PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI CARLO PIETRA A PAVIA

PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI CARLO PIETRA A PAVIA

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PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI CARLO PIETRA A PAVIA

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La pietra d’inciampo reca, sulla lastra in ottone visibile, l’iscrizione “QUI ABITAVA / CARLO PIETRA / NATO 1923 / ARRESTATO NOV. 1944 / DEPORTATO 1944 / BOLZANO / EVASO”. Essa è stata posta davanti all’abitazione pavese di Carlo Pietra.
Carlo Pietra nacque il 3 marzo 1923 a Torre de’ Negri (Pavia). Di professione elettricista, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 iniziò un’attività clandestina contro i nazifascisti; catturato dai tedeschi il 18 marzo 1944, fu trasferito a Padova e mobilitato nei reparti della Repubblica Sociale Italiana. Disertore nel giugno dello stesso anno, si arruolò nella brigata “Paride”, combattendo nella zona tra Castelbaldo e Montagnana (Padova). Nel novembre del 1944 fu catturato dalla Legione autonoma mobile Ettore Muti di Legnago (Verona) e, in un primo tempo, imprigionato nella caserma di Legnago. Spostato a Verona, presso la sede della Sicherheitspolizei (Polizia di Sicurezza), nel dicembre del medesimo anno fu trasferito come prigioniero politico nel campo di concentramento di Bolzano, sobborgo di Gries, con il numero di matricola 8754 B, e destinato allo sterminio. Grazie all’aiuto di un’organizzazione esterna collegata con lo stabilimento automobilistico Lancia, nel marzo del 1945 riuscì a evadere e a tornare clandestinamente a Verona. Successivamente, ritornato in provincia di Pavia, divenne partigiano nella 168a brigata “Garibaldi”, capitanata da Ugo Zuccotti. Il 25 aprile rimase ferito al costato durante uno scontro a fuoco con i tedeschi in ritirata.
Carlo Pietra è morto a Pavia il 14 maggio 2010, all’età di ottantasette anni.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Pavia
Indirizzo: via Tortona, 14
Comune: Pavia
Provincia: Pavia (PV)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.19424 – Longitudine 9.18046

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Tag:

FONTI

Sitografia
La mappa delle pietre d’inciampo in Italia, scheda pubblicata sul sito https://lab.gedidigital.it/ consultato l’8/7/2023

Pavia via Tortona 14, scheda pubblicata sul sito http://www.luoghidelricordo.it/ consultato l’8/7/2023

Pietra Carlo, profilio biografico pubblicato sul sito https://www.deportatipavesi.it/ consultato l’8/7/2023

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: deportato 1944

Cognome / Nome: Pietra Carlo

Formazioni d’appartenenza: brigata “Paride”, 168a brigata “Garibaldi”

Data pietra d’inciampo: 23/1/2019

Autore: Demnig Gunter

Note: pietra d’inciampo visibile e liberamente accessibile

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LASTRA IN MEMORIA DEI CADUTI PARTIGIANI DELLA CITTÀ DI BARI

LASTRA IN MEMORIA DEI CADUTI PARTIGIANI DELLA CITTÀ DI BARI

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LASTRA IN MEMORIA DEI CADUTI PARTIGIANI DELLA CITTÀ DI BARI

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La lastra rettangolare in marmo chiaro, circondata da una sobria cornicetta geometrica, è appesa a una parete esterna di Palazzo di Città, sede del Comune di Bari. Essa reca nella parte sommitale l’iscrizione incisa, in lettere capitali, “CADUTI PARTIGIANI DELLA CITTÀ DI BARI” e, sotto di essa, ripartiti in due colonne, i nomi di settanta uomini pugliesi morti durante la Guerra di liberazione dalla dittatura nazifascista, trentacinque per elenco (da “Affatati Scipione” a “Galasso Saverio” il primo, da “Gesmundo Gioacchino” a “Zonno Nicola” il secondo).
Come naturale, questi combattenti antifascisti ebbero esistenze e ideali tra loro molto differenti; di alcuni di loro abbiamo poche informazioni, se non addirittura non si sa alcunché.
Non dobbiamo dimenticare come, negli anni della Resistenza, la città di Bari si oppose strenuamente all’invasore tedesco e al fascismo; per questo motivo, il 12 aprile 2007 è stata insignita della medaglia d’oro al merito civile, con la seguente motivazione: “Città di rilevante importanza strategica per il suo porto, durante l’ultimo conflitto mondiale, si rese protagonista di una tenace resistenza al nazifascismo, sopportando la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori e la distruzione di ingente parte del suo patrimonio monumentale ed edilizio.

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Venti giovani cittadini vennero trucidati in via Nicolò dell’Arca mentre inneggiavano, all’indomani della caduta del fascismo, alla riconquistata libertà. Al culmine dei moti di riscatto, la popolazione tutta, animata da profonda fede negli ideali di democrazia e di giustizia, con eroico coraggio, unendosi ad un nucleo di militari, impedì, dopo ore di violenti scontri, che le truppe tedesche portassero a termine la prevista distruzione del porto”.
Il 9 settembre 1943, infatti, con grande concorso di civili, a Bari furono difesi dalla furia nazista della Wehrmacht il porto, il palazzo delle poste, la sede di Radio Bari e la città vecchia.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Bari
Indirizzo: corso Vittorio Emanuele II, 84
Comune: Bari
Provincia: Bari (BA)
Regione: Puglia
Coordinate geografiche: Latitudine 41.12644 – Longitudine 16.86758

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Tag:

FONTI

Sitografia
Scuola Primaria Elsa Morante Genova, Lastra a ricordo dei Caduti Partigiani della città di Bari, scheda pubblicata sul sito https://www.pietredellamemoria.it/ consultato il 3/8/2023

M. Desiante, Partigiani, da Bari vecchia all’isola di Lero per difendere la libertà: le storie dietro la lapide in corso Vittorio Emanuele, articolo pubblicato sul sito https://bari.repubblica.it/ consultato il 3/8/2023

Bari Comune di, Medaglia d’oro al merito civile, scheda pubblicata sul sito https://www.quirinale.it/ consultato il 3/8/2023

N. Signorile, A Bari e Bitetto sulle strade della Resistenza, articolo pubblicato sul sito https://www.patriaindipendente.it/ consultato il 3/8/2023

M. Brando, La Resistenza in Puglia, scheda pubblicata sul sito http://www.storiaxxisecolo.it/ consultato il 3/8/2023

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: Guerra di liberazione

Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte

Formazioni d’appartenenza: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte

Data lapide: anni Settanta del XX secolo

Autore: non conosciuto

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

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LAPIDE IN MEMORIA DELLE QUATTORDICI VITTIME DEL RASTRELLAMENTO DI BLERA

LAPIDE IN MEMORIA DELLE QUATTORDICI VITTIME DEL RASTRELLAMENTO DI BLERA

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LAPIDE IN MEMORIA DELLE QUATTORDICI VITTIME DEL RASTRELLAMENTO DI BLERA

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La semplice e slanciata lapide in marmo chiaro, di formato rettangolare, è appesa alla facciata di Palazzo Chiodi, oggi sede del Comune. Essa reca incisa, a lettere capitali, la seguente iscrizione: “IL 29 OTTOBRE 1943 / VENIVANO BARBARAMENTE UCCISI / DAGLI OPPRESSORI NAZISTI / ANGELI DOMENICO / MANFREDI ANGELO / GNOCCHI ANTONIO / IANNICOLI VINCENZO / POLIDORI ANGELO / TRUGLIA GIUSEPPE / MILLI GIOV. BATTISTA / GALLI GIOV. BATTISTA / PICCINI RICCARDO / MANTOVANI FRANCESCO / SALIS ANDREA / DELLA MALVA PIETRO / VANNI GIOVANNI / SANDOLETTI GABRIELE / LA GIUNTA MUNICIPALE / E IL COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE / DI BIEDA / NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO / E NEL NUOVO REGIME DI LIBERTÁ / VOLLERO TRAMANDARNE LA MEMORIA / 29 OTTOBRE 1944”. I nomi delle vittime sono suddivisi in due colonne, quella di sinistra da “ANGELI DOMENICO” a “MILLI GIOV. BATTISTA”, quella di destra da “GALLI GIOV. BATTISTA” a “SANDOLETTI GABRIELE”. La grande lastra, fissata al muro da quattro peducci in bronzo, è circondata da una sobria cornice in pietra grigia; sotto di essa, si trovano un lumino votivo e una corona d’alloro in bronzo. La targa ricorda la strage nazifascista di Blera, in dialetto Bieda (Viterbo).

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Nell’ottobre del 1943 i nazisti rastrellarono la zona del Monte San Martino, alla ricerca della banda partigiana di Federico Barbaranelli, alle dipendenze del Comando di zona del PCI: dalla guerriglia che ne seguì, morirono quarantasei partigiani e un numero imprecisato di tedeschi. Questi ultimi decisero, dunque, di mettere a ferro e fuoco il paese di Bieda poiché qui avveniva il rifornimento di armi, come confessato da un prigioniero. Il 29 ottobre 1943 i militari stranieri, dopo che l’uomo riuscì a fuggire, circondarono il paese, si fecero riconsegnare il fuggitivo, catturarono alcuni abitanti e li fucilarono. Nella stessa giornata venne ucciso, nella zona di Pian Gagliardo, il carabiniere ausiliario Pietro Della Malva; nel rastrellamento perse la vita anche un giovane aviere sbandato originario di Orgosolo (Nuoro), Andrea Salis. In totale, furono giustiziate quattordici persone. Vennero imprigionati anche altri uomini, circa un centinaio, alcuni dei quali furono deportati in Germania.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Blera
Indirizzo: via Roma, 6
Comune: Blera
Provincia: Viterbo (VT)
Regione: Lazio
Coordinate geografiche: Latitudine 42.27474 – Longitudine 12.02575

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Tag:

FONTI

Sitografia
ITE Paolo Savi Viterbo, Lapide in memoria delle 14 vittime del rastrellamento di Blera (VT), scheda pubblicata sul sito www.pietredellamemoria.it consultato il 21/7/2023

A. Osti Guerrazzi, Blera (Bieda), 29 ottobre 1943, scheda pubblicata sul sito www.straginazifasciste.it consultato il 21/7/2023

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 29/10/1943

Cognome / Nome: Angeli Domenico; Manfredi Angelo; Gnocchi Antonio; Iannicoli Vincenzo; Polidori Angelo; Truglia Giuseppe; Milli Giovanni Battista; Galli Giovanni Battista; Piccini Riccardo; Mantovani Francesco; Salis Andrea; Della Malva Pietro; Vanni Giovanni; Sandoletti Gabriele

Formazioni d’appartenenza: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte 

Data lapide: 29/11/1944

Autore: non conosciuto. Sappiamo solo che la lapide venne commissionata dal Comune di Blera e dal locale Comitato di liberazione nazionale

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

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LAPIDE IN MEMORIA DELLE QUATTORDICI VITTIME DEL RASTRELLAMENTO DI BLERA

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LAPIDE DEDICATA A RICCARDO BAUER A MILANO – NIGUARDA

LAPIDE DEDICATA A RICCARDO BAUER A MILANO – NIGUARDA

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LAPIDE DEDICATA A RICCARDO BAUER A MILANO – NIGUARDA

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La targa in marmo, di formato rettangolare, è appesa alla parete di un edificio in piazzale Cadorna. Su di essa si legge l’iscrizione incisa, in lettere capitali “IN QUESTA CASA / DIMORÒ CON LA FAMIGLIA NATALE / PER OLTRE UN CINQUANTENNIO / RICCARDO BAUER / MILANO 6-1-1896 15-10-1982 / DALLA GUERRA 1915-1918 AFFRONTATA / NEGLI IDEALI DEL RISORGIMENTO / DAL LUNGO CARCERE E CONFINO / DALLA LOTTA DI LIBERAZIONE PER LA DEMOCRAZIA E LA REPUBBLICA / QUI SEMPRE RITORNÒ PER RINCUORARE I FAUTORI / DI GIUSTIZIA E LIBERTÀ / LA CITTADINANZA POSE IL 15 OTTOBRE 1984”. Riccardo Bauer nacque a Milano il 6 gennaio 1896, da padre boemo e madre italiana. Combattente al fronte durante la Prima Guerra Mondiale, ferito più volte, nel 1920 si laureò presso l’Università Bocconi e, nello stesso anno, divenne segretario del Museo sociale della Società umanitaria. Sin dall’ascesa del fascismo fece strenua opposizione al regime, specialmente con articoli sul giornale Il Caffè e tramite la collana di pamphlets Nuova Libertà: per tale attività antifascista venne confinato a Ustica e Lipari per due anni.

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Tornato a Milano, fu tra gli ideatori e tra i primi esponenti di spicco del movimento “Giustizia e libertà”: arrestato nel 1930, fu condannato a vent’anni di reclusione dal Tribunale Speciale, e trasferito di volta in volta nelle carceri di Brescia, Genova, Alessandria, Roma e Ventotene, fino a che fu liberato dopo la caduta del regime fascista, nel luglio 1943. Aderì, dunque, al neonato Partito d’azione, venendo eletto membro dell’esecutivo centrale; a Roma divenne membro del Comitato centrale di liberazione nazionale e del comitato militare, a fianco di Luigi Longo e Sandro Pertini. Al termine della guerra, Bauer decise di ritirarsi dalla politica attiva, dedicandosi da quel momento all’opera di educazione civile e sociale, ritornando nel seno della Società umanitaria. Autore di numerosi testi e scritti (come, per esempio, Alla ricerca della libertà del 1957, L’antifascismo e la Resistenza. Origini, realtà, significato del 1973, ABC della democrazia del 1980). Riccardo Bauer si è spento a Milano il 14 ottobre 1982, all’età di ottantasei anni; il suo nome è ricordato nel Famedio di Milano.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Milano – Niguarda
Indirizzo: piazzale Cadorna, 4
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia 
Coordinate geografiche: Latitudine 45.46906 – Longitudine 9.17772

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FONTI

Bibliografia
Bauer, Riccardo (ad vocem), in «Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza», vol. I A-C, Milano, La Pietra, 1968, p. 264

G. Fiori, Casa Rosselli. Vita di Carlo e Nello, Amelia, Marion e Maria, Torino, Einaudi, 1999, passim

Sitografia
Riccardo Bauer, scheda pubblicata sul sito www.chieracostui.com consultato il 22/7/2023

Riccardo Bauer, profilo biografico pubblicato sul sito www.storiaxxisecolo.it consultato il 22/7/2023

G. Sircana, Bauer, Riccardo, profilo biografico pubblicato sul sito www.treccani.it consultato il 22/07/2023

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: Resistenza

Cognome / Nome: Bauer Riccardo

Formazioni d’appartenenza: movimento “Giustizia e libertà”, Partito d’azione

Data lapide: 15/10/1984

Autore: non conosciuto

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

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LAPIDE DEDICATA A RICCARDO BAUER A MILANO – NIGUARDA

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LAPIDE IN MEMORIA DI ANGELO POLETTI A MILANO – LAMPUGNANO

LAPIDE IN MEMORIA DI ANGELO POLETTI A MILANO – LAMPUGNANO

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LAPIDE IN MEMORIA DI ANGELO POLETTI A MILANO – LAMPUGNANO

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La lapide, una lastra in bronzo delle dimensioni di circa 1,5 m (altezza) × 1 m (larghezza), è finemente lavorata a bassorilievo. Essa mostra, in basso a destra, un ritratto del partigiano Angelo Poletti, visto frontalmente, con lo sguardo serio e penetrante rivolto all’orizzonte. La parte sinistra della stele è interamente occupata da una sorta di Pietà laica, due dolenti – uno inginocchiato e uno stante – che sorreggono e ostendono il cadavere di un uomo nudo che ha le gambe strette nella morsa di un filo spinato simile a una pianta rampicante. In alto a destra campeggia l’iscrizione “A ANGELO POLETTI / NEL II° ANNIVERSARIO / DEL SUO ARRESTO / I COMPAGNI / DELLA 44.A BRIG.TA / MATTEOTTI / DEDICANO / 19. MAG. 1946”. Tre dei quattro lati della lapide sono cinti da un ramo di edera, anch’esso in bronzo, simbolo di immortalità e strenua fedeltà; alla base sono ubicati due lumini perpetui, un vasetto e la scritta “L’ASSOCIAZIONE G.F. DI A.C. / IMMACOLATA / A / PERENNE RICORDO”. Angelo Poletti, nome di battaglia “Lino”, operaio meccanico specializzato dell’Isotta Fraschini di piazzale Lotto, nacque a Linate al Lambro (Milano) il 20 giugno 1912. Convinto antifascista, nel 1934 venne in contatto con i socialisti del “Centro interno”, fondato a Milano da Rodolfo Morandi, e diede così vita a gruppi clandestini nella zona di Porta Magenta e all’interno dell’azienda dove lavorava; fu, tra gli altri, uno degli organizzatori degli scioperi del marzo 1943 e, dopo il 25 luglio di quell’anno, dell’occupazione della fabbrica. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, aderì convintamente alla Resistenza, raggiungendo in Piemonte, in Val d’Ossola, la formazione partigiana guidata da Filippo Beltrami. Successivamente, rientrato a Milano, diventò il primo comandante della 45ª brigata “Matteotti”, operativa nella zona di Porta Magenta, con sede presso la Cooperativa di Lampugnano. Nonostante il suo trasferimento in città, rimase in contatto con le bande partigiane di montagna, provvedendo a far riparare le armi in una piccola officina in via Anfiteatro. Qui, il 5 marzo 1944, fu sorpreso dai fascisti; durante la fuga in bicicletta, venne ferito a una gamba e catturato; rinchiuso nel carcere di San Vittore, venne torturato per giorni, senza che i nazifascisti riuscissero a ottenere informazioni da lui. Il mattino del 10 agosto 1944 fu fucilato per rappresaglia, assieme ad altri partigiani, a piazzale Loreto.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Milano – Lampugnano
Indirizzo: via Trenno, 11 
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.48692 – Longitudine 9.12846

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Tag:

FONTI

Bibliografia
Poletti, Angelo (ad vocem), in «Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza», vol. IV N-Q, Milano, La Pietra, 1984, p. 664

Sitografia
U. Murri, Lapide in memoria di Angelo Poletti a Lampugnano – Milano, scheda pubblicata sul sito https://www.pietredellamemoria.it/ consultato il 9/7/2023

Angelo Poletti, profilo biografico pubblicato sul sito https://www.anpi.it/ consultato il 9/7/2023

Poletti Angelo (Lino), profilo biografico pubblicato sul sito https://anpimilano.com/ consultato il 9/7/2023

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 10/8/1944 

Cognome / Nome: Poletti Angelo 

Formazioni d’appartenenza: Centro socialista interno, formazione partigiana di Filippo Beltrami, 45ª brigata “Matteotti”

Data lapide: 19/5/1946 

Autore: non conosciuto 

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

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LAPIDE IN MEMORIA DI ANGELO POLETTI A MILANO – LAMPUGNANO

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