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CONCETTO MARCHESI E IL SUO «APPELLO AGLI STUDENTI»

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In questo palazzo, ospite a casa di Lanfranco Zancan, Concetto Marchesi si nascose all’inizio del suo periodo di clandestinità dopo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Padova, e scrisse il suo famoso “Appello agli studenti”. 

Nato a Catania nel 1878, Marchesi era stato politicamente impegnato sin da giovanissimo: a 16 anni creò un giornaletto, intitolato Lucifero, che sarebbe stato immediatamente sequestrato per i suoi contenuti libertari e gli sarebbe anche costato due mesi di prigione appena compiuti i 18 anni.

Nel 1895, ad appena 17 anni, si era iscritto al Partito Socialista Italiano, per poi aderire nel 1921 al Partito Comunista Italiano (PCI). 

Dopo aver studiato a Catania e Firenze, Marchesi aveva insegnato al liceo classico di Pisa fino al 1915, per poi diventare professore di letteratura latina prima a Messina e poi, dal 1923 a Padova.

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Durante il fascismo, Marchesi continuò ad insegnare e abbandonò almeno pubblicamente l’impegno politico, iscrivendosi anche al Partito fascista quando divenne obbligatorio, ma non faceva mistero delle proprie idee ostili al regime. Ad esempio, erano famoso le sue lezioni di letteratura latina in cui nello spiegare le opere di Tacito, insisteva sull’importanza di opporsi alla tirannide, lasciando trasparire chiaramente il parallelo con la situazione in cui si trovava l’Italia in quel momento. 

Nel 1943, Marchesi, che era in contatto con il centro estero del PCI, era stato tra gli antifascisti che entrarono in contatto segretamente con Cadorna e con la famiglia reale in preparazione di un’eventuale rimozione di Mussolini, cosa che sarebbe poi avvenuta il 25 luglio. 

Durante la parentesi del governo Badoglio aveva rappresentato il PCI nel Comitato centrale delle opposizioni. 

Il governo Badoglio lo aveva nominato rettore dell’Università di Padova il 1 settembre 1943.

Qualche giorno dopo, con la nascita della RSI, Marchesi aveva presentato le proprie dimissioni, respinte però dal Ministero repubblichino, che aveva sede proprio a Padova. A quel punto aveva deciso, nonostante la contrarietà del PCI, di restare al proprio posto per trasformare il rettorato, ed in senso lato l’Università, in un luogo sicuro da cui organizzare la Resistenza e proteggere gli studenti vicini all’antifascismo. In effetti, per la durata dell’incarico di Marchesi, le riunioni del CLN Veneto, da lui fondato assieme al suo prorettore Egidio Meneghetti e ad un altro docente universitario antifascista, Silvio Trentin, rientrato dall’esilio politico in Francia proprio ai primi di settembre.

Il suo incarico non sarebbe però durato a lungo. Il 9 novembre 1943 Marchesi tenne il suo primo discorso di inaugurazione dell’Anno accademico, in un clima tesissimo, preceduto da un tentativo degli studenti appartenenti alla milizia repubblichina di prendere la parola per un appello a combattere per la RSI, respinto anche fisicamente da Marchesi e Meneghetti. 

Nonostante i giornali del regime presentassero la cerimonia come un momento di successo per la RSI, il discorso di Marchesi fu in realtà apertamente critico nei confronti del fascismo. Il timore – fondato – che i tedeschi si preparassero ad arrestarlo, anche vista la tensione che continuava e sfociava spesso in scontri tra studenti e milizia che si verificavano in città, unito alle pressioni del PCI che lo aveva sospeso per punirlo della decisione di mantenere l’incarico di Rettore, indussero Marchesi a lasciare Padova il 15 novembre.

Dopo un breve passaggio a Firenze, Marchesi rientrò a Padova, nascondendosi in prima in casa di Lanfranco Zancan e poi di Leone Turra. In questo periodo scrisse l’appello agli studenti, datato 1 dicembre ma probabilmente di qualche giorno precedente (Marchesi si era infatti spostato sotto falso nome a Milano il 29 novembre). 

L’appello, che invitava esplicitamente gli studenti ad unirsi alla Resistenza, fu stampato su migliaia di volantini e diffuso in tutta la città nei giorni successivi.

Da Milano Marchesi si sarebbe poi spostato in Svizzera, dove insieme al suo allievo Franceschini avrebbe coordinato il lato Svizzero la rete partigiana clandestina FRAMA (Franceschini-Marchesi), che agiva in coordinamento con il CLN Veneto (di cui era rimasto a capo Meneghetti, dimessosi a sua volta dall’Università di Padova nel dicembre 1943).  

In Svizzera Marchesi ebbe anche modo di entrare in contatto con gli alleati, contribuendo tra le altre cose al coordinamento degli aviolanci di rifornimenti ai partigiani, oltre a continuare a scrivere per incoraggiare l’adesione alla Resistenza: oltre all’Appello agli studenti, che continuava a diffondersi, è famosa la sua Lettera Aperta in risposta a Gentile, pubblicata in Svizzera nel febbraio 1944. 

Alla fine del 1944 Marchesi si sarebbe spostato dalla Svizzera a Roma, dove sarebbe diventato Capo dell’Ufficio stampa del Ministero dell’Italia occupata, poi membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e della Consulta Nazionale, che svolgeva le funzioni di Parlamento.

Nel dopoguerra, Marchesi si sarebbe dedicato principalmente alla politica: dirigente del PCI, fu eletto nella Costituente, dove insieme ad Aldo Moro gli fu affidato il compito di scrivere la prima bozza di quelli che sarebbero diventati gli articoli della Costituzione in tema di scuola e cultura.  

Quanto all’appello da lui scritto in quei giorni del 1943, non possiamo dire con certezza quanto effetto abbia avuto, ma è probabile che la sua influenza abbia aiutato a rendere l’Università di Padova una tra le più coinvolte nella Resistenza, con 116 studenti caduti tra i partigiani e soprattutto unica Università d’Italia ad essersi vista riconoscere per il contributo alla lotta partigiana la medaglia d’oro al valor militare. 

Alice Leone

Localizzazione

Località: Padova
Indirizzo: via Cesare Battisti, 162
Comune: Padova
Provincia: Padova (PD)
Regione: Veneto
Coordinate geografiche: Latitudine 45.40430 – Longitudine 11.88368

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FONTI

Bibliografia

L. Canfora, Concetto Marchesi, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, 2007, vol. 69

C. Marchesi, Discorsi parlamentari 1945-1957, Roma, Laterza, 2008

Sitografia

G. Zaccaria, L’antifascismo di Concetto Marchesi, articolo pubblicato sul sito ilbolive.unipd.it consultato il 14/06/2025

Immagine del volantino con l’«Appello agli studenti» di Concetto Marchesi, visibile sul portale archivi.polodel900.it consultato il 14/06/2025

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ALTRE INFORMAZIONI

Data/e evento: 1/12/1943

Cognome / Nome: Marchesi Concetto

Formazioni d’appartenenza: PCI, CLN Veneto, FRAMA (formazione Franceschini-Marchesi) 

Data/e opera: non determinabile. Sappiamo solo che la lapide venne affissa nel 2012

Autore/i: non determinabile.

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

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