STRADA INTITOLATA A NATALE COLARICH A MUGGIA

STRADA INTITOLATA A NATALE COLARICH A MUGGIA

STRADA INTITOLATA A NATALE COLARICH A MUGGIA

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

Natale Colarich nacque a Muggia (Trieste), comune situato più a sud della regione Friuli Venezia Giulia ed ex cittadina dell’Istria, il 24 dicembre 1908. Di professione calzolaio e di fede comunista, durante gli anni della dittatura fascista prese parte con convinzione alle attività clandestine contro il regime mussoliniano, fungendo da tramite tra il Centro interno e quello all’estero del Partito comunista. Operò, altresì, nel divulgare tra la popolazione di lingua slovena e croata la propaganda antifascista. Espatriato in Austria, Svizzera e Francia, successivamente arrestato dai fascisti nell’estate del 1932, nel 1933 venne condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato a dodici anni di carcere, che Natale scontò prima nella prigione di Civitavecchia (Roma) e, in un secondo momento, con il confino nell’isola di Ventotene, nel mar Tirreno. Scarcerato a seguito della caduta del 25 luglio 1943 della dittatura mussoliniana, dopo l’armistizio dell’8 settembre fu tra i promotori e gli organizzatori della Guerra di liberazione nella regione della Venezia Giulia: con il soprannome “Bozo” capitanò e guidò Gruppi di azione patriottica triestini.

Leggi di più

Fermato dai nazifascisti a seguito di una denuncia di un tal Visentin, venne portato nel campo di concentramento nazista della Risiera di San Sabba (Trieste), dove venne sottoposto ripetutamente a estenuanti interrogatori e brutali sevizie. Qui, nel cosiddetto campo della morte annesso al forno crematorio, il partigiano Colarich venne fucilato dai tedeschi il 18 giugno 1944, all’età di trentacinque anni.

Il 12 febbraio 1992 Natale è stato insignito della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Scontati 12 anni di carcere al confine, cui era stato condannato dal Tribunale speciale, rientrava a Trieste e partecipava animosamente alla lotta di liberazione. Patriota di sicura fede, già duramente provato per la sua dedizione all’Italia ed alla Libertà, subito dopo l’armistizio si distingueva nello organizzare la resistenza contro l’invasore tedesco. In circostanze pericolose e nell’esecuzione di temerarie azioni, forniva sicure prove di valore. Caduto in mani tedesche per delazione slava, lungamente e barbaramente torturato, nulla rivelava sulla organizzazione partigiana, sempre mantenendo nobile e fiero contegno. Prelevato dal carcere dai nazisti fu nuovamente seviziato e messo a morte”.

A Muggia, suo paese d’origine, una via è stata intitolata a Natale Colarich.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Muggia
Indirizzo: via Natale Colarich
Comune: Muggia
Provincia: Trieste (TS) 
Regione: Friuli Venezia Giulia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.59518 – Longitudine 13.77264

U

 

Tag:

FONTI

Sitografia

Colarich Natale, scheda pubblicata sul sito www.quirinale.it consultato il 18/3/2025

Colarich Natale, profilo biografico pubblicato sul sito anppia.it consultato il 18/3/2025

Natale Colarich, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 18/3/2025

p

ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 18/6/1944

Cognome / Nome: Colarich Natale

Formazioni d’appartenenza: Partito comunista; Gruppi di azione patriottica triestini

Data lapide: non determinabile

Autore: non determinabile

Note: cartello visibile e liberamente accessibile

contatti

STRADA INTITOLATA A NATALE COLARICH A MUGGIA

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.

CIPPO COMMEMORATIVO A MEMORIA DELL’ECCIDIO DI COLLE PINETA A PESCARA

CIPPO COMMEMORATIVO A MEMORIA DELL’ECCIDIO DI COLLE PINETA A PESCARA

CIPPO COMMEMORATIVO A MEMORIA DELL’ECCIDIO DI COLLE PINETA A PESCARA

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 in Abruzzo, a Chieti, nacque una formazione partigiana attiva principalmente nell’Appennino abruzzese, alle pendici sud-orientali della Maiella, nella zona chietina di Palombaro: la banda “Palombaro”, formata da un nucleo militare e da uno civile. In costante collegamento con gli alleati angloamericani, i resistenti della “Palombaro” trassero in salvo parecchi prigionieri fuggiti da campi abruzzesi e marchigiani. Non mancarono, altresì, combattimenti e scontri armati con i nazifascisti: in una di queste operazioni di guerriglia, il 2 ottobre 1943 due tedeschi vennero uccisi mentre un terzo, riuscito a scappare, riparò a Sulmona (L’Aquila). Due giorni dopo, il 4 ottobre, i reparti delle forze armate della Wehrmacht passarono al contrattacco con una violenta rappresaglia: alcuni partigiani si unirono agli angloamericani o si rifugiarono in montagna, mentre altri andarono alla spicciolata a Chieti. Bersaglio delle retate naziste pure nei giorni seguenti, la banda “Palombaro” si sciolse il 13 ottobre. 

Leggi di più

Frattanto, agli inizi di dicembre 1943, giunse a Chieti Pietro Caruso (1899-1944), questore di Roma durante l’occupazione nazista.

Con la collaborazione dei tedeschi e di Mario Fioresi, capo della polizia ausiliaria di Chieti, iniziò una feroce repressione politica con l’incarcerazione e l’uccisone di numerosi ex resistenti o presunti tali. Tra gennaio e febbraio 1944 una ventina di partigiani vennero imprigionati e sottoposti a brutali sevizie; dodici di questi, poi consegnati ai nazisti, furono processati sommariamente a Chieti e condannati all’esecuzione capitale. Nove di loro vennero fucilati a Pescara, in strada Colle Pineta, l’11 febbraio 1944.

Siamo a conoscenza delle identità dei giovani martiri abruzzesi; alcuni di loro vennero insigniti di onorificenze alla memoria, come la medaglia d’oro o di bronzo e la croce di guerra al valor militare. Pietro Cappelletti, figlio di Severino Cappelletti e Berenice Donatelli, nacque nel 1915 a San Giovanni Teatino (Chieti); di professione operaio meccanico, lavorò dapprima con la ditta “Camplone” di Pescara, poi con la “Calvi” di Chieti, per emigrare successivamente per qualche anno in Germania. Sposato e padre di famiglia, fu di ideali socialisti e aderì convintamente alla Resistenza. Nicola Cavorso (Chieti 1920), figlio di Nicola Cavorso e Amalia D’Aloisio, diplomatosi al liceo scientifico “Filippo Masci” e laureando in matematica e fisica all’Università di Roma, fece parte del Comitato provinciale di liberazione nazionale di Chieti come rappresentante del Partito d’azione. Beniamino Di Matteo (Chieti 1926), figlio di Nicola Di Matteo e Domenica Romano, studente dell’istituto industriale, lottò nella Guerra di liberazione con il nome di battaglia “Massimo”. Raffaele Di Natale, nato a Palombaro (Chieti) nel 1913, figlio di Raffaele Di Natale e Maria Raiteri, di professione venditore ambulante, sposato e con due figlie, conosceva bene la zona e aiutò molti ex prigionieri alleati a passare il fronte: per tale motivo, venne barbaramente e ripetutamente torturato con maggior ferocia rispetto ai compagni. Stelio Falasca (Chieti 1926), figlio di Nicola Falasca e Pellegrina Pellegrini, fu studente al liceo ginnasio “Giovanni Battista Vico” e amico d’infanzia di Beniamino Di Matteo. Aldo Grifone (Chieti 1925), figlio di Giustino Grifone e Giulia Roccioletti, fu elettricista di ideali socialisti, militante della banda “Palombaro” assieme ai tre fratelli maschi. Alfredo Grifone (Chieti 1920), fratello di Aldo, di professione operaio elettromeccanico, combatté nella Resistenza col soprannome “Mario”. Vittorio Mannelli (Chieti 1920), figlio di Tito Mannelli e Giovina Sciocchetti, soprannominato “Musulin” poiché era il capo indiscusso dei giovani antifascisti del quartiere, fu probabilmente un pugile. Aldo Sebastiani (Chieti 1926), figlio di Attilio Sebastiani e Iolanda Miscia, era un apprendista meccanico. 

A Pescara, nel luogo in strada Colle Pineta dove vennero ammazzati i nove partigiani, alla fine del 1944 venne eretto, per volere dei parenti delle vittime dell’eccidio, un cippo commemorativo, oggi inglobato all’interno del cortile della scuola primaria intitolata “11 aprile 1944”. Il monumento in pietra e marmo grigi, dalle linee sobrie e austere, è costituito da una scarna cappelletta priva di decorazioni; sul basamento si leggono, a sinistra, i nomi dei giovani martiri, a destra l’iscrizione a lettere capitali “TRUCIDATI DAI / TEDESCHI S’IMMOLARONO / PER LA LIBERTÀ D’ITALIA / L’11 FEBBRAIO 1944 / I FAMIGLIARI / A RICORDO POSERO”. In epoca recente, è stata aggiunta una lastra in plexiglas con serigrafati i nomi delle nove vittime della barbarie nazista. 

Il 25 aprile 1997 a Chieti, sulla facciata principale del polo tecnico della Provincia di Chieti, in via Discesa delle Carceri 1, è stata appesa una lapide rettangolare in marmo bianco a memoria dei martiri della strage di Colle Pineta: in questo edificio, infatti, vennero imprigionati e processati i giovani partigiani.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Pescara
Indirizzo: strada Colle Pineta, 18
Comune: Pescara
Provincia: Pescara (PE)
Regione: Abruzzo
Coordinate geografiche: Latitudine 42.44970 – Longitudine 14.22788

U

 

Tag:

FONTI

Sitografia

Giovanni Carlucci (Chieti), Cippo ai nove partigiani caduti a Colle Pineta – Pescara, scheda pubblicata sul sito www.pietredellamemoria.it consultato il 30/3/2025

N. Palombaro, Colle Pineta Pescara 11-2-1944, scheda pubblicata sul sito www.straginazifasciste.it consultato il 30/3/2025

F. Paziente, I Martiri partigiani di Colle Pineta, scheda pubblicata sul sito www.brigatamaiellasvp.it consultato il 30/3/2025

p

ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 11/2/1944

Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte

Formazioni d’appartenenza: banda “Palombaro”

Data opera: 1944

Autore: non conosciuto 

Note: cippo visibile e non liberamente accessibile. Orari contingentati in base alle aperture della scuola

contatti

CIPPO COMMEMORATIVO A MEMORIA DELL’ECCIDIO DI COLLE PINETA A PESCARA

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.

MONUMENTO IN RICORDO DI SALVATORE AURIA A SOMMATINO

MONUMENTO IN RICORDO DI SALVATORE AURIA A SOMMATINO

MONUMENTO IN RICORDO DI SALVATORE AURIA A SOMMATINO

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

Figlio di Benedetto Auria e di Nunzia Ribellino, Salvatore Auria nacque a Sommatino (Caltanissetta) il 18 ottobre 1916. Di ideali antifascisti, nel 1936 fu arrestato come sovversivo e mandato al confino sull’isola di San Nicola, nell’arcipelago delle Tremiti (Puglia). Rilasciato dopo la caduta del regime mussoliniano nel luglio 1943, non potendo tornare in Sicilia, andò con un compagno in Emilia Romagna, nella zona del Forlivese. Qui, con la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943, Salvatore fu tra i più ferventi promotori della Resistenza, e venne messo a capo di un battaglione dell’8a brigata d’assalto “Garibaldi”: il gruppo “Salvatore”, una formazione di montagna. Con il nome di battaglia “Giulio”, combatté eroicamente contro i nazifascisti. Salvatore Auria venne ucciso a Strabatenza, oggi frazione di Bagno di Romagna (provincia di Forlì Cesena), il 21 aprile 1944, durante un violento rastrellamento tedesco: aveva ventisette anni. 
Il combattente siciliano venne insignito dell’onorificenza della Medaglia d’argento al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Perseguitato politico reduce dal carcere e dal confino, fin dal settembre 1943 intraprendeva la lotta clandestina per la libertà della Patria. 

Leggi di più

Nominato commissario di guerra partigiana conduceva valorosamente i suoi uomini alle più ardite gesta arrecando con la sua audacia considerevoli danni all’organizzazione nemica. Durante un furioso attacco sferrato dai tedeschi con abbondanza di uomini e di mezzi, portatosi coraggiosamente ove più ferveva la mischia, trascinava la sua formazione in un incontenibile contrattacco che scompigliava le orde nemiche. Una raffica di mitra in pieno petto troncava la sua gloriosa esistenza”.

A Sommatino, suo paese d’origine, nel giardino di Villa Garibaldi è presente un monumento commemorativo a lui dedicato. Esso mostra, su di una lastra d’ottone a rilievo, Salvatore Auria a mezzobusto e di profilo, posto davanti a una bandiera italiana. La scultura è affissa a un masso di pietra scabra.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Sommatino
Indirizzo: giardino di Villa Garibaldi
Comune: Sommatino
Provincia: Caltanissetta (CL)
Regione: Sicilia
Coordinate geografiche: Latitudine 37.33589 – Longitudine 13.99118

U

 

Tag:

FONTI

Sitografia

Monumento a Auria, scheda pubblicata sul sito memo.anpi.it consultato il 20/3/2025

Partigiani Caltanissetta e provincia, articolo pubblicato sul sito anpisicilia.wordpress.com consultato il 20/3/2025

Salvatore Auria, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 20/3/2025

p

ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 21/4/1944

Cognome / Nome: Auria Salvatore

Formazioni d’appartenenza: gruppo “Salvatore” dell’8a brigata d’assalto “Garibaldi”

Data monumento: non determinabile

Autore: non conosciuto

Note: monumento visibile, ma non liberamente accessibile. Orari contingentati in base alle aperture del parco

contatti

MONUMENTO IN RICORDO DI SALVATORE AURIA A SOMMATINO

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.

TARGA IN MEMORIA DI CATERINA ZIMPOLINO MARTINELLI A ROMA

TARGA IN MEMORIA DI CATERINA ZIMPOLINO MARTINELLI A ROMA

TARGA IN MEMORIA DI CATERINA ZIMPOLINO MARTINELLI A ROMA

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

Il 26 marzo 1944 il generale tedesco Kurt Mälzer, comandante della piazza di Roma occupata dai nazisti, emise un’ordinanza che riduceva di cinquanta grammi la razione giornaliera di pane, portandola così a cento grammi. Tale ennesimo sopruso diede vita a manifestazioni spontanee in numerosi quartieri dell’Urbe, con le donne che si riunivano a protestare vivacemente fuori dai forni; le azioni di rivendicazione popolare, appoggiate dai combattenti della Resistenza, confluirono spesso in veri e propri assalti ai panifici e ai depositi di farina, presidiati dai nazifascisti, con conseguenti azioni violente di repressione. L’ultima vittima innocente della follia nazifascista fu presso un panificio della borgata di Tiburtino III: si chiamava Caterina Zimpolino Martinelli.

Caterina Zimpolino nacque ad Andria (Barletta-Andria-Trani) il 14 aprile 1904, figlia di Savino Zimpolino e Angela Di Gioia. Sposò Giuseppe Martinelli, militante del Partito comunista italiano impegnatosi nel diffondere clandestinamente copie del quotidiano “l’Unità”. Ebbero sei figlie e vissero a Roma.

Leggi di più

La mattina del 3 maggio 1944 uscì presto di casa con in braccio la più piccola delle figlie, ancora lattante, e si diresse verso il forno più vicino a casa, nel quartiere Tiburtino III; assieme ad altre donne, non appena vide il garzone portare il pane, si impossessò di uno sfilatino di pane. Visto l’accaduto, una guardia fascista della Polizia dell’Africa italiana fece fuoco sulle malcapitate e colpì Caterina alla tempia: morì sul colpo e cadde a terra sulla figlioletta, sopravvissuta ma rimasta con la spina dorsale lesionata. Questa madre di famiglia aveva quarant’anni. Il giorno successivo alla sua barbara uccisione, sul selciato ancora imbrattato del sangue di Caterina, venne deposto un cartello con una scritta dettata dal poeta Mario Socrate, “Qui i fascisti hanno ammazzato / Caterina Martinelli / una madre che non poteva / sentir piangere dalla fame / tutti insieme / i suoi figli”.

Nel 1999, nel punto in cui la donna è stata uccisa, in via del Badile, è stata appesa una lapide in marmo di formato rettangolare, con incisa l’iscrizione a lettere capitali “IL 2 MAGGIO 1944 IN QUESTO LUOGO DURANTE / UN ASSALTO AL FORNO PER CERCARE IL PANE PER I SUOI FIGLI / VENNE UCCISA DALLA VIOLENZA FASCISTA / CATERINA MARTINELLI / IO NON VOLEVO CHE UN PO’ DI PANE PER I MIEI BAMBINI / NON POTEVO SENTIRLI PIANGERE TUTTI E SEI INSIEME / NEL 55° ANNIVERSARIO LA Va CIRCOSCRIZIONE”. Essa presenta un refuso, perché la data corretta del triste avvenimento è il 3 maggio 1944. Poco distante da lì, in via dell’Erpice 26, il 12 dicembre 2024 è stato inaugurato un murale del giovane artista Edoardo Ettorre (1994), dedicato alla memoria di Caterina Martinelli a ottant’anni dalla sua morte. Esso fa parte del progetto “L’arte non ha sbarre”, che ha previsto una serie di laboratori e la realizzazione di murales dentro e fuori il carcere romano di Rebibbia, così da mettere in luce l’importanza delle attività formative e rieducative dei giovani e delle giovani dentro le case circondariali. L’opera esterna è, giustappunto, il murale di Ettorre, giocato sulle sfumature del bianco, del nero e del grigio, raffigurante con un linguaggio genuino e immediato Caterina di spalle, con in braccio la bimba, fuori da un forno.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Roma
Indirizzo: via del Badile, all’angolo con via dell’Erpice
Comune: Roma
Provincia: Roma (RM)
Regione: Lazio
Coordinate geografiche: Latitudine 41.91358 – Longitudine 12.56207

U

 

Tag:

FONTI

Bibliografia

C. Capponi, Con cuore di donna, Milano, il Saggiatore, 2000, pp. 243-247

C. De Simone, Roma città prigioniera. I 271 giorni dell’occupazione nazista (8 settembre ’43 – 4 giugno ’44), Milano, Mursia, 1994, pp. 130, 196

Sitografia

Caterina Martinelli, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpibat.it consultato il 8/2/2025

L. Liverani, L’arte non ha sbarre: murales fuori e dentro al “femminile” di Rebibbia, articolo pubblicato sul sito www.avvenire.it consultato il 8/2/2025

 

p

ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 3/5/1944

Cognome / Nome: Martinelli Caterina

Formazioni d’appartenenza: non determinabile

Data lapide: 1999

Autore: non conosciuto. Sappiamo solo che la targa è stata commissionata dalla V Circoscrizione (oggi IV Municipio) del Comune di Roma

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

contatti

TARGA IN MEMORIA DI CATERINA ZIMPOLINO MARTINELLI A ROMA

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.

LASTRA IN RICORDO DI SILVANO MARTININI A MILANO

LASTRA IN RICORDO DI SILVANO MARTININI A MILANO

LASTRA IN RICORDO DI SILVANO MARTININI A MILANO

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

Silvano Martinini, figlio di Ettore Martinini e Ardilia Bardoli, nacque il 13 maggio 1923 a Milano, dove abitò in via Nicola Palmieri, al numero civico 6. Si sposò ed ebbe due figlie. Di ideali antifascisti, il 27 settembre 1941 entrò a far parte del corpo dei Vigili del fuoco della città. Dal settembre 1943 militò nella 47a brigata d’assalto “Garibaldi” di stanza in Veneto; successivamente, combatté in Piemonte, nella zona del Canavese. Il 5 settembre 1944, dando avvio all’Operazione Strassburg, volta all’eliminazione dei partigiani e all’occupazione dei punti strategici nelle vicinanze dei valichi alpini, i nazifascisti attaccarono i resistenti sul monte Soglio (Torino). Il 9 settembre Giovanni Picat Re soprannominato “Perotti” (1917-1989), tra i primi organizzatori della Resistenza nelle valli di Lanzo e comandante della 4a divisione “Garibaldi” nel Canavese, inviò in soccorso degli uomini del monte Soglio tre partigiani esperti, incaricati del trasporto di una mitraglia pesante: Silvano Martinini, l’operaio e alpino Aldo Grivet Ciach “Fulmine” e il muratore Giuseppe Ronco (nome di battaglia “Krik”). Giunti in cima, vennero catturati dai fascisti, che li portarono al comando di Pratiglione (Torino), dove furono sottoposti a interrogatori e torture. I tre martiri della Liberazione vennero fucilati l’11 settembre 1944: Silvano aveva solo 21 anni. 

Fuori dalla casa natale milanese di Silvano Martinini è appesa una lastra in porfido con la sua foto in bianco e nero; è altresì incisa un’iscrizione a lettere capitali, oggi leggibile a fatica, che recita “13-5-1923 11-9-1944 / SILVANO MARTININI / PATRIOTA / FUCILATO DALLE ORDE NAZIFASCISTE / A PRATIGLIONE / A PERENNE RICORDO”. 

Sempre a Milano, il suo nome compare nella monumentale lapide in marmo nero in memoria dei Vigili del fuoco caduti, in via Giulio Cesare Procaccini 6, all’interno del Comando provinciale dei Vigili del fuoco. 

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Milano
Indirizzo: via Nicola Palmieri, 6
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.43495 – Longitudine 9.17482

U

 

Tag:

FONTI

Bibliografia

G. Deiana, Il sole risplenderà su di noi domani. La Resistenza nel quartiere Stadera e dintorni. Un segmento della lotta di Liberazione a Milano, Milano, Biblion, 2021, pp. 161-162

F. Ghiringhelli (a cura di), Antifascismo e Resistenza a Milano in zona 5, Milano, FGP, s.d., p. 87

Sitografia

F. Brunetta, La storia di Fulmine, Krik e Silvano, caduti a Pratiglione, articolo pubblicato sul sito www.anpisanmauriziocanavese.it consultato il 18/1/2025

Scheda biografica del Caduto Partigiano, scheda pubblicata sul sito anpimilano.com consultato il 18/1/2025

Silvano Martinini, scheda pubblicata sul sito www.chieracostui.com consultato il 18/1/2025

p

ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 11/9/1944

Cognome / Nome: Martinini Silvano

Formazioni d’appartenenza: 47a brigata d’assalto “Garibaldi”

Data lapide: non determinabile

Autore: non conosciuto

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

contatti

LASTRA IN RICORDO DI SILVANO MARTININI A MILANO

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.