MILANO SULLE ORME DI FERRUCCIO PARRI

MILANO SULLE ORME DI FERRUCCIO PARRI

MILANO SULLE ORME DI FERRUCCIO PARRI

© Massimo Jatosti – Questa immagine è protetta da copyright

FIAP intende ricordare il proprio fondatore e primo presidente, Ferruccio Parri, inflessibile antifascista, capo militare e leader della Resistenza, padre della Patria spesso dimenticato, attraverso un itinerario a piedi che unisce i luoghi del centro di Milano legati a fasi ed episodi significativi della sua esistenza; ogni tappa sarà occasione tanto per rievocare la personalità di Parri, il suo rigore e la sua sobrietà proverbiali, nonché la sua visione della guerra di Liberazione come completamento del Risorgimento, al di sopra delle dinamiche interne e tra i partiti politici, quanto per allargare il discorso alla storia dell’antifascismo italiano considerato nel suo complesso di valori e battaglie, ma anche difficoltà e contraddizioni.

Non da ultimo, ricordare oggi Ferruccio Parri significa non dimenticare il suo sogno non compiutamente realizzato di una comunità nazionale coesa, fondata su ideali condivisi incarnati dalla Costituzione repubblicana, fondata soprattutto su una ben marcata discontinuità dagli assetti politici e istituzionali del fascismo e precedenti al fascismo: un vulnus che ancora oggi espone la nostra democrazia ai pericoli del nazionalismo, del sovranismo e del populismo di chi prospetta false soluzioni semplici a complessi problemi reali.

LE TAPPE

Prima tappa: Tempio della Vittoria / Sacrario dei Caduti Milanesi in largo Caduti Milanesi per la Patria

Seconda tappa: Palazzo Edison in Foro Buonaparte, 31

Terza tappa: via Silvio Pellico, 7 (ex Albergo Regina e Metropoli, già sede milanese del comando delle SS e della Gestapo)

Quarta tappa: sede FIAP in via Edmondo De Amicis, 17

Milano sulle orme di Ferruccio Parri è un’iniziativa organizzata da FIAP-Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane in collaborazione con Fondazione Aldo Aniasi e con il Circolo di via De Amicis 17, realizzata grazie al sostegno economico del Comune di Milano nell’ambito dei programmi per la promozione della memoria storica.

PRIMA TAPPA: FERRUCCIO PARRI E LA GRANDE GUERRA

Tempio della Vittoria / Sacrario dei Caduti Milanesi in largo Caduti Milanesi per la Patria

TERZA TAPPA: FERRUCCIO PARRI PRIGIONIERO DEI NAZIFASCISTI

via Silvio Pellico, 7 (ex Albergo Regina e Metropoli, già sede milanese del comando delle SS e della Gestapo)

quarta tappa: IL DOPOGUERRA DI FERRUCCIO PARRI

sede FIAP in via Edmondo De Amicis, 17

contatti

MILANO SULLE ORME DI FERRUCCIO PARRI

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.

LO SCIOPERO DELL’ARRIGONI DI CESENA

LO SCIOPERO DELL’ARRIGONI DI CESENA

LO SCIOPERO DELL’ARRIGONI DI CESENA

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

La lapide è posta ai piedi di una ciminiera in mattoni, ultima parte rimanente di quella che fu la fabbrica Arrigoni. Costruita negli anni Trenta, la fabbrica produceva conserve alimentari (marmellate, sciroppi, passata di pomodoro, sottaceti, tonno e acciughe in scatola e simili). Vi lavoravano più di 5000 persone, per la gran parte donne, il che la rendeva una delle fabbriche più grandi della zona. 

Durante la guerra, l’Arrigoni era fornitrice ufficiale dell’esercito tedesco, il che rendeva qualsiasi forma di sabotaggio della produzione estremamente pericolosa per le lavoratrici ed i lavoratori. 

Nonostante questo, la fabbrica iniziò molto presto ad essere un luogo di lotte: il 18 settembre 1941 l’Arrigoni fu la prima fabbrica a scioperare nella regione, e le operaie e gli operai tornarono a scioperare nuovamente qualche mese dopo, nell’aprile 1942.

Leggi di più

Già nel 1941 furono arrestati diversi lavoratori legati al PCI, soprattutto fra gli uomini, ma anche alcune lavoratrici. 

Dopo il 25 luglio, molti lavoratori che erano stati arrestati per le loro posizioni politiche furono liberati e rientrarono in fabbrica. Anche grazie alla loro influenza, durante il governo Badoglio l’Arrigoni fu una delle fabbriche dove i lavoratori ebbero modo di eleggere i propri rappresentanti e che cominciò ad essere gestita in modo più democratico. 

Tra i lavoratori e lavoratrici vi erano anche figure notoriamente antifasciste, come Rina Turci, che era stata licenziata per motivi politici nel 1937 ma era rientrata in fabbrica nel 1942 ed in questo periodo fu eletta tra i rappresentanti dei lavoratori nella Commissione Interna p Ilario Tabarri che aveva combattuto con le Brigate Internazionali in Spagna e sarebbe poi stato a capo della VIII Brigata Garibaldi, che operava nella zona, o Quinto Bucci, che era uno degli operai che erano stati arrestati nel 1942 e da poco rilasciati e che qualche mese dopo sarebbe stato il commissario politico di uno dei battaglioni della stessa Brigata. 

Con l’inizio dell’occupazione, le autorità fasciste tentarono di sostituire i rappresentanti eletti dai lavoratori con quelli da loro scelti, proclamando una nuova elezione in cui la sola lista ammessa era quella dei sindacati fascisti. i risultati furono clamorosi: su 3600 schede date alle lavoratrici e ai lavoratori, la lista fascista raccolse solo 31 voti; sulle altre schede erano stati scritti insulti, slogan comunisti o appelli alla pace e alla caduta del fascismo.

Le lavoratrici e i lavoratori della Arrigoni organizzarono anche per tutta la durata dell’occupazione, diverse raccolte fondi destinate alla VIII Brigata Garibaldi, a cui fornivano anche i prodotti che riuscivano a sottrarre in fabbrica.

Una fabbrica così vicina all’antifascismo come la Arrigoni non poteva che essere protagonista anche dello sciopero del 1944, quando in tutte le regioni del Centro-Nord i lavoratori si fermarono per chiedere condizioni migliori e protestare contro la guerra, la fame, il regime e l’occupazione. E infatti i lavoratori e le lavoratrici della Arrigoni vi parteciparono in massa, fermando per giorni le attività della fabbrica.

Proprio questo sciopero, che alla Arrigoni fu anche per chiedere la riassunzione degli operai licenziati dopo la protesta precedente, è ricordato dalla targa, che lo definisce “TRA LE PRIME MANIFESTAZIONI DI RIVOLTA POPOLARE CONTRO IL NAZI-FASCISMO” 

Alice Leone

Localizzazione

Località: Cesena
Indirizzo: piazza Aldo Moro, sulla ciminiera di fronte alla Biblioteca
Comune: Cesena
Provincia: Forlì – Cesena (FC)
Regione: Emilia Romagna
Coordinate geografiche: Latitudine 44.143924 – Longitudine 12.248823

U

 

Tag:

FONTI

Bibliografia

Antifascismo e resistenza scritti sulla pietra : lapidi e cippi a Cesena e nella Valle del Savio, Cesena, Il ponte vecchio, 2024 

G. Carbone, Gli scioperi del 1943-44. Il ruolo decisivo della classe operaia nella lotta al nazifascismo, Borghetto Lodigiano, Il Papiro Editrice “Altrastoria”, 1994

p

ALTRE INFORMAZIONI

Data/e evento: 1-8/03/1944

Cognome / Nome: non determinabile, a causa delle molte persone coinvolte 

Formazioni d’appartenenza: brigate Garibaldi

Data/e opera: non determinabile. Sappiamo solo che la lapide venne affissa nel 1994

Autore/i: non determinabile

Note: lapide visibile e liberamente accessibile

contatti

LO SCIOPERO DELL’ARRIGONI DI CESENA

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.

LA CASA DI RAFFAELLO RAMAT

LA CASA DI RAFFAELLO RAMAT

LA CASA DI RAFFAELLO RAMAT

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

In via Aurelio Saffi a Firenze visse, a partire dal 1937, Raffaello Ramat con la moglie Wanda e i figli Maggiola, Marco, Paolo e – dal 1939 – Silvio. 

Raffaello era nato a Viterbo nel 1905 ma si era trasferito a Firenze da bambino, e lì conobbe la futura moglie, sua compagna di classe all’Istituto Tecnico per Ragionieri. 

Diplomatosi nel 1922, si arruolò negli alpini. Appena rientrato dal servizio di leva, lui e Wanda superarono da esterni il concorso magistrale, cominciando ad insegnare alle elementari. Dopo diversi anni passati a fare il maestro in varie scuole d’Italia, nel 1931 Raffaello si era iscritto alla facoltà di Magistero di Firenze, dove fu allievo di Luigi Russo e poi Mario Fubini. Sempre al Magistero conoscerà anche Ernesto Codignola, che lo inviterà a collaborare a varie riviste e progetti editoriali della casa editrice “La Nuova Italia”, aiutandolo così a mantenere la famiglia nel difficile periodo della guerra.

Leggi di più

Passato il concorso per l’insegnamento nelle scuole superiori, dopo un periodo in Emilia nel 1938 tornò a Firenze, dove ebbe la cattedra di Italiano e Storia presso l’Istituto magistrale “Giovanni Pascoli”, dove prepara i futuri insegnanti. 

In quegli stessi anni cominciò anche l’impegno politico, favorito dall’amicizia con Piero Calamandrei. Si unì a “Giustizia e Libertà”, avendo anche avuto modo di conoscere Nello Rosselli. 

Diresse anche la rivista “Argomenti” da lui fondata insieme ad Alberto Carocci, che prima di essere soppressa dal regime nel 1943 divenne una delle sedi di espressione di diversi intellettuali ostili al fascismo e vicini al mondo liberalsocialista. 

Nel 1942 Ramat fu arrestato e condannato prima al carcere e poi al confino per “cospirazione”, ma scontò in totale pochi mesi prima di rientrare a casa. 

Dopo il 25 luglio si iscrisse al Partito d’azione e dopo l’8 settembre si unì alla Resistenza fiorentina, che coinvolse molti dei suoi contatti accademici ed editoriali. Dopo un nuovo arresto, nella primavera del 1944, mentre la sua famiglia era sfollata nelle campagne, lasciò la città per unirsi alla Brigata garibaldina “Sinigaglia” prima di poter essere nuovamente arrestato. Con la Brigata Sinigaglia prese parte alla Liberazione di Firenze l’11 agosto 1944.

Dopo la Liberazione continuò sia l’impegno accademico sia l’impegno politico, prima nel Partito d’Azione e poi nel Partito Socialista. Per quest’ultimo negli anni Cinquanta fu consigliere comunale a Firenze. Dopo un anno trascorso a Salerno, dove aveva vinto la cattedra universitaria di Letteratura Italiana nel 1958, rientrò a Firenze chiamato alla Facoltà di Magistero, e tra il 1961 e il 1964 fu assessore alla Cultura nella giunta La Pira. 

Morì in un incidente d’auto nel 1967.  

Alice Leone

Localizzazione

Località: Firenze
Indirizzo: via Aurelio Saffi 
Comune: Firenze
Provincia: Firenze (FI)
Regione: Toscana
Coordinate geografiche: Latitudine 43.782407 – Longitudine 11.280726

U

 

Tag:

FONTI

Bibliografia

E. Codignola, Memoriale autobiografico, in «Ernesto Codignola in 50 anni di battaglie educative: pagine di diario e Memoriale autobiografico di Ernesto Codignola», Firenze, La nuova Italia, 1967

Sitografia

S. Cocchi, Un’allieva e il suo professore, articolo pubblicato sul sito www.questionegiustizia.it consultato il 15/04/2025

I. Barichello, Il “cospiratore” critico letterario, articolo pubblicato sul sito www.patriaindipendente.it consultato il 18/04/2025

Raffaello Ramat, profilo biografico pubblicato sul portale www.anpi.it consultato il 15/04/2025

M. Bonsanti, Ramat Raffaello, scheda biografica pubblicata sul portale siusa-archivi.cultura.gov.it consultato il 15/04/2025

L. Osbat, Raffaello Ramat, scheda biografica pubblicata sul portale www.gentedituscia.it consultato il 16/04/2025

p

ALTRE INFORMAZIONI

Data/e evento: 26/06/1905 – 02/05/1967

Cognome / Nome: Ramat Raffaello

Formazioni d’appartenenza: Giustizia e Libertà; Brigata Garibaldi “Sinigaglia”

Data/e opera: non determinabile

Autore/i: non determinabile

Note: nessun riferimento agli eventi (non vi sono lapidi o iscrizioni di riferimento)

contatti

LA CASA DI RAFFAELLO RAMAT

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.

LAPIDE DEDICATA A ONORINA BRAMBILLA PESCE

LAPIDE DEDICATA A ONORINA BRAMBILLA PESCE

LAPIDE DEDICATA A ONORINA BRAMBILLA PESCE

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

Nata a Milano, nel quartiere di Lambrate, figlia di operai, Onorina e sua sorella Wanda furono da giovanissime introdotte all’antifascismo dai loro genitori: la madre Maria (che nella Resistenza adotterà il nome di battaglia “Tatiana”) e il padre Romeo, che era stato licenziato per aver rifiutato di fare la tessera del partito fascista dalla fabbrica di biciclette “bianchi” e aveva ricominciato a lavorare alla “Breda” solo dopo il 1935 quando con la guerra d’Etiopia iniziavano a mancare gli operai perchè i giovani era stato mandato al fronte. 

Onorina, soprannominata “Nori”, aveva cominciato a lavorare a 14 anni, dopo un corso da dattilografa e tre anni di avviamento professionale, perché la sua famiglia non aveva il denaro per permetterle di continuare a studiare. 

Nel 1941 cominciò a lavorare come impiegata, occupandosi dell’inventario di una ditta che produceva binari.

Leggi di più

Questo ruolo le permetteva di girare tra i capannoni della produzione e conoscere gli operai (e le loro idee politiche), cosa che le sarebbe stata poi molto utile per capire chi avvicinare quando si sarebbe occupata di organizzare gli scioperi e le azioni di Resistenza. 

Partecipò all’organizzazione degli scioperi del marzo 1943 e, dopo l’8 settembre, volle immediatamente unirsi alla Resistenza. Fece parte dei Gruppi di difesa della donna (GDD), che si occupavano principalmente di raccogliere soldi, armi, cibo, vestiti e altro materiale per i partigiani e di passare informazioni. Nori, che usava come nome di battaglia “Sandra” si occupava di distribuire la stampa clandestina. Nei primi mesi del 1944, divenne chiaro che la repressione fascista non avrebbe risparmiato le donne che fino a quel momento si erano esposte di più, soprattutto durante gli scioperi per proteggere i colleghi. Nori non aveva mai fatto mistero del suo antifascismo, e quindi rischiava di essere individuata a sua volta. Nel marzo 1944 lasciò il lavoro, insieme a molte altre figure chiave dell’organizzazione degli scioperi che non potevano restare al loro posto.

La sua idea iniziale era di unirsi alle bande partigiane in montagna, diventare una combattente a pieno titolo, ma nel frattempo aveva conosciuto “Visone”, nome di battaglia di Giovanni Pesce e avevano iniziato a frequentarsi. Visone era un comandante dei GAP, le brigate partigiane che combattevano in città, e la convinse a restare anche lei a Milano. 

Nori divenne ufficiale di collegamento del III GAP Egisto Rubini, per cui si occupava soprattutto di trasportare armi, munizioni ed esplosivi. Si muoveva in città in bicicletta e coi mezzi, riuscendo con grande sangue freddo a nascondere il suo carico durante i controlli e i blocchi stradali che incontrava lungo il percorso. 

Nel settembre 1944 Nori fu arrestata dai fascisti, dopo essere stata denunciata da un traditore. Si rifiuterà di tradire i compagni, nonostante minacce e torture, e sarà portata nel campo di concentramento di Bolzano. Rientrata a Milano dopo la Liberazione, sposò Giovanni Pesce il 14 luglio 1945. 

Nel dopoguerra lavorò prima nella segreteria del comandante partigiano Pietro Secchia, poi per la federazione del PCI e infine fu componente della Commissione femminile della Camera del Lavoro di Milano. Negli anni successivi proseguì l’attività di sindacalista fino a quando non cominciò a lavorare con Giovanni nella sua attività privata. Entrambi continuarono però per tutta la vita l’impegno politico e per la promozione della memoria della Resistenza.

Alice Leone

Localizzazione

Località: Milano 
Indirizzo: piazzale Cimitero Monumentale, nella cripta del Famedio
Comune: Milano 
Provincia: Milano (MI) 
Regione: Lombardia
Coordinate geografiche: Latitudine 45.485699 – Longitudine 9.179189

U

 

Tag:

FONTI

Bibliografia

O. Brambilla Pesce – Roberto Farina, Il pane bianco, Varese, Arterigere, 2011

Sitografia

Onorina Brambilla Pesce, scheda biografica pubblicata sul sito www.anpi.it consultato il 17/06/2025

L. Cesareo, Onorina Brambilla Pesce, profilo biografico pubblicato sul sito www.enciclopediadelledonne.it consultato il 17/06/2025

p

ALTRE INFORMAZIONI

Data/e evento: 27/08/1923 – 6/11/2011 

Cognome / Nome: Brambilla Pesce Onorina 

Formazioni d’appartenenza: Gruppi di difesa della donna – GDD; Gruppi di Azione Patriottica – GAP

Data/e opera: non determinabile. Probabilmente risale al novembre 2011

Autore/i: non determinabile

Note: il Famedio, essendo all’interno del Cimitero monumentale di Milano, è accessibile negli orari di apertura dello stesso

contatti

LAPIDE DEDICATA A ONORINA BRAMBILLA PESCE

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.

LA CASA DI RAFFAELLO RAMAT

LA CASA DI MARGHERITA FASOLO

LA CASA DI MARGHERITA FASOLO

© Redazione – Questa immagine è protetta da copyright

Nata nel 1905 a Torino, Margherita si era spostata a Firenze per iscriversi all’Istituto di Magistero, dove si laureò nel 1934 in Pedagogia per poi iniziare a lavorare come insegnante. Allieva di Ernesto Codignola, allora direttore del Magistero, Margherita a differenza del suo professore cominciò molto presto a distanziarsi dal fascismo, prima attraverso “una specie di società segreta per trovare, prestarsi vicendevolmente, e leggere libri proibiti” (Cambi 1995) e poi avvicinandosi al nucleo fiorentino di Giustizia e Libertà. 

La sua casa di via dei Della Robbia fu uno centri di ritrovo per le riunioni organizzative della Resistenza fiorentina, e in particolare del Partito d’Azione, del cui esecutivo fece parte anche Margherita. 

Con Tristano Codignola, figlio del sopracitato Ernesto, dirigente del partito d’azione e futuro deputato alla Costituente, Margherita si occupò soprattutto di assistenza ai prigionieri alleati evasi, che spesso ospitava in casa propria.

Leggi di più

Per questa sua attività fu arrestata insieme ad un’altra insegnante fiorentina, Eleonora Benveduti Turziani. Nonostante il suo ruolo chiave nella Resistenza, era riuscita a nascondere qualsiasi prova che coinvolgesse i suoi compagni, e anche durante gli interrogatori non rivelò nulla, ed anzi utilizzò il periodo in prigione, secondo quanto raccontò poi Tristano Codignola, per dedicarsi alla propaganda e all’educazione antifascista delle altre detenute. I compagni ne ottennero il rilascio all’inizio dell’estate 1944, e Margherita tornò immediatamente al lavoro per la Resistenza. 

Continuò anche a dedicarsi all’insegnamento, rivolto soprattutto a operai e contadini che non avevano avuto modo di completare gli studi, proprio perché era convinta che l’istruzione fosse fondamentale per permettere loro di partecipare alla ricostruzione dell’Italia democratica.
Nel dopoguerra, pur continuando a prendere parte alle attività del Partito d’azione, si concentrò soprattutto sull’insegnamento – presso l’Istituto Magistrale Gino Capponi di Firenze – e sulla pedagogia, pubblicando diversi saggi in materia e collaborando con riviste di settore come “La nuova scuola italiana” e “Scuola e città”, oltre a fare parte di diverse associazioni dedicate all’educazione. 

Alice Leone

Localizzazione

Località: Firenze
Indirizzo: Via dei Della Robbia 92
Comune: Firenze
Provincia: Firenze (FI)
Regione: Toscana
Coordinate geografiche: Latitudine 43.779627 – Longitudine 11.268429

U

 

Tag:

FONTI

Bibliografia

F. Cambi, Fasolo, Margherita, in «Dizionario Biografico degli Italiani» 1995, vol. 45

E. Codignola, Memoriale autobiografico, in «Ernesto Codignola in 50 anni di battaglie educative: pagine di diario e Memoriale autobiografico di Ernesto Codignola», Firenze, La nuova Italia, 1967

Sitografia

M. Imperato, Margherita Fasolo – Torino 1905 – Firenze 1956, profilo biografico pubblicato sul portale www.enciclopediadelledonne.it consultato il 24/03/2025

p

ALTRE INFORMAZIONI

Data/e evento: 21/01/1905 – 18/19/1956

Cognome / Nome: Fasolo Margherita; Codignola Tristano; Benveduti Turziani Eleonora 

Formazioni d’appartenenza: Giustizia e Libertà – GL; Partito d’Azione

Data/e opera: non determinabile

Autore/i: non determinabile

Note: nessun riferimento agli eventi (non vi sono lapidi o iscrizioni di riferimento)

contatti

LA CASA DI MARGHERITA FASOLO

tipo di messaggio

trattamento dati personali

Servizio aggiornamento schede

Stai consultando l'archivio "Terra di Memorie" e hai trovato un'informazione non corretta? Ti sei accorto di un dettaglio non evidenziato? Desideri aggiungere una fotografia ad una scheda?

Il nostro staff mette a disposizione degli utenti del sito un apposito indirizzo di posta per gli aggiornamenti: redazione@terradimemorie.it

Si prega di inviare una mail indicando le modifiche che si ritiene necessarie e il nostro staff provvederà a verificare l'indicazione al più presto possibile.