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Pietro Borrotzu nacque ad Orani (Nuoro) il 25 aprile 1921, figlio del pastore Francesco Borrotzu e dell’ostetrica Clotilde Di Bene, nativa di Vezzano Ligure (La Spezia), originaria di una famiglia di ideali socialisti. Il padre, soldato durante la Grande guerra, reduce e invalido, morì a seguito delle ferite riportate; la madre, nonostante fosse rimasta sola e con due figlioletti da crescere (la primogenita Laura e il secondogenito), riuscì a fare studiare Laura e Pietro al liceo ginnasio “Giorgio Asproni” di Nuoro. Nell’ottobre del 1941 Borrotzu divenne ufficiale nell’Accademia militare di Modena, e fu assegnato con il grado di sottotenente alla divisione “Cosseria” in una caserma a Milano. La sera dell’8 settembre 1943, dopo la firma dell’armistizio con gli angloamericani, conscio della situazione drammatica e difficile che stava per attraversare l’Italia, in una lettera scrisse alla fidanzata Maria Teresa Cossu: “Se l’Armistizio ha posto termine a una guerra ingiusta e non voluta, ci mette tuttavia di fronte a una pace imposta dai vincitori. Non posso dirti cosa succederà fra qualche giorno, ma oggi l’esercito ha un compito molto grave da affrontare”.
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Il 9 settembre disarmò e arrestò due militari nazisti, subito rilasciati dai suoi superiori che lo punirono con una nota di demerito: direttosi a Monza, decise quindi di aderire alla Liberazione e, in un primo momento, si nascose a Carenno (Lecco) presso la famiglia di un avvocato. Recatosi il 14 ottobre 1943 in Liguria, nel paese natale della madre Clotilde, assieme al cagliaritano Franco Coni, anch’egli ufficiale dell’esercito, formò la brigata d’assalto “Lunigiana”, di ispirazione socialista, alla quale cooperarono militari fuggiaschi e giovani avversi al servizio militare. Col nome di battaglia “tenente Piero”, prese parte nella zona dello Spezzino a numerose azioni di guerriglia contro i nazifascisti. Tradito da una soffiata quando si era rifugiato a Chiusola, frazione di Sesta Godano (La Spezia), a seguito di una retata nazista si offrì spontaneamente al plotone d’esecuzione tedesco, chiedendo in cambio che venissero risparmiati i settanta civili catturati. Pietro Borrotzu venne brutalmente seviziato; condotto sanguinante e col viso tumefatto sul piazzale della chiesa di San Michele, venne fucilato il 5 aprile 1944, all’età di ventidue anni, dai fascisti della Guardia nazionale repubblicana, e finito da un soldato nazista con un colpo di pistola alla testa. Dopo il suo eroico sacrificio, la formazione resistente da lui comandata confluì nelle brigate “Matteotti”, e una divisione partigiana venne a lui intitolata. Borrotzu è stato insignito, nel 1991, dell’onorificenza della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Soldato fedele e valoroso, dopo l’armistizio si dedicò con entusiasmo alla lotta di liberazione molto distinguendosi come organizzatore e come combattente. Caduto in mani nemiche, con esemplare senso di responsabilità, si preoccupò di salvare i civili che lo avevano ospitato. Percosso e seviziato mantenne fiero contegno imponendosi all’ammirazione dei suoi stessi carnefici ed ottenendo di essere fucilato nel petto, fronte al nemico”.
Alla sua memoria sono state intitolate vie a Orani, suo paese d’origine, e a Nuoro; sempre a Orani, gli è stata dedicata una piazza nel 2014, in occasione del settantesimo anniversario della morte. In Sardegna, un Istituto comprensivo statale di Nuoro porta il suo nome. In Liguria, a Sesta Godano, paese dove venne ucciso, gli hanno intitolato la Scuola secondaria di primo grado. Nella frazione di Chiusola, è ricordato da una targa rettangolare in marmo chiaro (“C.V.L. / A PERENNE MEMORIA / DEL / TEN. PIERO BORROTZU / MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE / NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE / COMANDANTE / D’UNA FORMAZIONE PARTIGIANA DI G. E L. / CORONÒ CON LA MORTE / LA SUA BREVE GIOVINEZZA / EROICA / OFFERTOSI VOLONTARIAMENTE AL NEMICO / PER SALVARE DA STRAGE UN VILLAGGIO INERME / AMMONIMENTO / CHE CIVILE È SOLO UN POPOLO / IN CUI / UOMINI LIBERI / SACRIFICANO / INTERESSI E VITA / AL BENE COMUNE”), e da un cippo, inaugurato quest’ultimo il 5 aprile 2009 per volere dell’amministrazione comunale di Sesta Godano e degli abitanti di Chiusola (IL 5 APRILE 1944 / PER SALVARE IL PAESE E LA POPOLAZIONE / DALLE RAPPRESAGLIE NAZIFASCISTE, / IL COMANDANTE PARTIGIANO PIERO BORROTZU / OFFRÌ LA SUA GIOVANE VITA / NON PIEGANDO IL CAPO SUPERBO / ALLE LORO VIOLENZE. / L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE / DI SESTA GODANO / E / GLI ABITANTI DI CHIUSOLA / ONORANO LA MEMORIA DI / QUESTO EROE DELLA RESISTENZA CHE AMÒ / IL PROSSIMO PIÙ DI SE STESSO”).
Stefano Balbiani
Localizzazione
Indirizzo: via Pietro Borrotzu
Comune: Orani
Provincia: Nuoro (NU)
Regione: Sardegna
Coordinate geografiche: Latitudine 40.24796 – Longitudine 9.17198
FONTI
Bibliografia
T. Mulsa, Antifascisti e partigiani sardi, s.l., s.e., 2005, pp. 28-30
Sitografia
M. Fiorillo, CHIUSOLA, SESTA GODANO, 05.04.1944, scheda pubblicata sul sito www.straginazifasciste.it consultato il 10/5/2025
M. C. Mirabello, Borrotzu, Piero, profilo biografico pubblicato sul sito www.isrlaspezia.it consultato il 10/5/2025
G. Pagano, Vita e morte del “Tenente Piero”, un cavaliere antico, articolo pubblicato sul sito www.cittadellaspezia.com consultato il 10/5/2025
Pietro Borrotzu, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 10/5/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data evento: 5/4/1944
Cognome / Nome: Borrotzu Pietro
Formazioni d’appartenenza: divisione “Cosseria”; brigata d’assalto “Lunigiana”
Data lapide: non determinabile
Autore: non determinabile
Note: segnaletica visibile
contatti
STRADA INTITOLATA A PIETRO BORROTZU A ORANI
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