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In via Aurelio Saffi a Firenze visse, a partire dal 1937, Raffaello Ramat con la moglie Wanda e i figli Maggiola, Marco, Paolo e – dal 1939 – Silvio.
Raffaello era nato a Viterbo nel 1905 ma si era trasferito a Firenze da bambino, e lì conobbe la futura moglie, sua compagna di classe all’Istituto Tecnico per Ragionieri.
Diplomatosi nel 1922, si arruolò negli alpini. Appena rientrato dal servizio di leva, lui e Wanda superarono da esterni il concorso magistrale, cominciando ad insegnare alle elementari. Dopo diversi anni passati a fare il maestro in varie scuole d’Italia, nel 1931 Raffaello si era iscritto alla facoltà di Magistero di Firenze, dove fu allievo di Luigi Russo e poi Mario Fubini. Sempre al Magistero conoscerà anche Ernesto Codignola, che lo inviterà a collaborare a varie riviste e progetti editoriali della casa editrice “La Nuova Italia”, aiutandolo così a mantenere la famiglia nel difficile periodo della guerra.
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Passato il concorso per l’insegnamento nelle scuole superiori, dopo un periodo in Emilia nel 1938 tornò a Firenze, dove ebbe la cattedra di Italiano e Storia presso l’Istituto magistrale “Giovanni Pascoli”, dove prepara i futuri insegnanti.
In quegli stessi anni cominciò anche l’impegno politico, favorito dall’amicizia con Piero Calamandrei. Si unì a “Giustizia e Libertà”, avendo anche avuto modo di conoscere Nello Rosselli.
Diresse anche la rivista “Argomenti” da lui fondata insieme ad Alberto Carocci, che prima di essere soppressa dal regime nel 1943 divenne una delle sedi di espressione di diversi intellettuali ostili al fascismo e vicini al mondo liberalsocialista.
Nel 1942 Ramat fu arrestato e condannato prima al carcere e poi al confino per “cospirazione”, ma scontò in totale pochi mesi prima di rientrare a casa.
Dopo il 25 luglio si iscrisse al Partito d’azione e dopo l’8 settembre si unì alla Resistenza fiorentina, che coinvolse molti dei suoi contatti accademici ed editoriali. Dopo un nuovo arresto, nella primavera del 1944, mentre la sua famiglia era sfollata nelle campagne, lasciò la città per unirsi alla Brigata garibaldina “Sinigaglia” prima di poter essere nuovamente arrestato. Con la Brigata Sinigaglia prese parte alla Liberazione di Firenze l’11 agosto 1944.
Dopo la Liberazione continuò sia l’impegno accademico sia l’impegno politico, prima nel Partito d’Azione e poi nel Partito Socialista. Per quest’ultimo negli anni Cinquanta fu consigliere comunale a Firenze. Dopo un anno trascorso a Salerno, dove aveva vinto la cattedra universitaria di Letteratura Italiana nel 1958, rientrò a Firenze chiamato alla Facoltà di Magistero, e tra il 1961 e il 1964 fu assessore alla Cultura nella giunta La Pira.
Morì in un incidente d’auto nel 1967.
Alice Leone
Localizzazione
Indirizzo: via Aurelio Saffi
Comune: Firenze
Provincia: Firenze (FI)
Regione: Toscana
Coordinate geografiche: Latitudine 43.782407 – Longitudine 11.280726
FONTI
Bibliografia
E. Codignola, Memoriale autobiografico, in «Ernesto Codignola in 50 anni di battaglie educative: pagine di diario e Memoriale autobiografico di Ernesto Codignola», Firenze, La nuova Italia, 1967
Sitografia
S. Cocchi, Un’allieva e il suo professore, articolo pubblicato sul sito www.questionegiustizia.it consultato il 15/04/2025
I. Barichello, Il “cospiratore” critico letterario, articolo pubblicato sul sito www.patriaindipendente.it consultato il 18/04/2025
Raffaello Ramat, profilo biografico pubblicato sul portale www.anpi.it consultato il 15/04/2025
M. Bonsanti, Ramat Raffaello, scheda biografica pubblicata sul portale siusa-archivi.cultura.gov.it consultato il 15/04/2025
L. Osbat, Raffaello Ramat, scheda biografica pubblicata sul portale www.gentedituscia.it consultato il 16/04/2025
ALTRE INFORMAZIONI
Data/e evento: 26/06/1905 – 02/05/1967
Cognome / Nome: Ramat Raffaello
Formazioni d’appartenenza: Giustizia e Libertà; Brigata Garibaldi “Sinigaglia”
Data/e opera: non determinabile
Autore/i: non determinabile
Note: nessun riferimento agli eventi (non vi sono lapidi o iscrizioni di riferimento)
contatti
LA CASA DI RAFFAELLO RAMAT
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