti detta Gina, e al padre di lei, Giustino Lanciotti, ritenuti suoi complici; i tre furono rinchiusi nella prigione di Tagliacozzo (L’Aquila). Riusciti a scappare dal carcere, Mario e Gina provarono inutilmente a varcare il fronte a Cassino (Frosinone); il giovane andò quindi sui monti aquilani, e proseguì con azioni di guerriglia contro gli invasori.
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Un giorno tentò di far evadere dalla prigione di Avezzano alcuni detenuti politici destinati alla deportazione in Germania; smascherato e tradito, Mario Celio fu torturato e condannato a morte dal Tribunale militare tedesco. Venne fucilato al poligono de L’Aquila il 31 maggio 1944, all’età di ventitré anni.
Il partigiano è stato insignito dell’onorificenza della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Magnifica figura di intrepido combattente attaccava da solo, in diverse occasioni, soverchianti forze nemiche, infliggendo sempre a queste gravi perdite in uomini e materiali. Gravemente ferito veniva catturato e condannato a morte. Riuscito ad evadere riprendeva la lotta, catturato una seconda volta e nuovamente evaso, ritornava a combattere. Nel corso di un’audace impresa da lui organizzata per liberare alcuni partigiani dal carcere in cui erano detenuti, scoperto e circondato dalle guardie armate, apriva contro queste il fuoco abbattendone due e ferendone altre, finché dopo strenua lotta, esaurite le munizioni, veniva per la terza volta catturato. Sottoposto a torture e sevizie teneva contegno fiero e superbo; condannato a morte affrontava il plotone di esecuzione con il coraggio degli stoici e la serenità dei martiri più puri”.
Ad Avezzano, cittadina natale di Mario Celio, gli è stata intitolata una strada.
Stefano Balbiani
Localizzazione
Indirizzo: via Mario Celio
Comune: Avezzano
Provincia: L’Aquila (AQ)
Regione: Abruzzo
Coordinate geografiche: Latitudine 42.04400 – Longitudine 13.41844
FONTI
Sitografia
Celio Mario, scheda pubblicata sul sito www.quirinale.it consultato il 18/3/2025
Mario Celio, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 18/3/2025
Mario Celio e Gina Lanciotti, articolo pubblicato sul sito santanatolia.it consultato il 18/3/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data evento: 31/5/1944
Cognome / Nome: Celio Mario
Formazioni d’appartenenza: carrista dell’Esercito; bande partigiane abruzzesi
Data lapide: non determinabile
Autore: non determinabile
Note: segnaletica visibile
contatti
STRADA INTITOLATA A MARIO CELIO AD AVEZZANO
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