PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI FRANCESCO MOSCHETTINI A MILANO

PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI FRANCESCO MOSCHETTINI A MILANO

PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI FRANCESCO MOSCHETTINI A MILANO

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

La pietra d’inciampo reca, sulla lastra in ottone visibile, l’iscrizione a lettere capitali “QUI ABITAVA / FRANCESCO MOSCHETTINI / NATO 1914 / ARRESTATO 21.9.1944 / DEPORTATO / MAUTHAUSEN / ASSASSINATO 24.1.1945 / GUSEN”.

Francesco Moschettini nacque in Puglia, a Ginosa (Taranto), il 21 novembre 1914. Trasferitosi a Milano, si laureò al Politecnico in Ingegneria elettrotecnica. Arruolatosi nella Marina militare, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 passò nel 52° corpo dei Vigili del fuoco e militò convintamente nella Resistenza, aderendo al corpo Volontari della libertà. Collaborando con Enzo Boeri (1914-1960, fisiologo e organizzatore di un centro di informazioni collegato all’americano Office of strategic services, responsabile del servizio informazioni del corpo Volontari della libertà), Moschettini installò, nei sotterranei del Politecnico, un centro radio clandestino e un centralino telefonico, aggirando così il controspionaggio nazista e fornendo dati e notizie al Comitato di liberazione nazionale Alta Italia. Nel medesimo periodo, procurò anche armi e munizioni per i combattenti partigiani. Venne arrestato a Milano il 21 settembre 1944, a seguito di una spiata, e l’11 novembre fu deportato nel campo di transito di Bolzano, con il numero di matricola 6130. Pochi giorni dopo, il 20 novembre, venne spostato nel lager austriaco di Mauthausen; Moschettini morì nel sottocampo di Gusen il 24 gennaio 1945, a nemmeno trentun anni. 

La pietra d’inciampo qui descritta è posta all’esterno della dimora milanese di Francesco Moschettini.

Stefano Balbiani

 

Localizzazione

Località: Milano
Indirizzo: via Mario Giuriati, 17
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.46389 – Longitudine 9.22329

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FONTI

Bibliografia

D. Venegoni, Uomini, donne e bambini nel lager di Bolzano. Una tragedia italiana in 7809 storie individuali, Milano, Mimesis, 2005, p. 269

Sitografia

Francesco Moschettini, profilo biografico pubblicato sul sito https://www.pietredinciampo.eu/portfolio/francesco-moschettini/ consultato il 9/10/2024

U. Murri, Pietra di inciampo in memoria di Francesco Moschettini – Milano, scheda pubblicata sul sito www.pietredellamemoria.it consultato il 9/10/2024 

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: arresto 21/9/1944

Cognome / Nome: Moschettini Francesco

Formazioni d’appartenenza: corpo Volontari della libertà

Data pietra d’inciampo: 31/1/2019

Autore: Demnig Gunter

Note: pietra d’inciampo visibile e liberamente accessibile

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PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI FRANCESCO MOSCHETTINI A MILANO

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PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI EZIO SETTI A MILANO

PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI EZIO SETTI A MILANO

PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI EZIO SETTI A MILANO

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

La pietra d’inciampo reca, sulla lastra in ottone visibile, l’iscrizione “QUI ABITAVA / EZIO SETTI / NATO 1887 / ARRESTATO 11.3.1944 / DEPORTATO / MAUTHAUSEN / ASSASSINATO 11.9.1944”.

Ezio Setti nacque il 18 ottobre 1887 a Marco, frazione di Rovereto (Trento), figlio di due irredentisti, Sebastiano Setti e Maria Aste. Allo scoppio della Grande guerra la famiglia Setti, rifiutatasi di sfollare in Boemia, si rifugiò a Bergamo. Ritornato a Marco nel 1919, Ezio fu eletto sindaco della cittadina trentina, e si occupò in prima linea della ricostruzione a seguito delle devastazioni della guerra; qui si sposò con Veronica Vaccari, divenendo padre di un figlio e tre figlie. Convinto socialista, con l’ascesa del fascismo Ezio Stetti fu costretto a trasferirsi a Milano con la famiglia, dove lavorò come controllore meccanico alle officine aeronautiche Caproni di Taliedo. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, aderì fattivamente alla Resistenza, prendendo anche parte allo sciopero generale del 1° marzo 1944. Arrestato in casa propria dai repubblichini della Repubblica sociale italiana l’11 marzo 1944, con l’accusa di aver partecipato alla protesta delle fabbriche, venne incarcerato a San Vittore, trasferito a Bergamo e, di lì, deportato a Mauthausen, dove arrivò il 20 marzo 1944. Dopo essere stato spostato nei sottocampi di Wien Schwechat e Gusen, fece ritorno a Mauthausen, dove venne ucciso all’alba dell’11 settembre 1944, con il numero di matricola 59139. Il 25 aprile 1972 l’allora sindaco di Milano, Aldo Aniasi, conferì una medaglia d’oro a Ezio Setti a nome della città.

La pietra d’inciampo è stata posta nel 2019 di fronte all’abitazione milanese di Ezio.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Milano
Indirizzo: viale Corsica, 43
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.46257 – Longitudine 9.22992

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FONTI

Sitografia

U. Murri, Pietra d’inciampo in memoria di Ezio Setti – Milano, scheda pubblicata sul sito www.pietredellamemoria.it consultato il 5/8/2024

Ezio Setti, profilo biografico pubblicato sul sito www.pietredinciampo.eu consultato il 5/8/2024

Ezio Setti, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 5/8/2024

Setti Ezio, scheda biografica pubblicata sul sito www.labstoriarovereto.it consultato il 5/8/2024

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: arresto 11/3/1944

Cognome / Nome: Setti Ezio

Formazioni d’appartenenza: socialista

Data pietra d’inciampo: 31/1/2019

Autore: Demnig Gunter

Note: pietra d’inciampo visibile e liberamente accessibile

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PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI EZIO SETTI A MILANO

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MONUMENTO “PAGINA DELLA MEMORIA” DEDICATO AI PARTIGIANI GIUSTIZIATI A CAMPO GIURIATI A MILANO

MONUMENTO “PAGINA DELLA MEMORIA” DEDICATO AI PARTIGIANI GIUSTIZIATI A CAMPO GIURIATI A MILANO

MONUMENTO “PAGINA DELLA MEMORIA” DEDICATO AI PARTIGIANI GIUSTIZIATI A CAMPO GIURIATI A MILANO

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

Il monumento è costituito da due lamiere in acciaio inox lucidato e riflettente (altezza 250 cm, larghezza 130 cm, spessore 4 mm), piegate e saldate assieme in maniera da formare un angolo di 120° simile a un libro aperto visto dalla parte esterna. Sul lato sinistro è presente una figura stilizzata con le braccia aperte e alzate al cielo, realizzata in acciaio cor-ten. La struttura, dal suggestivo nome “Pagina della memoria” che campeggia su ambo le lastre, riporta tagliate a laser sulla lamiera a destra e ricoperte all’interno di acciaio cor-ten trattato, le seguenti iscrizioni, a lettere capitali “CAMPO GIURIATI / PARTIGIANI FUCILATI / DURANTE LA RESISTENZA / 14 gennaio 1945 / BAZZONI SERGIO anni 18 / BOTTA RENZO “ 21 / CAPECCHI ARTURO “ 19 / FOLLI ATTILIO “ 18 / GIARDINO ROBERTO “ 22 / RICOTTI ROBERTO “ 20 / ROSSATO GIUSEPPE “ 22 / ROSSI LUCIANO “ 24 / SERRANI GIANCARLO “ 18 / 2 febbraio 1945 / CAMPEGI LUIGI anni 31 / MANDELLI FRANCO “ 20 / MANTOVANI VENERINO “ 43 / RESTI VITTORIO “ 58 / VOLPONES OLIVIERO “ 39 / 18 marzo 1945 / ARCALINI LUIGI anni 24 / COMBATTENTI PER LA LIBERTÀ / ANPI Zona 3”. 

Il monumento è stato inaugurato il 21 marzo 2015 come dono dell’ANPI Zona 3 al Comune di Milano, in occasione del 70° anniversario della fucilazione al Campo Giuriati di quindici combattenti della Resistenza. Esso è opera di Mauro Giuntini (Roma, 1948 – Milano, 2021), pittore, scultore e insegnante d’arte nelle scuole superiori, formatosi presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze con Afro Basaldella, diplomatosi nel 1973 all’Accademia di Brera come allievo di Alik Cavaliere. Tra le sue creazioni, si ricorda almeno la Vespa San Valentino, scultura in rame del 2004, donata nel 2013 al Museo Piaggio di Pontedera (Pisa).

Campo Giuriati è un impianto sportivo edificato nel 1929, tra la Città degli studi e l’ex comune di Lambrate, e formato da un campo da calcio, zone per l’atletica e campi da tennis; venne intitolato al calciatore Mario Giuriati, deceduto durante la Grande guerra.

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Nei primi mesi del 1945 esso fu teatro di tre esecuzioni di partigiani da parte delle Brigate nere. Il 14 gennaio vennero fucilati nove ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni, tutti appartenenti al IV e al V settore (zone Calvairate e Porta Romana) del Fronte della gioventù.

I giovani combattenti – Sergio Bazzoni, Renzo Botta, Arturo Capecchi, Attilio Folli, Roberto Giardino, Roberto Ricotti, Giuseppe Rossato, Luciano Rossi e Giancarlo Serrani – vennero catturati, tra Natale e Capodanno, dal battaglione Azzurro del maggiore Di Biasi; dopo essere stati torturati, il 10 gennaio furono trasportati al Palazzo di giustizia, dove il Tribunale straordinario di guerra fascista li condannò a morte durante un processo-farsa. 

Il 2 febbraio, invece, in un’altra mattanza i fascisti fucilarono i gappisti Franco Mandelli, Venerino Mantovani, Vittorio Resti, Oliviero Volpones e il loro comandante Luigi Campegi, dal 1944 a capo della 3a brigata d’assalto “Garibaldi GAP Egisto Rubini”. Nato a Tromello (Pavia) il 29 settembre 1913, di professione operaio, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 Campegi prese parte attivamente alla Guerra di liberazione; catturato dai nazifascisti nel dicembre 1943, riuscì presto a evadere dal carcere. Dopo aver trascorso un breve periodo in montagna, presso le formazioni valsesiane di Cino Moscatelli, ritornò a Milano e, il 13 gennaio 1945, incappò in un posto di blocco in viale Abruzzi e fu imprigionato a San Vittore. Il 30 gennaio venne condannato a morte assieme ai compagni gappisti, arrestati in precedenza; sul furgone che li conduceva a Campo Giuriati, Luigi Campegi e gli altri partigiani intonarono il canto popolare “Bandiera rossa”.

Il 18 marzo, infine, venne fucilato da alcuni militi della Legione autonoma mobile “Ettore Muti” l’operaio ventiquattrenne Luigi Arcalini. Nato a Voghera (Pavia) il 3 dicembre 1920, fu attivo come partigiano nell’Oltrepò, aderendo alla brigata “Crespi” con il nome di battaglia “Lince”. Trasferitosi a Milano, sopravvisse a un attentato che stava preparando assieme ad altri compagni: rimasto ferito, fu ricoverato all’Ospedale di Baggio dove, riconosciuto dai fascisti, venne catturato, processato sommariamente e mandato a morte. 

Il monumento del 2015 sostituisce un cippo preesistente, del gennaio 1954, ora rimosso; dietro alla struttura in acciaio è tuttora appesa al muro una lastra in marmo, inaugurata il 3 febbraio 1946, con incisa la scritta a lettere capitali “QUI CADDERO PER LA CAUSA / DELLA LIBERTA / IL 2 FEBBRAIO 1945 / CAMPEGI LUIGI / VOLPONES OLIVIERO / MANTOVANI VENERINO / RESTI VITTORIO / MANDELLI FRANCO”. 

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Milano
Indirizzo: via Carlo Pascal, 2, Parco della memoria
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.47826 – Longitudine 9.23144

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FONTI

Bibliografia

L. Borgomaneri, Giuriati, campo (ad vocem), in «Dizionario della Resistenza», a cura di E. Collotti, R. Sandri, F. Sessi, vol. II, Torino, Giulio Einaudi, 2001, p. 428 

C. De Biaggi, Storie resistenti. La memoria dei caduti per la Patria e per la Libertà. nelle lapidi e nei monumenti della Zona 4 di Milano, Milano, ANPI, 2008, pp. 70-72

E. Torriani, Campo Giuriati (ad vocem), in «Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza», vol. I A-C, Milano, La Pietra, 1968, p. 439

La memoria passo dopo passo. Storie di luoghi e persone Milano 1943-1945, a cura di S. Fogagnolo, P. Fossati, A. Quatela, Milano, OrMe, 2021, pp. 164-166

Milano memoria in cammino, a cura di ANPI e Libera Milano, Milano, s.e., s.d., pp. 67-68

Oltre il ponte (Storie e testimonianze della Resistenza in Zona 3). Porta Venezia, Città Studi, Ortica-Lambrate, a cura di R. Cenati, A. Quatela, Milano, ANPI Zona 3, 2009, pp. 68-70

Sitografia

anpi25aprile, Anpi dona un monumento alla Resistenza per il campo sportivo Giuriati, articolo pubblicato sul sito anpi25aprile.wordpress.com consultato il 20/8/2024

M. Castoldi, Campo Giuriati, scheda pubblicata sul sito mi4345.it consultato il 20/8/2024

Liceo scientifico Donatelli Pascal Milano, Monumento ai partigiani – Campo Giuriati Milano, scheda pubblicata sul sito www.pietredellamemoria.it consultato il 20/8/2024 

Luigi Campegi, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 20/8/2024 

Scheda biografica di Luigi Lince Arcalini, profilo biografico pubblicato sul sito lombardia.anpi.it consultato il 20/8/2024

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 1945

Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte 

Formazioni d’appartenenza: Fronte della gioventù; 3a brigata “Garibaldi GAP Egisto Rubini”; brigata “Crespi”

Data opera: 21/3/2015

Autore: Giuntini Mauro

Note: monumento visibile e non liberamente accessibile. Orari contingentati in base alle aperture del parco pubblico  

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MONUMENTO “PAGINA DELLA MEMORIA” DEDICATO AI PARTIGIANI GIUSTIZIATI A CAMPO GIURIATI A MILANO

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LAPIDI IN RICORDO DI GREGORIO PILUSO E IDELIO FANTONI, A MILANO

LAPIDI IN RICORDO DI GREGORIO PILUSO E IDELIO FANTONI, A MILANO

LAPIDI IN RICORDO DI GREGORIO PILUSO E IDELIO FANTONI, A MILANO

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

Le due lapidi, di formato rettangolare, sono appese in posizione simmetrica ai lati di un portone in viale Famagosta 2. La lastra a sinistra, in marmo bianco-grigio con venature, reca incisa l’iscrizione a lettere capitali “QUI DIMORÒ / GREGORIO PILUSO / CHE FECE OLOCAUSTO DELLA VITA / ALLA CAUSA DELLA LIBERTÀ / 14 SETTEMBRE 1901 – 16 NOVEMBFRE 1944”. La targa a destra, realizzata in marmo rosato, presenta la scritta a lettere capitali “IN QUESTA CASA FIORÌ LA GIOVINEZZA / DEL PATRIOTTA / FANTONI IDELIO / DELLA 113 BRIG GARIBALDI / STRONCATA DAL PIOMBO NAZIFASCISTA / MILANO 14·9·1927 – 25·4·1945”. Ovviamente, “patriotta” è una variante desueta per il più diffuso “patriota”.

Gregorio Piluso nacque a Caltagirone (Catania) il 14 settembre 1901, figlio di Salvatore Piluso e Angela Belvedere. Dopo le scuole elementari, iniziò ad accostarsi alla professione di parrucchiere; allo scoppio della Grande guerra, si trovò a gestire autonomamente il negozio da barbiere nel quale era impiegato, poiché il suo datore di lavoro venne chiamato alle armi. Già in quegli anni, di fronte alle condizioni nelle quali versava il popolo siciliano, iniziò a sviluppare ideali umanitari e a ribellarsi ai dettami della Chiesa cattolica; nonostante don Luigi Sturzo gli avesse proposto di studiare in seminario a sue spese, così da laurearsi ed entrare in politica, Gregorio si rifiutò categoricamente.

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Nel 1917 lasciò quindi la Sicilia in direzione di Milano, ma fece una deviazione a Genova, città nella quale si fermò sino all’aprile del 1926. Qui aderì convintamente al socialismo, e dal 1919 diresse il Movimento socialista giovanile; fondò, inoltre, la Mutua parrucchieri e la società “Amici siciliani”. Sempre a Genova, fu segretario della Lega parrucchieri e collaborò con il quotidiano Avanti!, organo ufficiale del Partito socialista italiano. Per la sua attività antifascista, venne spesso fermato dalla polizia di regime; decise quindi di partire con la moglie e le due figlie alla volta di Milano, dove però faticò a lavorare stabilmente poiché ritenuto un sorvegliato politico, finché non aprì un proprio negozio da parrucchiere. In città, visse nella zona della Barona, in uno stabile in viale Famagosta. Dopo la caduta di Mussolini e l’armistizio dell’8 settembre 1943, Piluso aderì alle attività clandestine della Resistenza, militando nella 42a brigata “Matteotti”; nel 1943 venne ripetutamente arrestato dai fascisti e seviziato brutalmente, minando così la sua salute psicofisica. La sera del 15 novembre 1944 le Brigate nere fecero irruzione nella casa di Piluso, lo arrestarono e, nella notte tra il 15 e il 16 novembre, lo fucilarono nei pressi di piazza Vesuvio, tra via Giuseppe Dezza e via Lipari. Sempre a Milano, Gregorio Piluso è commemorato in una lapide ubicata in via Dezza 22, dove venne rinvenuto il suo cadavere; essa recita: “GREGORIO PILUSO / STRENUO ASSERTORE DEL SOCIALISMO / INVANO FU AMMONITO E QUI CADDE / NELLA NOTTE DEL 15-11-944 FUCILATO / DAI NEMICI DELLA LIBERTÀ DI PENSIERO / AD AMMONIMENTO AI DITTATORI / E A INCORAGGIAMENTO AI PAVIDI”. 

Idelio Fantoni nacque a Milano il 14 settembre 1927; suo padre si chiamava Antonio. Sin dalla gioventù fu di ideali antifascisti e, assieme ad altri ragazzi delle case popolari del quartiere della Barona, nel quale visse, compì alcune piccole azioni dimostrative contro il regime mussoliniano (volantini di propaganda, scritte sui muri, eccetera). Impiegato presso le Officine elettro-ferroviarie “Tallero”, fabbrica milanese di materiale meccanico, elettrico e rotabile per tranvie e ferrovie, durante la Guerra di liberazione militò nel primo nucleo dell’8° distaccamento “Barona” della 113a brigata “Garibaldi”. Durante le insurrezioni del 25 aprile 1945, fu incaricato assieme ad altri due partigiani garibaldini, Giovanni Paghini (1927-1945) e Domenico Bernori (1924-1945), di bloccare a Ronchetto sul Naviglio un’autocolonna tedesca. Ferito gravemente durante lo scontro con il nemico, Idelio Fantoni venne ricoverato nell’infermeria adibita nella cripta della chiesa di Santa Rita, dove morì a soli diciassette anni. Sempre a Milano, il giovane è ricordato, assieme a Paghini e Bernori, anche in un cippo commemorativo in travertino rosato, situato in via Lodovico il Moro 189, nei pressi del luogo dove ci fu il combattimento con i nazifascisti. È commemorato pure nella lapide in marmo lucido dedicata alla memoria dei dipendenti delle Officine “Tallero” caduti nella Resistenza, visibile in via Giambellino 115.

Le due targhe qui analizzate sono appese all’esterno dello stabile milanese dove vissero sia Gregorio Piluso che Idelio Fantoni, edificio ubicato a due passi da piazza Miani.

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Milano
Indirizzo: viale Famagosta, 2
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.43697 – Longitudine 9.15508

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FONTI

Bibliografia

Libertà tra i Navigli. La Resistenza in Barona, Lorenteggio, Giambellino, Porta Genova. Milano, a cura della Sezione ANPI Zona 6, Milano, Bine, 2016, pp. 73, 84

La Resistenza Partigiana in Barona Ronchetto. Una pagina gloriosa di Storia scritta da umili protagonisti, a cura di ANPI sezione Barona, Milano, ANPI 1998, pp. 47, 53

Fonti d’archivio

Istituto nazionale Ferruccio Parri, fondo Piluso Gregorio, b. 1, fasc. 1

Sitografia

I Partigiani della Barona: Gregorio Piluso, profilo biografico pubblicato sul sito anpibarona.blogspot.com consultato il 23/10/2024 

I Partigiani della Barona: Idelio Fantoni, profilo biografico pubblicato sul sito anpibarona.blogspot.com consultato il 23/10/2024

U. Murri, Lastre in memoria di Gregorio Piluso e Idelio Fantoni – Milano, scheda pubblicata sul sito www.pietredellamemoria.it consultato il 23/10/2024

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ALTRE INFORMAZIONI

Date evento: 14/9/1901 – 16/11/1944; 14/9/1927 – 25/4/1945

Cognome / Nome: Piluso Gregorio; Fantoni Idelio

Formazioni d’appartenenza: Movimento socialista giovanile; 42a brigata “Matteotti”; 8° distaccamento “Barona” della 113a brigata “Garibaldi”

Data lapidi: non determinabile

Autore: non conosciuto

Note: lapidi visibili e liberamente accessibili

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LAPIDI IN RICORDO DI GREGORIO PILUSO E IDELIO FANTONI, A MILANO

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LASTRA IN RICORDO DI LORIS DELL’ORTO A MILANO

LASTRA IN RICORDO DI LORIS DELL’ORTO A MILANO

LASTRA IN RICORDO DI LORIS DELL’ORTO A MILANO

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

La lastra, di formato quadrato e realizzata in marmo grigio chiaro, tendente al bianco, reca l’iscrizione a lettere capitali “IN QUESTA CASA ABITÒ / IL PARTIGIANO / LORIS DELL’ORTO / I NEMICI DELLA LIBERTÀ / STRONCARONO LA VITA / MA NON L’OPERA / E LA FEDE / 1·1·1924 – 17·6·1944”. La targa presenta, altresì, una fotografia in bianco e nero.

Loris Dell’Orto nacque a Massa (Massa e Carrara) il 1° gennaio 1924; trasferitosi a Milano, lavorò come operaio presso lo stabilimento Pirelli Bicocca, e visse in viale Sarca, non distante dalla fabbrica. Grande appassionato di pugilato (come, del resto, lo fu il padre Paolino), secondo i ricordi di famiglia vinse cinquantadue incontri su sessanta e, nel 1942, fu campione lombardo in questa pratica sportiva. Di ideali antifascisti, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 prese parte alla Guerra di liberazione, non rispondendo alla chiamata alle armi e spostandosi in Piemonte, dove militò nella divisione autonoma “Valdossola” del comandante Dionigi Superti (1899-1968), formazione partigiana che cooperò alla liberazione di Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola) e alla nascita, nel settembre del 1944, della Repubblica dell’Ossola. Dell’Orto cadde contro i nazifascisti il 17 giugno 1944 in Val Grande, a Pian di Sale, difendendo dal nemico una postazione e permettendo agli altri combattenti di porsi in salvo. Nel 1972, il sindaco di Milano Aldo Aniasi consegnò, al fratello di Loris, la Medaglia d’oro del Comune di Milano.

La lapide qui descritta è appesa all’esterno dell’abitazione milanese di Loris Dell’Orto. 

Stefano Balbiani

Localizzazione

Località: Milano
Indirizzo: viale Sarca, 189
Comune: Milano
Provincia: Milano (MI)
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.51677 – Longitudine 9.20902

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FONTI

Bibliografia

R. De Pietri, I. Rasmussen, G. Valota (a cura di), Targhe, Lapidi, Monumenti e Storie dalla Resistenza nella Zona 9. Una guida. Itinerari della memoria. Per sapere, capire e non dimenticare, Milano, ANPI, 2015, p. 68

Sitografia

IIS ALTIERO SPINELLI-5LA, Lastra commemorativa a Loris Dell’Orto, scheda pubblicata sul sito www.pietredellamemoria.it consultato il 9/10/2024 

Dell’Orto Loris, profilo biografico pubblicato sul sito anpimilano.com consultato il 9/10/2024 

Loris Dell’Orto, profilo biografico pubblicato sul sito www.anpi.it consultato il 9/10/2024

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ALTRE INFORMAZIONI

Data evento: 1/1/1924 – 17/6/1944

Cognome / Nome: Dell’Orto Loris

Formazioni d’appartenenza: divisione autonoma “Valdossola”

Data lapide: non determinabile

Autore: non conosciuto

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

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LASTRA IN RICORDO DI LORIS DELL’ORTO A MILANO

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