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Al numero 22 di via Lodovico Settala a Milano, in zona Porta Venezia, una lapide ricorda la devastazione della sede della testata socialista «Avanti!» per mano dello squadrismo fascista. La lapide, posta nel 2023 sopra l’ingresso della vecchia sede del giornale, riporta scritto:
QUI SORGEVA
LA SEDE DEL GIORNALE SOCIALISTA
Avanti!
DISTRUTTA DAI FASCISTI IL 29 OTTOBRE 1922
UN EDIFICIO CON REDAZIONE, TIPOGRAFIA, ALBERGO DIURNO,
NEGOZI COOPERATIVI ED UNA MENSA APERTA AI CITTADINI,
COSTRUITO CON UNA SOTTOSCRIZIONE POPOLARE NEL 1921
A perenne monito di condanna contro ogni violenza
In Italia, tra il 1919 ed il 1920 si assiste ad un periodo di forte tensione sociale passato alla storia con il nome di “Biennio rosso”. In quei due anni sembra plausibile a molti che nel paese possa divampare una rivoluzione di stampo socialista, sul modello di quella che poco tempo prima ha mutato radicalmente la storia della Russia zarista. L’Italia sembra sull’orlo di cambiamenti epocali. Nonostante l’intensità del momento la fiamma delle agitazioni si ridimensiona: è il momento della “reazione”, ovvero quello in cui le forze conservatrici si adoperano per eliminare e punire gli avversari che tanto filo da torcere gli hanno dato. Lo strumento utile alla borghesia, alla classe dirigente italiana, per quella che si presenta subito come una lotta senza regole è individuato nello squadrismo fascista. Gli squadristi sono adatti a soffocare con la violenza il protagonismo degli operai e delle loro rappresentanze: i semplici lavoratori, i sindacati con le loro sedi, gli stessi appartenenti al Partito Socialista sono i bersagli della violenza squadrista, la quale si manifesta in veri e propri assalti armati. Il clima è quello della guerra civile; mentre i dirigenti socialisti invitano aderenti e simpatizzanti a non reagire alle provocazioni ma solo a difendersi, i fascisti attaccano con fucili, rivoltelle e bombe a mano. Fondamentale nell’ottica del successo fascista si rivela la debolezza con cui le forze dell’ordine si oppongono agli assalti: diventa presto evidente che queste hanno istruzioni di lasciar agire lo squadrismo, braccio armato del reazionarismo italiano.
Tra le sedi fisiche afferenti all’universo della sinistra in generale – nel gennaio del 1921, in seguito alla “Scissione di Livorno” nasce il Partito Comunista D’Italia – alcune sono oggetto di attacchi ripetuti e violenti.
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L’«Avanti!», il famoso giornale del Partito Socialista Italiano, pubblicato per la prima volta nel 1896, diviene uno degli obiettivi prediletti degli squadristi. Il primo assalto avviene nell’aprile del 1919, il secondo il 25 marzo del 1921, il terzo il 4 agosto del 1922 mentre il quarto – ed ultimo – il 29 ottobre 1922.
I luoghi colpiti – redazione e tipografia – sono quelli dove si stampa il giornale a Milano – prima in via San Damiano e poi al n°22 di via Settala. Non si tratta di spedizioni improvvisate ed i fascisti sanno bene cosa è necessario distruggere durante i raid. Vi sono cioè degli oggetti che attirano le loro “attenzioni” più di altri: gli indirizzari che riportano i dati di invio cui spedire gli abbonamenti, le macchine tipografiche – linotypes – il materiale utile a far funzionare le rotative, insomma tutto ciò che è funzionale alle creazione ed alla diffusione del giornale e, dunque, di un’idea.
Gli attacchi fascisti sono tutti violenti e tutti recano danni notevoli all’organo del PSI che tuttavia dimostra di possedere spirito e risorse – molto importanti sono i sottoscrittori – per rialzarsi ogni volta.
L’attacco del 29 ottobre 1922, quello al quale fa riferimento la targa affissa in via Settala 22, è uno dei più significativi per il contesto in cui esso avviene. Quel giorno, nel pomeriggio, la sede di via Settala viene raggiunta dalle guardie regie; è sicuro un attacco fascista e i tutori dell’ordine si schierano a difesa dell’obiettivo. I fascisti, convinti di trovare di fronte a loro una resistenza “morbida” da parte delle guardie regie – come era avvenuto nelle occasioni precedenti – hanno una brutta sorpresa; le stesse aprono il fuoco sugli assalitori che si disperdono lasciando sul terreno un morto e dei feriti.
Per quale motivo le guardie regie aprono il fuoco questa volta? Ebbene il giorno prima, il 28 ottobre, è la data della “Marcia su Roma” (cominciata il 26 dello stesso mese); poche migliaia di camicie nere “cingono d’assedio” la capitale. Alle ore 06:00 del mattino il governo, presieduto da Luigi Facta, dichiara lo stato d’Assedio, lasciando alla forza militare delle truppe italiane la repressione. Tuttavia Re Vittorio Emanuele III rifiuta, circa due ore dopo, di controfirmare l’ordine: Facta si dimette. Lo stesso Re, il 30 ottobre, conferirà a Benito Mussolini l’incarico di formare il nuovo governo, sancendo di fatto la collusione e l’avallo della monarchia nell’ascesa della dittatura. Ebbene, quando il 29 ottobre le guardie regie sparano sui baldanzosi fascisti all’attacco della sede dell’Avanti! di via Lodovico Settala, lo fanno perché credono – o meglio, chi li comanda – che lo stato d’assedio sia stato firmato dal Re. Una volta scoperto che ciò non è, le guardie regie a difesa della sede del giornale si ritirano, lasciando il campo alla devastazione fascista.
Gli ambienti della tipografia e della redazione sono vandalizzati: mobili – sedie, armadi, scrivanie – e materiali vari sono gettati dalle finestre in pezzi, le porte sfondate. I danni alle macchine sono ingenti, dalle linotypes alla grande rotativa alla quale sono rubati i motori. Non è la sede di un giornale ma il teatro di un saccheggio di una distruzione “di guerra”.
Anche dopo questo ennesimo attacco gli sforzi dei sostenitori dello storico giornale mirano a ricostruire quanto è stato distrutto, tuttavia l’ombra della dittatura si allunga. Il 31 ottobre del 1926 l’Avanti! È costretto ad interrompere le pubblicazioni, vittima delle leggi volte a fascistizzare lo stato; continuerà ad essere pubblicato in esilio. Durante la Resistenza il giornale circolerà clandestinamente nell’Italia occupata, in diverse edizioni, con il sottotitolo «Giornale del partito socialista di unità proletaria». Curato nella clandestinità da Guido Mazzali e Renato Carli Ballola, l’Avanti! Si caratterizzerà per la linea anti badogliana, la manifesta volontà di costruire una società socialista e di instaurare la repubblica
Luca Zanotta
Localizzazione
Indirizzo: via Lodovico Settala, 22
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.47951 – Longitudine 9.20526
FONTI
Bibliografia
A. Gaetano, Storia dell’Avanti!, a cura di F. Assante, Giannini, 2002 (ed. Orig. 1958)
D. Gabusi, La stampa della Resistenza, in Storia d’Italia nel secolo ventesimo. Strumenti e fonti, a cura di C. Pavone, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, 2006.
Sitografia
Gli assalti, le devastazioni e gli incendi all’”Avanti!” di Milano tra il 1919 ed il 1922, editoriale pubblicato sul sito www.socialismoitaliano1892.it consultato il 23/7/2025
Milano – Via Settala – Sede dell’ “Avanti” – Fascisti, scheda pubblicata sul sito www.lombardiabeniculturali.it consultato il 23/7/2025
M.V, Milano, scoperta una lapide in via Settala per ricordare l’assalto fascista alla sede del quotidiano L’Avanti! nel 1922, articolo pubblicato sul sito www.sestonotizie.it consultato il 23/7/2025
Milano è Memoria. La città ricorda la sede dell’Avanti! Assaltata e distrutta dai fascisti il 29 ottobre 1922, articolo pubblicato sul sito www.comune.milano.it consultato il 23/7/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data/e evento: 29/10/1922
Cognome / Nome: non determinabile
Formazioni d’appartenenza: non determinabile
Data/e opera: non determinabile. Sappiamo solo che fu inaugurata il 31/10/2023
Autore/i: non determinabile
Note: lapide visibile e liberamente accessibile
contatti
TARGA IN RICORDO DELL’ASSALTO FASCISTA ALLA SEDE DELL’AVANTI! IN VIA SETTALA A MILANO
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