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Presso una saletta della Biblioteca dell’Istituto Giuridico dell’Università di Torino, allora ospitata in questo palazzo, si tenevano spesso le riunioni del Comitato direttivo del CLN della Scuola per il Piemonte (CLNSP), soprattutto nella sua prima fase clandestina. La scelta della sede era dovuta al fatto che due dei delegati del Comitato – Norberto Bobbio e Giuseppe Grosso, rispettivamente rappresentanti del Partito d’azione e del Partito democristiano – erano professori della facoltà di legge. Inoltre, come spiega Lia Corinaldi “[…] era naturale la frequenza di professori ad una biblioteca (ad eccezione della scrivente, esclusa da tutte le scuole pubbliche e private per le leggi razziali e già vivente alla macchia per evitare di essere presa ed eliminata in quanto ebrea)” (Corinaldi, 1976, p. 173), e soprattutto in quella specifica biblioteca “si poteva contare sulla cauta e tacita connivenza del bibliotecario capo Caselli e del suo aiuto bibliotecario Mussino” (Corinaldi, 1976, p. 173).
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Oltre ai già citati Bobbio e Grosso, facevano parte del Comitato direttivo la suddetta Lia Corinaldi, in rappresentanza del Partito comunista, Arnaldo Corio per il Partito liberale, Arrigo Bordin per il Partito socialista e Giacomo Mottura per il movimento dei lavoratori cristiani. A questo gruppo di professori si sarebbe unito qualche mese dopo, nell’ottobre 1944 anche uno studente, Sergio Garavini, in rappresentanza del Fronte della Gioventù.
Oltre al Comitato Direttivo, al CLNSP appartenevano diverse commissioni tecniche-politiche, che si occupavano dei singoli settori: scuole elementari, scuole medie, università e politecnico e infine musei e istituti culturali.
Nella sua fase iniziale, il CLNSP aveva il compito di coordinare le attività legate alla Resistenza nei vari settori di cui si occupava, diffondendo propaganda e indirizzando le iniziative antifasciste nelle scuole. Grazie ai contatti dei vari partiti e alle conoscenze dei componenti del Direttivo tra i propri colleghi ed ex colleghi, furono creati CLN di base in ogni scuola, ciascuno affidato ad un delegato del CLNSP, in modo da poter coordinare le azioni antifasciste nei diversi istituti scolastici. Una rete capillare di coordinamento era infatti fondamentale per poter organizzare l’attività clandestina, dato che si trattava di iniziative illegali, che andavano progettate e comunicate in segreto a insegnanti e studenti in scuole diverse per permettere loro di agire insieme.
L’attività clandestina del CLNSP culminò nell’organizzazione della partecipazione della scuola al grande sciopero generale del 18 aprile 1945. Nonostante le diverse complicazioni, come quella di preavvisare nascostamente i genitori dei bambini che sarebbero dovuti tornare a casa, lo sciopero fu un indubbio successo: come il resto della città, anche le scuole e l’università chiusero, nonostante qualche tentativo dei fascisti di tenere lezioni in alcune scuole superiori e facoltà dell’Università.
L’altro compito fondamentale del CLNSP fu quello di assicurare la continuità della scuola dopo il crollo del fascismo, decidendo come riorganizzarla già durante il periodo di clandestinità: adottò quindi provvedimenti riguardanti l’epurazione (la rimozione degli insegnanti o dirigenti compromessi con il fascismo) o gli esami di recupero per gli studenti che non potevano partecipare alle sessioni perché ricercati o perché sarebbero stati arruolati a forza, a questioni come la revisione dei curricula per rimuovere dai programmi la propaganda fascista o l’annullamento di esami in materie come “storia e dottrina del fascismo” o simili.
Naturalmente le discussioni del CLNSP si spinsero anche a considerare un orizzonte di più lungo termine: che forma avrebbe dovuto prendere la scuola nell’Italia liberata. In questo senso, le sue riunioni e le posizioni, anche molto diverse tra loro, espresse dagli esponenti dei partiti che lo componevano rappresentarono un’anticipazione della discussione, finalmente libera e democratica, con cui avrebbe preso forma l’Italia repubblicana e in cui furono scritti tra gli altri gli articoli costituzionali dedicati alla scuola, alla ricerca, all’insegnamento e alla tutela del patrimonio culturale.
Alice Leone
Localizzazione
Località: Torino
Indirizzo: via Po, 18
Comune: Torino
Provincia: Torino (TO)
Regione: Piemonte
Coordinate geografiche: Latitudine 45.06830 – Longitudine 7.68966
FONTI
Bibliografia
N. Bobbio, Il Comitato di Liberazione della Scuola a Torino, in «Scuola e Resistenza. Atti del convegno promosso dalla Reg. Emilia-Romagna per il XXX della resistenza», a cura di N. Raponi, Parma, 1978, pp. 51-58
L. Corinaldi, Resistenza e intellettuali in Piemonte, in «Mezzosecolo. Materiali di ricerca storica», 1975, n.1
L. Corinaldi, Resistenza e intellettuali in Piemonte, in «Mezzosecolo. Materiali di ricerca storica», 1977, n.2
ALTRE INFORMAZIONI
Data/e evento: 11/1944 – 04/1945
Cognome / Nome: Bobbio Norberto, Grosso Giuseppe, Corinaldi Lia, Corio Arnaldo, Bordin Arrigo, Mottura Giacomo, Garavini Sergio
Formazioni d’appartenenza: CLN
Data/e opera: non determinabile
Autore/i: non determinabile
Note: nessun riferimento agli eventi (non vi sono lapidi o iscrizioni di riferimento)
contatti
LA SEDE DELLE RIUNIONI DEL CLN DELLA SCUOLA A TORINO
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